Benevento-Palermo 1-2: personalità e coraggio, un blitz che profuma di A! Ruggito rosanero al “Vigorito”

Benevento-Palermo 1-2: personalità e coraggio, un blitz che profuma di A! Ruggito rosanero al “Vigorito”

Autorevolezza, attributi ed un pizzico di buona sorte: il Palermo mostra i muscoli e coglie un prestigioso successo esterno contro una diretta concorrente in chiave promozione. Uno strepitoso Brignoli spegne le velleità dei sanniti, Jajalo e Nestorovski trascinano i rosanero alla vittoria, Puscas firma il raddoppio e chiude i conti…

Commento

di Leandro Ficarra

Tempra d’acciaio, cuore grande, voce grossa. Il Palermo mostra ego e muscoli, in quella che può diventare la serata più significativa del suo campionato. La compagine di Stellone regola il Benevento,  espugnando il “Vigorito” al culmine di una sfida intensa e vibrante, ricca di sussulti ed emozioni in serie, caratterizzata da equilibrio e costanti capovolgimenti di fronte. Due squadre di ottima caratura complessiva, contestualmente agli standard della categoria, hanno dato vita ad una gara propositiva ed avvincente. Giocata da entrambe a testa alta e viso aperto.

Al bando alchimie tattiche conservative e condotte speculative votate al mero contenimento.

Personalità e audacia, mentale e strategica, su entrambi i fronti, con l’unico ossessivo intento di imporre il proprio gioco. Far male all’avversario al fine di aggiudicarsi l’intera posta in palio. Volontà insita nella filosofia calcistica dei due tecnici, perfettamente tradotta da Benevento e Palermo sul rettangolo verde. Genesi di un match estremamente godibile per ritmo e qualità delle trame. Botta e risposta incalzante, rigorosamente dipanato in verticale, con una compartecipazione organica di quasi tutti gli effettivi alle rispettive fasi di possesso. Baricentro alto e perenne propensione offensiva, con buona pace dei concetti di equilibrio e densità tra i reparti. Un’interpretazione temeraria, spesso labile ed approssimativa, dei principi di distanza tra le linee e copertura degli spazi.

Nel complesso è stata certamente una bella serata di calcio, grazie a volume e qualità di gioco espresso da due formazioni che per valore assoluto meriterebbero entrambe il salto di categoria. Se le due contendenti si sono sostanzialmente equivalse in termini di coralità, vis agonistica efunzionalità dei rispettivi dispositivi tattici, la differenza l’hanno fatta le prestazioni dei singoli ed una rilevante dose di buona sorte.

Il Palermo ha finito per prevalere in virtù della performance mostruosa del suo estremo difensore: Alberto Brignoli, ex della sfida in versione Superman, ha sfoderato una serie di interventi prodigiosi che hanno progressivamente eroso psiche e velleità dei calciatori di casa. Dopo un’uscita da brivido su Coda nel primo scorcio di gara, Brignoli ha collezionato una stucchevole sequenza di parate, con coefficiente di difficoltà sempre crescente. Nella prima frazione ha evitato il vantaggio sannita con prodezze random su Improta, Coda e Ricci. Al bisogno, la traversa si è trasformata in fida alleata dell’ex Ternana. Quasi a premiarne l’eccellente rendimento.  Quindi, nella ripresa, si è trasformato in un muro ancor più invalicabile, opponendosi a Viola, Coda, Maggio e Buonaiuto. Strepitosa la parata di piede, in controtempo, sulla conclusione dell’ex Perugia. Solo un’incornata di Asencio, allo scoccare del novantesimo, ha visto Brignoli capitolare. Rigurgito di orgoglio sannita che ha acceso il finale di gara.

Altro pilastro su cui il Palermo ha edificato la sua vittoria è stato certamente Mato Jajalo.

Ormai non è più una novita, il nazionale bosniaco ha incastonato l’ennesima perla della sua sontuosa stagione. Ancora una prestazione maiuscola, universale e dominante in entrambe le fasi di gioco. Fisicità, sagacia tattica, linearità e senso geometrico. Un’interpretazione in cabina di regia che diviene sempre meno ordinaria e più ricercata. Alle note attitudini in sede di schermatura, filtro e pressione sulla sfera, Jajalo ha aggiunto un bagaglio di autorevolezza e disinvoltura sorprendente in fase di costruzione. Non una mera gestione scolastica in sede di distribuzione della sfera, Jajalo conferisce di fatto pulizia e verticalità all’impostazione della manovra.

Anche al Vigorito, in mezzo al campo l’ex Colonia ha fatto un po’ quello che ha voluto. Tra percussioni palla al piede, conclusioni dalla distanza, imbucate a squarciare la linea difensiva avversaria. Una di queste si è trasformata in oro, innescando con arguzia un implacabile e  sempre decisivo Nestorovski. Se il numero otto di Stellone si conferma sempre più leader tecnico e carismatico di questa squadra, stessa cosa dicasi per il bomber macedone. Attaccante furbo, svelto di piede e di testa, rapace ed opportunista, freddo e letale in the box.  Seppur talvolta anarchico sul piano tattico, Nestorovski sta crescendo anche in termini di peso specifico in seno allo sviluppo delle trame offensive. Uomo dai gol pesanti e proficui in termini di punti conquistati. Agonista e trascinatore, il macedone sta firmando step estremamente significativi nel percorso che dovrebbe condurre il Palermo in massima serie.

Celebrati i tre protagonisti principali di questa preziosissima vittoria, è giusto sottolineare che il Palermo è piaciuto nel suo complesso. Indole propositiva, attributi, voglia di vincere. Cattiveria calcistica e piglio da grande squadra, inframezzati da frangenti di ottimo calcio. Grande intensità, ritmo sostenuto, abnegazione e carattere. La buona sorte ha costituito un fattore in casa rosanero, specialmente nella prima frazione. La traversa e le gesta di fenomeno di Brignoli hanno tenuto a galla un Palermo sì fluido e propositivo anche nei primi quarantacinque minuti, ma che ha faticato a trovare profondità fino al gol di Nestorovski.

La ripresa ha raccontato un po’ il medesimo canovaccio del primo tempo. Una gara bella e senza esclusione di colpi. Con il Palermo che, a differenza di altre volte, non si è limitato ad una gestione pavida e passiva del vantaggio. La compagine di Stellone ha anche rischiato qualcosa ma si è sempre proposta alla ricerca del raddoppio. Pressando alta, accorciando in avanti, spingendo con gli esterni bassi, buttandosi dentro con gli intermedi, cercando il guizzo con Falletti tra le linee,  la spallata con il tandem Moreo-Nestorovski. Alla fine la zampata ferale l’ha piazzata il subentrato Puscas, che ha rilevato proprio il bomber macedone, tagliando a tempo sul filo dell’off-side e battendo di precisione e giustezza Montipò. Asencio ha ridato fiato ai tifosi di casa e pathos all’appendice di extra-time, ma il Palermo ha portato a casa i tre punti senza ulteriori patemi.

Quanto pesa questa vittoria lo spiega chiaramente la classifica. Il Palermo tallona e azzanna la coppia di testa, a cinque giornate dalla fine della regular season, la compagine di Stellone ha un punto in meno, ma una partita in più da giocare rispetto alla formazione salentina. Con il calendario che propone lo scontro diretto tra Lecce e Brescia ancora da disputare. Sostenere che il Palermo è assoluto padrone del suo destino non è certamente un’affermazione azzardata. La sensazione è che i rosanero siano arrivati vicini al top della condizione psicofisica nel momento clou della stagione. Reattività e forza, resistenza ed esplosività, la brillantezza mostrata sul terreno di gioco dai calciatori di Stellone fa ben sperare in vista del rush finale. Il tecnico romano dispone di una rosa profonda e di assoluto livello per la categoria, specie nel reparto offensivo. Valore aggiunto che Stellone sta gestendo al meglio, tarando con profitto turnazione ed energie dei singoli. Moreo, Nestorovski e Puscas, con attitudini e peculiarità diverse, stanno fornendo un contributo determinante in termini di gol e prestazioni. Senza dimenticare Trajkovski e Falletti, che seppur talvolta intermittenti, portano in dote quel quid di estro e genio calcistico in grado di spostare gli equilibri nel cuore di partite complicate. La voglia di centrare l’obiettivo ha sensibilmente elevato vis agonistica e rendimento di tutti gli elementi della rosa. Attorno ad imprescindibili elementi cardine, in termini di esperienza, carisma e qualità, da Bellusci a Rajkovic, da Jajalo a Nestorovski, crescono anche giovani e gregari di lusso. Compattezza e ferocia agonistica ammirate contro il Benevento devono costituire prerogative preponderanti  in questo serrato rush finale. Questa squadra  non ha nulla da invidiare alle sue dirette concorrenti. Anzi, obiettivamente, il Palermo ha tutte le carte in regola per metterle in fila dopo aver tagliato per primo il traguardo. 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy