Focus: Scorie, spettri e dubbi amletici. De Zerbi, essere o non essere?

Focus: Scorie, spettri e dubbi amletici. De Zerbi, essere o non essere?

La quarta sconfitta consecutiva rimediata in Sardegna ha ribadito una verità difficilmente confutabile. Non c’è strategia che tenga al cospetto di palesi lacune collettive ed individuali. Disquisire di moduli ed equilibri lascia il tempo che trova in presenza di un organico povero di contenuti e qualità, oltre che incompleto. Il tecnico non deve snaturare i principi cardine del suo calcio. Una condotta conservativa ed accorta non porta punti in dote. Tanto vale proporre e provarci, in pieno stile De Zerbi, in attesa del mercato.

8 commenti

di  Leandro Ficarra

Frustrazione, caos, pochezza. Cocktail amaro, foriero di inquietanti presagi. Numeri impietosi, classifica allarmante, lacune evidenti. Poker di stop consecutivi, caterva di gol subiti, manifesta inferiorità al cospetto dell’avversario. Canovaccio periodico e desolante. Pari di Genova, sponda blucerchiata, ultimo scorcio di luce. Poi buio pesto. Organico e prestazioni alla mano, ogni disquisizione di matrice tattica diviene marginale. Attendista o spregiudicato, accorto o baldanzoso, conservativo o propositivo. Esercizio dialettico e concettuale, sfizioso ma evanescente. Contorna il cuore del problema senza centrarlo. Criticità e crepe strutturali sono emerse con ogni dinamica e da ogni prospettiva.

Evidenti in ogni reparto, disarmanti dalla cintola in su. Deficit di qualità, personalità, varietà d’opzioni conformi agli standard della categoria. Facciamo fatica a contare più di cinque effettivi il cui background legittimi la militanza in massima serie. Encomiabili gregari, prototipi acerbi di presunti talenti, qualche eterna promessa rimasta tale.

Applicata ma perforabile dietro, piatta ed impalpabile in mezzo, inconsistente e sterile davanti.

Imperizia, supponenza palesi in sede di allestimento dell’organico imputabili alla dirigenza del club con in testa il patron Zamparini. Il quale, dopo aver scherzato col fuoco nella scorsa stagione, ha ripreso a camminare sui carboni ardenti. Ignorando che non incrocerà sul suo percorso Ballardini nelle vesti del buon samaritano, Vazquez il genio della lampada, Sorrentino, Maresca e Gila i tre invincibili moschettieri.  Senza i giganti buoni la favola rischia di non avere lieto fine.

De Zerbi è esordiente tra gli esordienti. Tanto per non farsi mancare nulla. Elevando allo stremo il coefficiente di criticità. Il suo calcio è propositivo, coraggioso, intraprendente.

Ha da subito provato a shakerare idee, saggezza e buon senso. Mostrando duttilità, plasmando il suo credo sull’altare di equilibri collettivi e attitudini dei singoli. La strada  pareva maestra fino al pari di Marassi. Quindi  sosta e batosta contro il Toro. Match crocevia del suo mini ciclo. Scelte e strategia contro i granata fallimentari. Sprazzo di integralismo condito da un pizzico di presunzione. Equilibri fin lì solidi, sconvolti da scelte sorprendenti nell’undici iniziale. Nella convinzione, illusoria, di disporre già di sincronismi ed automatismi tali da guardare il Toro dritto negli occhi. Senza restare infilzati. Quello schiaffo ha insinuato il gene del dubbio, i tonfi contro Roma e Udinese  minato autostima e convinzione.  Ledendo alchimia, sinergia,  connessione tra squadra e tecnico. Entusiasmo che lascia il posto alla paura. Quadro mentale che diviene fardello insostenibile per una squadra fragile di suo.

La formazione iniziale di Cagliari mal si concilia con il verbo calcistico e la filosofia di De Zerbi.

La sensazione è che sia figlia di confronti, consulenze presidenziali, valutazioni collegiali. Retaggio di scorie nella testa del tecnico. Timori, contingenze, pressioni mediatiche, peso specifico del match. Tutti fattori che potrebbero  aver soffocato alcune scelte orientandone altre.

4-1-4-1 schiacciato a protezione della propria area, votato esclusivamente al contenimento ed alla densità  in perfetta antitesi con il De Zerbi pensiero. Aleesami bloccato a vantaggio di un Quaison anonimo in fase di spinta, rovinoso in copertura. La rinuncia a Gazzi, Bruno Henrique e Diamanti. Unici ad incarnare i concetti di sagacia, fosforo e qualità. L’ostinarsi su Hjliemark e Chochev, scolastici, ordinari e compassati, sui cui datati margini di miglioramento è legittimo iniziare a dubitare. L’incognita Embalo, l’encomiabile Nestorovski a dimenarsi stoicamente abbandonato al suo destino.

L’ espressione del tecnico, dopo il primo tempo a reti bianche, era eloquente. Poi Quaison, a difesa schieratissima, si perde Dessena. L’errore individuale marchiano stronca ogni assetto e strategia. Reiteratosi poco dopo. Il doppio vantaggio sardo è una sentenza. Se ti rannicchi timoroso e pavido su te stesso, dieci sotto la linea della palla, i cazzotti li prendi uguale. Oggi sbaglia Quaison, ieri Posavec, Rajkovic, Andelkovic, Embalo, Aleesami, Goldaniga. Domani chissà. La caratura dei singoli determina. Qualità ed esperienza delineano le gerarchie. Ingresso di Diamanti e Bruno Henrique, passaggio al 4-3-2-1, baricentro alzato di venti metri, fraseggio avvolgente e ragionato, terzini che sovrappongono, interni che vanno dentro, almeno ci provano. De Zerbi ridisegna la sua squadra, fa pace con se stesso. Il Palermo accorcia ma non basta. Mancano tempo e risorse

Morale della favola: non esiste  strategia conservativa, prudente, attendista, che possa sopperire ai limiti strutturali di collettivo e singoli interpreti,  garantendo la conquista di punti. Il mercato sembra l’unica ancora di salvezza ma gennaio è lontano. La ricerca di un gioco propositivo ed audace, con i dovuti accorgimenti, ci sembra l’unica strada logica per  acquisire un livello di competitività credibile. Non rinunciando a priori ad inseguire una salvezza realisticamente molto complicata.

O si ha piena fiducia nel verbo calcistico del tecnico, legittimandone principi ed autorevolezza agli occhi del gruppo, o si cambia manico se questi presupposti iniziano a vacillare. Confermare De Zerbi commissariandone idee e gestione non è una grande idea.

8 commenti

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  1. ronemax - 1 mese fa

    Fermo restano che Gennaio e lontano davvero. Non credo che le operazioni di mercato, ove ce ne fossero, sarebbero atte a sistemare la situazione. Se si vedrà un possibile riscontro economico in uscita, probabilmente cederanno qualcuno. In entrata credo che se dovesse arrivare qualche giocatore, sarà sempre nell’ottica di giovane di belle speranze senza un minimo d’esperienza. Questa è la politica della società che prima spendeva 10 per incassare 50, adesso vorrebbe spendere 1 per incassare 100 (e un campionato fatto da giocatori che costano 10 è differente da uno fatto da giocatori che costano 1).

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  2. ronemax - 1 mese fa

    chistu nna foto mi pare sempre più topo gigio……

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  3. mau49 - 1 mese fa

    Io,misero mortale, non lo nomino.Il friulano da tempo ha capito che abbiamo capito.Vilmente e volutalente se la fa alla larga,evitando di mmettere piede a Palermo.Sa cosa l’aspetterebe.Essere infimo,pusillanime,strisciante,circondato da pari,senza ritegno.Vergognosamente beato nei suoi tesori.Non merita alcuna considerazione umana.Chi lo difende,pochi in vero,sono suoi degni.La sua sbandierata affezione cardiaca,che gli impedirebbe da anni di assistere ad una partita,e’una delle tante bufale,che ama regalare agli sprovveduti.Non abbiamo l’anello al naso,sig.friulano.Lei potra’avere tutti i miliardi che vuole.Non fanno la felicita’.Noi non li abbiamo,ma ricchi per la nostra dignita’,che lei non ci togliera’ mai.Orgogliosi della nostra terra,della nostra citta’,delle nostre tradizioni e dei nostri colori.Nobili sentimenti per lei sconosciuti ed irrangiugibili.

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  4. mau49 - 1 mese fa

    Egr.sig.Direttore,ma di cosa stiamo parlando? Sappiamo tutti dov’è il vero ed unico problema,senza frasi velate e giri di parole,un solo(ir}responsabile al comando,che con cinica freddezza ha calcolato tutto fin dall’inizio. Poteva essere una squadra qualsiasi,per andava bene ugualmente. Palermo come puteolana non fa differenza,l’importante è la mera speculazione,il guadagno,incrementare il suo già cospicuo patrimonio.Nella sua mente perversa,con freddo e distaccato sentimento,ha studiato iil suo comportamento come abile e consumato teatrante.Si e’aggraziato la piazza ,da tempo delusa,con campionati dignitosi a volte esaltanti,senza pero’ perdere il vizietto di vendere i pezzi migliori(Toni,i campioni del mondo),sostituendoli adeguatamente.Aveva un obiettivo,cioe’ il ricavo nella costruzione di un centro commerciale.Detto,fatto.E adesso?Stadio nuovo,come a Venezia,mai realizzato.Solo che il suo progetto non aveva i requisiti di norma.Strano per uno che dovrebbe conoscere perfettamente le leggi,non vi pare?Ed allora?Fa il finto tonto.Qui scatta la seconda parte del suo progetto.Comincia a defilarsi,a prendere le distanze,strafottendosene della passione dei tifosi(lui non e’tifoso di nulla se non del vile denaro a cui e’devoto),dei sacrifici etc,cpomincia a smantellare senza adeguate contropartite nella speranza di trovare il campione e speculando a tavolino se gli conviene retrocedere o meno.Questa e’storia !Condisce da sempre le sue dichiarazioni con montagne di menzone e promette la vendita della societa’ad inesistenti acquirenti,perche’? Per mantenere la piazzamenti nell’illusione di un futuro radioso (lasciero’ in mani sicure).Perde solo tempo,il limone non e’ancora spremuto,la serie B e’allettante.Garantisce un paracadute che gli fanno brillare gli occhi.E i tifosi?Sono solo un dettaglio,orpello insignificante.Noi ,miseri mortali,non lo meritiamo.Lui il magnate ed il buon samaritano.Noi invece feccia.Lui plurimiliardario,noi morti di fame!Questa rischiaa di essere l’amara verita’ed il Palermo il secondo Venezia!Chiaro?

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  5. Michelangelo Muratore - 1 mese fa

    Questo è il problema e

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  6. piero68 - 1 mese fa

    Io francamente questo gioco propositivo non lo vedo proprio.Nestorovski e’ sempre isolato,non ha con chi dialogare,come in Nazionale,i compagni sono sempre lontani da lui, Diamanti gioca troppo lontano dalla porta,i centrocampisti fanno fatica ad inserirsi.Pochissimi sanno ripartire e portare palla avanti,infatti quando revuperiamoa palla non sappiamo che farci.I gol presi sono sempre uguali:palla persa,squadra avversaria riparte e prende d’infilata la difesa.E’ successo con Torino Roma udinese e Cagliari,quindi al di al’ del tasso tecnico, c’e’ anche un problema di assetto tattico.Ditemi quando andiamo sulle fasce chi vedete al centro dell’area?Solo Nestorovski,perche’ attacchiamo con pochi uomini.Dov’e’ il gioco propositivo?

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  7. giano - 1 mese fa

    Caro Leandro, ho spesso condiviso il contenuto dei tuoi articoli. Questa volta invece la penso diversamente. Preso atto della mediocrità della squadra, in questi casi dovrebbe valere ancora il vecchio principio “prima non prenderle”. Tieni presente che, dopo quattro sconfitte, domenica c’è il Milan, poi a Bologna, poi la Lazio e quindi a Firenze. Non voglio fare previsioni. Giocare in modo spregiudicato, secondo me, vuol dire andare al massacro. Come detto altre volte, io adotterei il vecchio 3-5-2 con Bruno Henrique schierato come regista alla Maresca e portando Diamanti accanto a Nestorovski:
    Posavec; Cionek, Vitiello, Andelkovic; Rispoli, Hiliemark, Bruno Henrique, Gazzi, Aleesami; Diamanti, Nestorovski.
    Con questa rosa, non c’è alternativa a questa formazione, sicuramente più solida di quelle schierate da De Zerbi e finalmente con un giocatore accanto alla punta.

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  8. nick - 1 mese fa

    un ds preso dalla serie b a mercato avanzato che non si capisce che fa visto che poi arriva la gente segnalata da curkovic o di marzio e si sfa sfilare pure gli attaccanti dal crotone e diciamola tutta pare uno yes man
    un allenatore preso dalla serie C che pare più in confusione che altro e in conferenza straparla e poi obbedisce al padrone mandando diamanti in panchina
    un organico chiaramente indecente costruito indebolendo uno che si è salvato l’ultima giornata e basato solo su scommesse prese a due euro..
    diciamolo che al netto delle palle raccontate la serie b secondo me mz l’ha messa in preventivo.e che una piazza come palermo ridotta a competere con cenerentole come carpi e crotone vuol dire che è gestita non male ma peggio
    ps in tutto ciò sullo sfondo l’ennesima presa in giro ai tifosi..l’ennesima cessione a fantomatici imprenditori stranieri..da notare come non ne parla più e se glielo chiedono blatera di altre cordate,isole etc etc

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