DELIO ROSSI: “TIFOSI ROSA, IO VI RINGRAZIO”

DELIO ROSSI: “TIFOSI ROSA, IO VI RINGRAZIO”

L’ex allenatore del Palermo, Delio Rossi, ha rilasciato un’intervista-fiume in esclusiva a Leandro Ficarra di Mediagol.it: nel corso della conversazione il tecnico originario di Rimini ha.

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L’ex allenatore del Palermo, Delio Rossi, ha rilasciato un’intervista-fiume in esclusiva a Leandro Ficarra di Mediagol.it: nel corso della conversazione il tecnico originario di Rimini ha affrontato diversi temi, dalla promozione di quest’anno dei rosanero, alla maturazione di Ezequiel Munoz, passando per Maurizio Zamparini e Abel Hernandez. Il tutto condito da un ricordo emozionante legato ai tifosi rosanero e ad una rivelazione sulle condizioni fisiche di Federico Balzaretti.

 Walter Sabatini (ex ds del Palermo e attualmente alla Roma, ndr) ha dichiarato ai nostri microfoni che non può esistere una Serie A senza il Palermo e senza Maurizio Zamparini. Si sente di sottoscrivere?
Non posso che sottoscrivere nella maniera più assoluta. Poi se l’ha detto Walter Sabatini, che ne capisce più di me, non posso che essere d’accordo”.

Il Palermo di Iachini ha dominato il campionato grazie ad un organico nettamente sopra la media e al grande equilibrio conferito dal tecnico. Ha avuto modo di seguire questa cavalcata trionfale della squadra rosa?
Sicuramente era l’organico più forte in assoluto nella categoria, con l’avvento di Iachini ha trovato anche continuità. Mi ha impressionato il cammino fuori casa. Devo dire che è tutto meritato. Poi è chiaro che non posso non essere felice per il Palermo perché sono rimasto legato a quei colori”.

Palermo troppo superiore alle contendenti o Serie B torneo tecnicamente troppo modesto?
Vincere è difficile a qualunque livello, quindi onore e merito al Palermo. Facile dire che era facile dopo che si è vinto, ma c’erano altre 21 squadre che hanno cercato di dare del filo da torcere, se ha vinto il Palermo è perché è stata la più forte”.

Lei resta tra i tecnici più amati della storia rosanero. L’affetto dei palermitani nei suoi confronti non è affatto scemato …
L’amore dei palermitani non può che farmi piacere. È vero che siamo dei professionisti, ma ognuno ci mette del suo e io ogni volta che vado in una squadra spero di rimanerci a vita. Mi dispiace ancora tantissimo di non aver regalato quel trofeo a quei tifosi. Ricordo quel muro di tifosi rosanero a Roma, una cosa non facile da vedere, li ringrazio ancora per quelle emozioni.

Parliamo di Munoz. Calcisticamente  gli ha visto muovere i suoi primi passi in Italia: se ne intravedeva già il talento, seppur ancora acerbo. Oggi è cresciuto sia sul piano tattico che mentale divenendo un pilastro della squadra.
Me l’aspettavo. A volte faceva degli errori di irruenza, di concentrazione, tipici di chi non è abituato al nostro calcio, ma le qualità non gli sono mai mancate, ora è maturato tanto. Se giocava al posto di altri un motivo c’era. Ogni tanto cadeva in questi piccoli nei. Ha più la consapevolezza del ruolo adesso, le doti si intravedevano già allora e questo tipo di doti o ce le hai o non ce le hai. Non mi sorprende la sua esplosione”.

Da un sudamericano all’altro. Abel Hernandez: il suo ciclo a Palermo è davvero finito? È arrivato il momento per Abel di cimentarsi in una realtà diversa?
Io mi aspettavo di più da questo ragazzo, devo essere sincero, perché ha delle qualità incredibili e lo ha dimostrato da subito. Ha perso molto tempo e molto è anche colpa sua, ne sono convinto. Però come tutti i giocatori estrosi, bisogna che si trovi la chiave per entrare in sintonia con questo tipo di giocatori. Molte volte non sai finché dosare il bastone e finché dosare la carota, nel senso che devi trovare la chiave giusta. È pronto per un palcoscenico importante, ma un palcoscenico importante è anche Palermo. Se deve andare a fare la comparsa altrove allora meglio che rimanga dov’è”.

Il miglior Hernandez lo abbiamo visto proprio con lei, il primo Abel sorprendeva per la rapidità sul breve e per la grande esplosività.
Il problema di Hernandez è che è stato bersagliato da infortuni: bisogna vedere di che natura. Se uno ha tanti infortuni dello stessa origine significa che bisogna ricalibrare la preparazione atletica perché i suoi muscoli fanno fatica a reggere un certo tipo di preparazione. Non bisogna  cercare di modificare completamente l’assetto di un giocatore, perché lì è una questione genetica: se uno nasce tondo non può morire quadrato. Un conto è lavorare sulle sue carenze, sul suo miglioramento, un altro stravolgere il suo asse. Se è successo questo allora può essere stato un problema”.

Su Armin Bacinovic ci aveva lavorato molto. La sorprende che non sia riuscito ad imporsi col Palermo neanche in serie cadetta?
“Non mi aspettavo tutte queste difficoltà, perché il giocatore ha temperamento e capacità. Con me fece molto bene, ma veniva da un altro tipo di calcio. Paradossalmente quando è arrivato, era più pronto di Ilicic, anche se sono due giocatori diversi. Magari lui non ha reso per quello che ha dimostrato perché è mancato chi gli ha dato fiducia al 100%. Io l’ho fatto, l’ho schierato davanti alla difesa e lui ha risposto bene. Forse gli è mancata la fiducia nei propri mezzi”.

Nella sua esperienza rosa ha avuto a disposizione un giocatore straordinario come Pastore. Dybala e Vazquez, due degli attuali argentini del Palermo, possono diventare importanti per il club rosanero quanto lo è stato El Flaco?
Javier è un giocatore un po’ atipico e infatti sta avendo problemi al PSG perché deve stare sempre nel vivo dell’azione, toccare tanti palloni. A Palermo ruotava tutto intorno a lui, a Parigi ce ne sono diversi in squadra e bisogna vincere anche la concorrenza interna. Dybala forse è arrivato troppo presto, è stato fatto l’errore di pensare che il prezzo determinasse l’impatto in campo, che dovesse fare la differenza solo perché è costato più di 10 milioni. Sicuramente lui e Vazquez l’anno prossimo avranno le spalle più larghe e daranno un contributo maggiore, purché non ci si aspetti che tirino sempre fuori il coniglio dal cilindro”.

Sulle doti tecniche e balistiche di Dybala non vi sono dubbi: ve ne sono invece per quanto riguarda il suo ruolo. Secondo lei qual è la sua vera posizione?
Non posso dire io dove renderebbe meglio Dybala, altrimenti peccherei di “pressapochismo”, c’è un allenatore che lo vede in campo tutti i giorni e sa sicuramente dove andrebbe schierato. Non so come si allena, come si rapporta coi compagni, come copre il campo. Se Iachini lo schiera così probabilmente il suo ruolo è quello”.

Parliamo di Enzo Maresca, giocatore che lei ha allenato alla Sampdoria. È arrivato al Palermo per dare geometria e fosforo al centrocampo rosanero, lo ha fatto con grande personalità per diverse giornate, mentre adesso è fuori per infortunio. L’anno prossimo potrà essere la bussola per questa squadra oppure il Palermo dovrà guardare altrove?
“Penso che dipenderà dall’allenatore, ma ha le caratteristiche per farlo. Ha personalità da vendere ed è un professionista esemplare, e lo dico io che lo facevo giocare molto poco. Lui si fa voler bene dal gruppo, gioca molto per la squadra, il suo habitat è la Serie A”.

Milan Milanovic e Sinisa Andelkovic: in Serie A ci possono stare questi due difensori?
Secondo me in Serie A ci possono stare, anche se è vero che li ho visti di recente solo in televisione. Oltre a fisico e personalità è fondamentale soprattutto la concentrazione, almeno in Serie A, bisogna vedere a che punto sono da questo punto di vista. Le qualità fisiche e strutturali le hanno, ma in A non puoi lasciare tre-quattro palle gol agli avversari perché una di sicuro la mettono dentro”.

Uno dei leader del suo Palermo è stato certamente Federico Balzaretti. Il terzino della Roma sta vivendo un momento davvero difficile, una pubalgia fastidiosa sta mettendo a rischio il prosieguo della sua carriera. È in possesso di qualche notizia rassicurante sul futuro dell’ex rosanero?
Lo sento per vie traverse, perché quando uno non sta bene non ha voglia molto di parlare, so che si sta curando e sembra aver trovato la strada giusta. Io mi son proposto per dargli una mano perché sono rimasto molto legato a quei ragazzi che a me hanno dato tanto. Dal punto di vista morale Balzaretti era uno dei capostipite. Dispiace che stia passando questo calvario dopo che aveva trovato la sua strada alla Roma e in Nazionale. Dalle notizie che ho, so che ne sta uscendo e di questo ne sono molto contento”.

Maurizio Zamparini ha sicuramente grossi meriti nella promozione del Palermo. Quest’anno ha assunto un atteggiamento diverso: si è molto defilato dal punto di vista mediatico, ha lasciato maggiore autonomia decisionale a Giorgio Perinetti e Beppe Iachini. Che consiglio darebbe al patron rosanero?
Se c’è qualcuno che non può dare consigli a Zamparini sono io, anche perché Zamparini non si può consigliare: mi sembra che sia un istintivo, un espansivo, decide di testa sua“.

Chiosa sul campionato di Serie A. A quali tecnici assegnerebbe il suo personalissimo oscar per la stagione appena conclusa?
Devo dire che non mi aspettavo un campionato così buono per Garcia, a Roma ha proposto qualcosa di particolarmente positivo dal punto di vista del gioco ed era complicato venendo dalla Francia e arrivando in una piazza molto difficile. Inoltre mi è piaciuto molto anche Di Francesco, salvarsi col Sassuolo dopo quello che era successo non era facile“.

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