Curiosità: ‘Chiamarsi Bomber’ dedica un articolo a Franco Vazquez. “Felice come un bambino dal dentista, con il Mudo la magia prende forma”

Curiosità: ‘Chiamarsi Bomber’ dedica un articolo a Franco Vazquez. “Felice come un bambino dal dentista, con il Mudo la magia prende forma”

Un fenomeno, quello di ‘Chiamarsi Bomber’, che fa sorridere il mondo del web da più di quattro anni. Una pagina Facebook dal nome ‘Chiamarsi Bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi’.

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Un fenomeno, quello di ‘Chiamarsi Bomber’, che fa sorridere il mondo del web da più di quattro anni. Una pagina Facebook dal nome ‘Chiamarsi Bomber tra amici senza apparenti meriti sportivi‘ che raggiunge il pubblico calcistico italiano in lungo e in largo. Quest’oggi un’incursione particolare in casa Palermo, dopo quanto già organizzato in precedenza con Andrea Belotti e Morganella. Un articolo sarcastico dedicato a Franco Vazquez, trequartista rosanero: tratteggiato profilo e classe palesata in campo. Il Mudo fa parlare di sé anche in questi termini, in una composizione dal titolo: ‘Il trequartista e la faccia di Vazquez. Quando correre è fuori moda’. Mediagol.it ve ne propone un estratto.

“Periodicamente ci rompono con il trequartista. Non c’è più il trequartista, dove metto il trequartista, quanto è grasso il trequartista e così via. Questo perché parlano in tanti ma si divertono in pochi. Gli scienziati da calcio sovietico che misurano i chilometri percorsi e i watt prodotti da un calciatore vadano ad analizzare i mondiali di Lacrosse e lascino in pace il pallone. I fantasisti ci saranno sempre e faranno sempre quel che avranno voglia di fare. Perché per l’amore e per il calcio basta un secondo.

Un insipido martedì sera di marzo, di quelli con la Nazionale che fa le amichevoli che fermano il campionato e ti fanno inc***are, sta scorrendo senza fatica; anche perché sto dormendo.

La suddetta Nazionale sta giocando un’amichevole con l’Inghilterra che regala le stesse emozioni di un bacio a una sorella. Lo straordinario ritmo e le volate inarrestabili di Ranocchia mi portano quasi subito alla beata incoscienza. A un tratto però torno consapevole e vigile proprio in occasione di una girandola di cambi azzurri – si legge su ChiamarsiBomber -. Il primo a entrare è Abate che, pur correndo come un levriero afgano, non mi provoca un gran sussulto. Dietro di lui però spunta un volto eccitato come quando sei al casello dell’A1 il 14 di agosto. Riprendendomi un attimo riconosco i tratti del “Mudo” Vazquez. L’italo-argentino esordisce in Nazionale ed è felice come un bambino…dal dentista.

Il compassato trequartista del Palermo entra in campo con la voracità di Fassino e si mette al suo posto, non troppo vicino e non troppo lontano dalla mischia. Non passa nemmeno un minuto e all’improvviso la magia prende forma. Restando piantato nella medesima zolla che aveva occupato al suo ingresso in campo il buon Franco finge di stoppare di petto, ma all’ultimo si orienta in direzione di un compagno che s’è inserito e, sempre con il petto, lo serve. La palla va sui piedi d’Immobile (che sbaglierà), l’Inghilterra a Campari nell’osteria all’angolo. Un gesto tanto semplice quanto geniale. Una folgorazione!

E adesso? E poi? Manca mezzora. Ancora! Ne voglio ancora! colpi di tacco, aperture d’esterno, tunnel, progressioni, veroniche…ormai sono in piedi sulla sedia.

Invece niente. Niente di niente. Due retropassaggi corti con lo stesso passo sornione, la stessa faccia. Poi la partita finisce e se ne va. Che bella la libertà, che bello l’amore, che bello il calcio”.

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