Bad Kleinkirchheim, giorno 1: Nestorovski e i primi umori rosanero, Ballardini sa chi è il vero leader. Ci sono i sorrisi dei baby e gli esami per il futuro

Il vero leader, l’entusiasmo dei ragazzi cresciuti nella Primavera e la novità del giorno: tutto questo nell’allenamento d’esordio dei rosa nel ritiro estivo 2016.

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Bad Kleinkirchheim (dai nostri inviati) – Davide Ballardini lo sa. Per gran parte del ritiro la squadra a sua disposizione subirà appena qualche ritocco.

L’auspicio palesato dal tecnico ravennate nella prima conferenza stampa in Carinzia del gruppo rosanero è che, entro l’ultima settimana del mese, arrivino i tanto bramati segnali sul fronte entrate. Aspettarseli prima sarebbe, forse, fin troppo ottimistico.

di Claudio Scaglione

Il vero leader – Il mister ex Lazio e Genoa, sottoponendosi a un tiro incrociato di domande, ha risposto con una serenità e una tranquillità quasi sorprendenti. Sorriso in volto e nulla da nascondere, specialmente perché è reduce da un confronto positivo con Foschi e Zamparini (tenutosi nella hall dell’hotel di Gradisca d’Isonzo nel pomeriggio di domenica). Rassicurazioni sul mercato, ma non garanzie anche perché – ascoltando il parere del coach – non è in virtù di queste che lui è rimasto alla guida dei siciliani, bensì poiché crede fermamente nel progetto. Condivisione di idee e consapevolezze comuni. Ballardini riconosce sì il valore dei calciatori che poche settimane fa hanno detto addio al club di viale del Fante (Maresca, Sorrentino e Gilardino su tutti), ma – come il suo presidente – nutre grande stima e fiducia nei confronti dei giovani che compongono l’organico attuale. Un gruppo con un’età media che si è abbassata di gran lunga rispetto alla scorsa annata, un gruppo che non vede l’ora di conoscere la propria guida spirituale. L’allenatore romagnolo spera possa essere il mercato a consegnare al Palermo almeno un paio di calciatori di tale spessore. Nell’attesa di scoprire i frutti del lavoro di Foschi, il vero leader di questa squadra ha un solo nome: Davide Ballardini. Piedi ben saldi per terra, nessuna sovrastruttura e un pensiero fisso in mente: mai arrendersi. Lo ha dimostrato riuscendo a salvare dalle paludi un Palermo già morente, vorrà dimostrarlo anche nella preparazione alla stagione che verrà. Più esempio di questo…

Entusiasmo – Non la si vuole chiamare in questa maniera, ma di fatto lo è. Negli ambienti di viale del Fante non si bestemmia pronunciando la parola “rifondazione“. Una semi-rivoluzione che determinerà, nel viso della squadra, ben altri connotati. Sarà un volto totalmente diverso, in cui muteranno accenti calcistici e cadenze tecniche, in cui sarà dato maggiore spazio al frutto del lavoro di Dario Baccin: i ragazzi della Primavera. Per Marson, Punzi, Giuliano, Toscano e Lo Faso si è tratto di un primo giorno di scuola: tanta disciplina, ma anche altrettanta spensieratezza, quella che caratterizza i giovani. Un sogno ad occhi aperti che è già divenuto realtà per altri due baby (anche se già ventenni), La Gumina e Bentivegna, aggregati al Palermo dell’allora Beppe Iachini nella rosa che lavorò nel 2015 tra Bad, Ponte di Legno e Storo. Denominatore comune è l’incondizionato entusiasmo provato indossando la maglia agognata da bambini. Ballardini li sottoporrà tutti a un esame di maturità: ha già ricevuto le referenze che si attendeva dal responsabile del settore giovanile della società (Baccin per l’appunto), adesso partiranno le sue personali valutazioni.

La novità – E’ in questo contesto piuttosto disteso che si è consumato il primo giorno di Ilija Nestorovski con addosso la maglia d’allenamento del Palermo. Il macedone non è al momento da considerarsi a tutti gli effetti un giocatore rosanero, ma a breve lo diventerà (i vertici societari stanno lavorando affinché venga tesserato da comunitario). Approcci positivi e clima familiare per l’ex Inter Zapresic, che è stato introdotto al gruppo dagli amici di lunga data, Trajkovski (spalla d’attacco di Nazionale) e Josip Posavec (compagno di squadra nel club croato). A parer di Zamparini, il classe ’90 sarà in grado di non far rimpiangere Alberto Gilardino. Lui, Ilija, prova a non pensare al fardello non proprio indifferente che dovrà portare sulle spalle.

 

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