DYBALA, GEMMA DA TRE PUNTI. PALERMO SOFFRE MA PIEGA IL BARI

DYBALA, GEMMA DA TRE PUNTI. PALERMO SOFFRE MA PIEGA IL BARI

di Leandro Ficarra Il primo acuto stagionale di Paulo Dybala regala al Palermo un successo preziosissimo ai danni di un Bari encomiabile per organizzazione di gioco e personalità. Decisive le.

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di Leandro Ficarra Il primo acuto stagionale di Paulo Dybala regala al Palermo un successo preziosissimo ai danni di un Bari encomiabile per organizzazione di gioco e personalità. Decisive le mosse di Iachini nella ripresa con i subentranti Lazaar, Vazquez ed appunto Dybala che hanno concertato, rifinito e finalizzato la trama che ha sancito il definitivo sorpasso sulla coriacea compagine di Alberti. L’interno sinistro del talento sudamericano, pregevole per velocità di esecuzione e di pensiero, che ha freddato l’esterrefatto Guarna, può costituire una significativa svolta nella stagione del Palermo e dello stesso Dybala. Discontinuità, infortuni, ed un affannosa ricerca di una dimensione tattica e fisica adeguata al suo lignaggio balistico, avevano fin qui reso fumoso ed evanescente il campionato del principito. Alimentando dubbi e perplessità sulla bontà del cospicuo investimento compiuto dal club per assicurarsi le sue prestazioni. Una rondine certo non fa primavera, ma la gioia, irrefrenabile e fanciullesca nella sua spontaneità, liberata da Paulo al momento del gol, rivelano quanta insofferenza e frustrazione albergassero nel suo animo per non avere ancora reso secondo le aspettative. La sua completa maturazione tecnica e tattica può costituire uno straordinario valore aggiunto in una squadra che eccelle in compattezza ma ha bisogno di un’infusione di qualità per centrare senza indugi l’obiettivo. La gara odierna è stata maledettamente complicata. Merito di un Bari che, a dispetto del disastro societario, ha impattato magnificamente la contesa. Sorprendendo un Palermo apparso abulico e macchinoso nella prima frazione di gioco. La compagine di Alberti schierata con un elastico 4-3-3 che diveniva 4-5-1 in fase di non possesso, ha mostrato da subito una fluidità nella circolazione della sfera e dei sincronismi nei movimenti senza palla lodevoli per la categoria. Un calcio organico con la compartecipazione globale di tutti gli effettivi in entrambe le fasi, un centrocampo in cui dinamismo e qualità di Sciaudone e Nadarevic erano corroborati dal mestiere di Del Vecchio. Ben assortito anche il tridente velenoso composto da Defendi, Galano e Joao Silva. Gente rapida e di buona tecnica, i cui tagli, perfettamente premiati dai centrocampisti, esaltavano la bontà dell’impianto di gioco. Così il Palermo del primo tempo ha finito col subire e Sorrentino ha sudato freddo, prima su un colpo di tacco di Sciaudone salvato sulla linea da Munoz, quindi su un sinistro di Defendi che timbrava la traversa, infine su un destro alto da non più di tre metri firmato Nadarevic. I rosa, forse irretiti da tale baldanza, faticavano a leggere le giocate pugliesi, e ripartivano in maniera farraginosa ed approssimativa, senza armonia e linearità nello sviluppo del gioco. Tuttavia, la premiata ditta Lafferty-Abel riusciva a produrre due clamorose occasioni da rete. Prima Kyle sparava incredibilmente addosso a Guarna anziché servire il solissimo partner di reparto, quindi sfornava un cross al bacio per lo stesso Hernandez che impattava bene col sinistro ma non centrava la porta. Armonioso e corale il Bari, impacciato il Palermo, che si accendeva solo grazie a spunti individuali firmati Stevanovic o Lafferty. L’ingresso di Laazar ad inizio della ripresa svelava intenti più audaci da parte di Iachini, voglioso di sovvertire l’inerzia del match. In effetti, la macroscopica palla gol capitata ad Abel dopo soltanto un giro d’orologio, assist di Barreto e destro a lato a tu per tu con Guarna, era certamente un bel segnale. Con le sue proverbiali sgroppate sulla corsia mancina, Lazaar suonava la sveglia e consigliava maggiore prudenza agli uomini di Alberti. Il Palermo cresceva così di intensità, e Maresca iniziava a giostrare la sfera in maniera più rapida e precisa. Barreto alzava il baricentro e la linea del pressing, buttandosi dentro a cercare fortuna. Lazaar, con tecnica e caparbietà, sfondava spesso sulla corsia di pertinenza e proprio da un suo cross nasceva il vantaggio rosa. L’ex Varese pennellava col destro una parabola calibrata su cui Lafferty imperiosamente sovrastava Polenta ed incornava in rete. Neanche il tempo di gioire che, sull’azione successiva, Galano scagliava dai venticinque metri un sinistro di rara potenza e precisione che batteva imparabilmente Sorrentino sancendo l’immediata parità. Brutto colpo sul piano psicologico per l’undici di Iachini. Cinque minuti dopo il tecnico marchigiano doveva incassare anche l’infortunio di Abel, caduto male dopo uno stacco e dolorante al costato. Cambio obbligato e dentro Dybala. Il gioiello di Laguna Larga, dopo tanta naftalina, mostra subito voglia e piglio giusto. Viene incontro, vuole la sfera, salta l’uomo e cerca l’uno-due. Il Bari è stanco ed il forcing rosa si fa costante. Lazaar arriva spesso sul fondo ed il Palermo colleziona calci d’angolo. Lafferty ed Andelkovic vanno vicini alla realizzazione aerea. Iachini rompe gli indugi e manda dentro anche Vazquez per Bolzoni, riproponendo il Palermo a trazione anteriore del finale contro il Padova, eccezion fatta per Abel. La mossa viene premiata tre minuti dopo: i tre calciatori subentrati nella ripresa confezionano la trama vincente. Lazaar premia l’inserimento a sinistra di Vazquez, El mudo vede Dybala a rimorchio e lo serve con un sinistro radente, il principito fulmina Guarna di prima intenzione incastonando una perla balistica che ricorda molto la sua prima rete in Italia nel match di massima serie contro la Sampdoria. La luce negli occhi del ragazzo è la stessa che illumina il volto dei tifosi sugli spalti. Gli ultimi minuti sono da brivido. Il Bari non molla e sfiora il pari, una girata a fil di palo di Joao Silva, un quasi autogol di Terzi, ed un gol divorato da Cani ammutoliscono per interminabili frazioni di secondo il “Barbera”. Un paio di ripartenze mal gestite da Maresca e Lafferty spazientiscono il pubblico che poi sfoga la paura fischiando lo storico rivale di derby Del Vecchio, espulso per un colpo proibito a Maresca. Il fischio finale è liberatorio e le notizie provenienti dagli altri campi rendono il pomeriggio ancora più dolce. Più quattro sull’Empoli e più sei sulla terza piazza. Non resta che continuare così.

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