FOCUS: PALERMO, IL GIORNO DELLA GIOIA

FOCUS: PALERMO, IL GIORNO DELLA GIOIA

di Leandro Ficarra
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di Leandro Ficarra

Finalmente. Un “Barberagremito, colorato e vestito a festa ha reso il giusto tributo alla cavalcata trionfale del Palermo di Beppe Iachini. Un assolo entusiasmante, un dominio a tutto tondo, senza macchia e senza ombra, di un gruppo granitico divenuto squadra sovrana in categoria col trascorrere delle giornate. Un fulgido sole ha illuminato una giornata stupenda, in cui la partita costituiva gradevole ma marginale cornice all’evento vero: la celebrazione del ritorno in serie A della compagine rosanero. L’abbraccio ideale tra la squadra ed i quasi trentamila presenti, ha reso giustizia ad una lodevole impresa sportiva fatta di sudore, abnegazione, coraggio e sacrificio. E di valori, tecnici, tattici e mentali. Patrimonio insito nel Dna di questo Palermo, nettamente superiore alle sue contendenti, ma che ha dovuto vincere scetticismo, indifferenza, ed inevitabili pressioni. L’ha fatto di slancio, con personalità e spirito indomito, sapientemente costruito e ritoccato da Giorgio Perinetti, magistralmente guidato da Beppe Iachini. I meriti del tecnico, di matrice motivazionale, strategica e tattica, li abbiamo magnificati più volte. Per esercizio di sintesi, ci limitiamo a ribadire che il lavoro di Iachini è stato perfetto. Non ha sbagliato una virgola, esaltando collettivo e singoli. Merita di giocarsi la sua chance in serie A.

Il bagno di folla odierno, la festa, i suoni, la gioia. In nome di una fede calcistica e due colori. Oggi, in questa prova di simbiosi tra pubblico e squadra, si è parzialmente suturata la ferita della retrocessione. La felicità e la voglia di rendere omaggio ai propri beniamini ha sovrastato ogni altro sentimento, niente polemiche tra chi c’è sempre stato e chi oggi ha voluto esserci, niente se e niente ma. Gratitudine, vessilli ben in vista, amore incondizionato verso i colori sociali. Un composto ma sentito ed intenso giubilo che speriamo funga da spot e buon viatico per la prossima stagione. Ah, già, la partita!

Palermo e Lanciano hanno pareggiato. Uno a uno il punteggio finale frutto del vantaggio rosa firmato Barreto e del pari abruzzese di Falcinelli. Intenso il primo tempo degli uomini di Iachini. Lanciano stordito dalla bolgia panormita, rosanero padroni della scena e del gioco. Euforici ed in trance agonistica, i rosa hanno sciorinato davvero un bel calcio. Manovra rapida, fluida, ficcante. Un 3-4-1-2 aggressivo e compatto, linee corte e baricentro alto. Munoz torna a governare la retroguardia, Barreto impreziosisce la sua indole gladiatoria con un’inedita vena geometrica. Bolzoni filtra e scherma tutto ciò che transita dalle sue parti. Lazaar e Pisano spingono sulle corsie, puntualmente cercati e trovati. E poi c’è quel tridente sudamericano, Vazquez, Abel e Dybala, che fa ammattire la  difesa di Baroni. Incrociano, fraseggiano, si intercambiano, con i due argentini che sfoggiano la loro classe su tutto il fronte e l’uruguaiano che cerca profondità. Proprio Abel, tonico e sfortunato, colleziona occasioni in serie. Pisano oggi ha il destro caldo e calibrato. Cross perfetti che Abel incorna sul portiere prima, sulla traversa poi. Quindi ancora chance per l’uruguaiano: destro su splendida imbucata di Barreto, altra traversa. Hernandez si farà poi perdonare con la sponda aerea che manda in gol il capitano, ispirata dalla verticalizzazione di Dybala.

Falcinelli brucerà sullo stacco Terzi in avvio di ripresa regalando il pari ai suoi. Baroni prova con Turchi e Ragatzu a trasformare il suo iniziale 4-1-4-1 in un temerario 4-3-3. Un Palermo generoso ma stanco non riesce più a far breccia nel muro abruzzese. Gli ingressi di Lafferty e Stevanovic portano vivacità ma poco altro.

Il terzo tempo è il più emozionante. Lo speaker Massimo Minutella chiama uno per uno i protagonisti dell’impresa. Piccolo preambolo dialettico e via con la sfilata. Con il picco di ovazioni riservato al carisma di Sorrentino, la forza di Munoz, la grinta di Bolzoni, il fosforo di Maresca, la classe di Vazquez, il talento di Dybala, la tempra di Lafferty, la vena realizzativa di Belotti, la leadership di capitan Barreto.

Boati ed applausi per tutti, da Ujkani a Lazaar, da Abel a Pisano, da Terzi a Stevanovic, da Morganella ad Andelkovic , da Daprelà a Milanovic. Senza dimenticare chi ha giocato meno, ma ha dato tutto: Ngoyi, Di Gennaro, Verre e Vitiello. Record di decibel per Beppe Iachini e lo show-man dello spogliatoio Gennaro Troianiello. Tutti a cantare, saltare, gioire. Per la gente, con la gente. Del futuro ci sarà tempo e modo di parlare. Oggi si urla, si gode, si festeggia. Bravi tutti, è giusto così.

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