Brignoli: “A Palermo per rimettermi in gioco e riprendere la mia strada. Benevento? Dovevano riscattarmi, poi…”

Brignoli: “A Palermo per rimettermi in gioco e riprendere la mia strada. Benevento? Dovevano riscattarmi, poi…”

L’estremo difensore spiega la scelta di tornare in Serie B dopo la stagione che lo ha iscritto nella storia del massimo campionato in seguito al gol siglato nei minuti finali di Benevento-Milan

Il 3 dicembre non sarà mai più un giorno come un altro per Alberto Brignoli.

Salito in area di rigore per aiutare i campani del Benevento nella disperata ricerca del gol del pari contro il Milan, lo scorso anno l’attuale portiere rosanero fu protagonista di uno dei gol che negli scorsi mesi è stato addirittura candidato come “rete dell’anno”, premio poi sfumato nel Gran Galà del Calcio. Non ci sono premi, ma resta la soddisfazione di essere uno dei pochi estremi difensori capaci di mettere il pallone in rete alle spalle di un collega, entrare nella storia di un campionato e soprattutto di un club che, fino a quel giorno, non aveva raccolto ancora nemmeno un punto nel primo storico cammino nella massima serie. Eppure quel gol, che ancora oggi solo al pensiero emoziona il numero uno rosa, è stato gioia e dolore: “Per molti sono diventato un idolo, per altri uno che ha fatto un dispetto alla loro squadra. Palermo? Mi sono voluto rimettere in gioco, e volevo un posto fisso dopo alti e bassi tra Samp, la Spagna e il Perugia. A Palermo potevo rilanciarmi e ripartire forte- le parole dell’estremo difensore rosa ai microfoni della Gazzetta dello Sport-, ho risolto il contratto con la Juve per riprendere la mia strada: sono stato coraggioso, sarebbe stato comodo rimane­ re legato ancora un anno, ma meglio così: alla Juve vanno solo i fenomeni”.

Nello scorso fine settimana il ritorno al Vigorito, parate fondamentali e dispiacere dati ai propri ex tifosi con la vittoria firmata dalle reti di Nestorovski e Puscas, ma con interventi decisivi dello stesso Brignoli: “Le cose non erano andate come speravo, ero deluso. Ma bi­sogna sempre trovare lo spunto per migliorare, dare la colpa agli altri non aiuta, così avevo accettato la scelta di stare in panchina anche se stavo facen­do bene. Con 20 presenze avrebbero dovuto riscattarmi, così non l’hanno fatto“.

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