Bosi si racconta: “Innamorato del calcio di Sarri e di Guardiola. Ho allenato tanti talenti, ma La Gumina…”

Bosi si racconta: “Innamorato del calcio di Sarri e di Guardiola. Ho allenato tanti talenti, ma La Gumina…”

Il tecnico rosanero, intervenuto allo ‘Stage Formativo per allenatori di calcio’, ha intrattenuto i presenti con lezioni di tecnica e tattica e ha raccontato alcune vicissitudini della sua carriera.

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Nel pomeriggio di lunedì’ il tecnico della Primavera rosanero Giovanni Bosi è stato ospite d’onore insieme a Dario Baccin e Sandro Porchia di uno ‘Stage formativo per allenatori di calcio’.

Nella splendida cornice di ‘Villa Niscemi’ l’allenatore si è intrattenuto per circa un’ora con i suo colleghi e da buon maestro ha risposto in modo molto preciso a tutte le curiosità tattiche che gli venivano richieste. Una lezione da professore universitario con tanto di lavagnetta, nella quale ha spiegato a tutti i presenti le tecniche di gioco che ha più utilizzato nella sua carriera; non sono mancati inoltre i logici riferimenti agli anni trascorsi nelle giovanili rosanero nei quali ha scoperto una moltitudine di talenti. “Faccio capire ai ragazzi la mia filosofia fin dai primi giorni di allenamento, penso che il giocare bene sia un mezzo per arrivare alla vittoria non un fine per raggiungerla. Dai miei calciatori pretendo sempre il massimo e quando non lo ottengo resto amareggiato, l’esempio lampante in negativo l’ho avuto sabato quando abbiamo vinto 2-1 a Salerno una partita giocata senza un’idea iniziale: mi sono vergognato. In questa lunga esperienza al Palermo ho allenato tanti talenti ma uno dei giocatori che mi è rimasto nel cuore soprattutto per la sua ricettività è stato senza dubbio Antonino La Gumina. Lui faceva sempre quello che gli dicevo soprattutto per quanto riguardava i movimenti, quando lo vedo giocare adesso noto proprio che si muove come un attaccante e queste sono soddisfazioni”. 

bosi

Nel caos più totale legato alla stagione della prima squadra, Giovanni Bosi, ha ricordato proprio il suo trascorso breve ma intenso sulla panchina del Palermo e ha ammesso di prediligere il gioco di una squadra di serie A. “Ho visto diversi allenamenti di Guardiola (quando era al Bayern) e ammetto di essermi ispirato anche a questi ma poi bisogna metterci anche del proprio, perché non tutti alleniamo Ribery o Robben. L’importante è sempre credere nel lavoro, ho la fortuna di allenare in un settore giovanile davvero importante e roseo come quello del Palermo. Guidare la prima squadra è stata una sensazione diversa, ma è logico che allenare calciatori che non hanno bisogno di particolari motivazioni è differente sebbene a tutti i livelli si vedano degli errori e quindi si debbano dare sempre degli insegnamenti indipendentemente dalla categoria. Adoro il Napoli di Sarri e adoro il suo modo di giocare, muovono sempre la palla senza fermarsi mai: mi sono innamorato del gioco degli azzurri e potrei anche dire che è la mia squadra preferita dal punto di vista del gioco”.

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