Andrea Rispoli: “Anche l’anno scorso ci davano per morti. Palermo, qui ho trovato l’amore, mio futuro…”

Andrea Rispoli: “Anche l’anno scorso ci davano per morti. Palermo, qui ho trovato l’amore, mio futuro…”

L’intervista rilasciata dal leader del Palermo, Andrea Rispoli: “Anche l’anno scorso ci davano per morti. Palermo, qui ho trovato l’amore, mio futuro…”.

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Il responso medico è arrivato. Andrea Rispoli ha recuperato del tutto dall’infortunio occorso il 5 marzo a Torino contro i granata: nel match di domenica col Cagliari, il Palermo di Diego Lopez potrà fare affidamento sul suo terzino destro titolare.

Un leader per una squadra che conta tanti giovani e pochi elementi con importanti trascorsi in Serie A: il calciatore originario di Cava de’ Tirreni è la vera colonna portante dei rosanero e quando manca (è capitato quattro volte, fin qui, in stagione, ndr) si sente, eccome.

Andrea Rispoli saluta i tifosi del Palermo
Andrea Rispoli saluta i tifosi del Palermo

In un’intervista rilasciata a ‘La Repubblica‘, Andrea Rispoli ha raccontato il suo attaccamento alla città di Palermo, dove peraltro ha trovato anche l’amore. “Sono venuto qua a Palermo grazie a Baccin e Iachini: li devo ringraziare immensamente perché Palermo è stupenda e finora si tratta dell’esperienza professionale più importante della mia carriera”, ammette l’ex Parma. Gli viene chiesto quali luoghi lui ami di questa città, e Rispoli non ha dubbi: “Mondello. Ci vivo da quattro anni, sto magnificamente. Più che in città – precisa -, mi piace stare in mezzo alla natura. E poi ho un bel rapporto con la gente. Dovunque ti trovi, se gli altri riconoscono la tua serietà e il tuo impegno, ti rispetteranno. Mi trovo benissimo a Palermo e…” Ecco, ora arrivano le parole sul suo futuro: “… E spero di restarci ancora a lungo: ora ho pure la fidanzata di qui ma non è il momento di parlarne. Vedremo a fine stagione”. Una frase ricorrente, quella sentita in casa Palermo: dopo Bruno Henrique, anche Gazzi sembra aver aperto le porte a una sua permanenza in Sicilia, anche in caso di retrocessione in Serie B. Un’ipotesi concreta, ma Rispoli non intende arrendersi: “Contro il Cagliari sarà una gara molto importante, ma non è l’ultima spiaggia. Abbiamo altre partite dopo: Bologna, Pescara, Genoa, Chievo. Finché c’è speranza, noi dobbiamo giocarcela. L’anno scorso ci davano tutti per morti. Ci siamo salvati. Basta una vittoria e siamo col fiato sull’Empoli“.

In casi come questi, in cui anche il minimo dettaglio potrà far la differenza, Rispoli si affiderà anche a quella piccola dose di superstizione? “Beh, alcuni gesti scaramantici ce li ho. Prima delle partite, ad esempio, faccio due saltelli veloci appena prima di entrare in campo. È nato così, per caso: una volta ho fatto due saltelli prima di entrare in campo e ho giocato un partitone clamoroso. Da quel momento lo rifaccio sempre”.

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