Brugman: “Mio ruolo? È la storia della coperta corta. Ecco cosa mi resta di Iachini, Ballardini e Schelotto”

Brugman: “Mio ruolo? È la storia della coperta corta. Ecco cosa mi resta di Iachini, Ballardini e Schelotto”

L’intervista al centrocampista del Palermo.

Regista con Iachini, trequartista con Ballardini e mezzala con Novellino.

Nel corso di questa stagione Gaston Brugman ha rivestito diversi panni. “Sono un calciatore molto duttile, ma mi manca sempre qualcosa. Ogni giocatore dovrebbe avere un ruolo fisso – sottolinea l’uruguaiano al ‘Corriere dello Sport‘ -. Se riesco ad interpretarne altri è un’arma in più per l’allenatore e per la squadra. Un pregio, almeno per gli altri. Mi piace di tutto: costruire, aiutare, cercare il gol. Ma da regista faccio fatica ad arrivare davanti alla porta; come trequartista non sono il primo punto di riferimento della manovra e da mezzala rischio di avere addosso una coperta corta”.

Esoneri – “Tanti gli allenatori cambiati, non il massimo, in compenso qualcosa resta: la cattiveria e la rabbia di Iachini, la convinzione di Ballardini, la mentalità vincente di Schelotto, la tranquillità e la fiducia di novellino nel ripropormi da mezzala”.

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