FOCUS: IL PUNTO SUI ROSANERO DI IACHINI

FOCUS: IL PUNTO SUI ROSANERO DI IACHINI

Il diario dal ritiro dei rosanero

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Bad Kleinkirchheim (dai nostri inviati)

di Claudio Scaglione

È un Palermo che cresce e si consolida quello che lavora in Austria, nel ritiro pre-campionato: la squadra rosanero continua a far tesoro degli insegnamenti che Iachini ripete più e più volte nelle sedute d’allenamento. Il risultato non può che lasciare soddisfatto, almeno per ora, il tecnico marchigiano che ha tracciato la via da percorrere in vista del prossimo campionato. Nei test-match, ad esempio, il mister non vuole necessariamente goleade, ma un’idea di gioco. Contro il club lettone Futbola Centrs Jurmala sono arrivati sia il punteggio sonoro che la prestazione degna di nota: la partita è terminata con un tennistico sei a zero (reti di: Vazquez al 10°, Pisano al 22° e al 30°, Belotti al 56°, Embalo al 76° e Daprelà al 77°) e i movimenti provati in settimana si sono rivisti in campo. Morale: Iachini entusiasta, contento e convinto che questo progetto possa avere davvero attuazione.

IACHINI, VOCE FUORI DAL CORO Checché se ne dica di questa squadra, dalle parole dell’allenatore originario di Ascoli Piceno filtra solo ed esclusivamente ottimismo. Al di fuori dello spogliatoio vengono mosse diverse critiche nei confronti del Palermo: formazione priva di punte di diamante, non adatta alla Serie A, senza speranze di salvezza. Ma Iachini non ha mai pensato, nemmeno per un momento, che l’opinione pubblica avesse ragione. Non si può di certo affidare all’amichevole di quest’oggi la controprova della sua tesi (l’avversario era troppo modesto per poter pensare di riceverne meno di quattro dai rosa), tuttavia lo spirito e la voglia di fare dimostrata da tutti e 32 i convocati a Bad è ammirevole. Come a dire “noi non ci stiamo ad essere definiti giocatori non all’altezza della Serie A”. Ne è certo anche l’allenatore che la sua squadra ormai la conosce appieno: sa ad esempio che ripartire dalla base della scorsa stagione rappresenta già un fermo punto di partenza. Quel 3-5-2 che abbiamo imparato a memoria, verrà riproposto fino allo stremo proprio perché è l’essenza dei trionfi in B. O ancora, le colonne portanti (Munoz, Barreto, Bolzoni e Vazquez, tanto per fare qualche nome) avranno l’incarico di trascinare i compagni, proprio perché fin qui la loro leadership è valsa la promozione in A.

PALERMO TAGLIENTE È l’aggettivo che Iachini ha in mente ogni qualvolta allena i suoi atleti, è la parola che più volte ha urlato sotto la pioggia di questi primi giorni di ritiro: non è più un mistero che dalla formazione rosanero, il mister esiga il continuo movimento senza palla. Inserimenti, sovrapposizioni, tagli per conferire velocità e rapidità alla manovra. Questo l’abc per poter pensare di sopravvivere in Serie A, dove chi si ferma – nel vero senso della parola – è perduto. Contro i lettoni dello Jurmala si è speditamente notato come esterni, attaccanti, mediani e persino difensori abbiano messo in atto tali insegnamenti: un’intera squadra in movimento che costringe l’avversario a rincorrere, sudare, senza tempo per riflettere oculatamente sul da farsi. Una partita a scacchi per obbligare l’altro a lasciar scoperto il re. Un sistema che assicura risultati eccellenti se e solo se tutta la squadra agisce all’unisono. E per farlo è necessario che si rafforzi ulteriormente uno degli aspetti-chiave del Palermo del passato: il gruppo.

POTERE AI GIOVANI Sentire urlare dai suoi compagni ‘Vai Ninho! Vai Ninho’ quando tiene il pallone tra i piedi o sta per avvicinarvisi, fa riflettere: Accursio Bentivegna è l’emblema dell’idea di giocatore che ha in mente Beppe Iachini. Un atleta fresco, generoso, che aggredisce sempre la palla, eclettico, che non dà punti di riferimento agli avversari. Insomma un talento tutto pepe che fa la felicità dell’allenatore, il quale però non ostenta soddisfazione, anzi sa bene che da lui può ottenere ancora tanto e perciò gli chiede di più. Stesso discorso vale per gli altri giovani, Monteleone, Petermann, Embalo, Malele, ma anche Dybala e Belotti. I rosa continuano sulla linea verde, una sfilza di giovanotti addestrati dai più esperti della squadra a dare il massimo per la causa rosanero.

CHOCHEV E LA TATTICA Non appena il bulgaro ha messo piede sul campo della SportArena per il primo allenamento, Iachini si è fatto un’idea totale di lui: l’ex Cska è un giocatore di qualità, avanti nella preparazione, ma che deve disciplinarsi dal punto di vista tattico. Nella gara odierna i movimenti di Chochev sono stati accompagnati sistematicamente dagli scroscianti applausi sia dei compagni che del tecnico: ulteriore conferma che sta rispondendo bene ai dettami dell’allenatore. Stringe le marcature in fase di non possesso, gioca di prima quando la squadra riparte e – compito che Iachini pretende – guarda in faccia la porta, giunto ai venti metri finali. Dopo appena sette giorni sul bulgaro vi sono già le impronte del tecnico rosa, consapevole che il potenziale del classe ’93 è da top-player. È noto, tuttavia, che top-player non vi si nasce, ma vi si diventa, in virtù di sacrificio e lavoro. Spirito di abnegazione che di certo non manca a Ivaylo Chochev.

Tassello dopo tassello, giorno dopo giorno, si sta costruendo il Palermo formato Serie A: quello che per varie esigenze non può permettersi di conseguire un fallimento nella prossima stagione. Sta nascendo la squadra che nei mesi a venire sarà chiamata a lottare con le pari livello per mantenere la categoria (primo vero obiettivo della società). Lo si farà con questi ed altri giocatori: dal mercato sono arrivati Chochev e Quaison (quest’ultimo tutto da scoprire), e chissà quali altre sorprese riserverà il futuro. Intanto sono presenti sia giovani effervescenti che esperti conoscitori della macchina ideata da Iachini: un giusto mix per alimentare le speranze dei tifosi palermitani.

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