Alona Barkat, la presidentessa dell’Hapoel BS che ha dato il numero ai tifosi. L’Eco di Bergamo: “Non osiamo immaginare quale uso farebbero gli ultras del cellulare di Zamparini”

L’Inter, giovedì in Europa League, dovrà vedersela con gli israeliani dell’Hapoel Be’er Sheva. Proprietaria del club, Alona Barkat.

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Tre giorni e sarà Inter-Hapoel Be’er Sheva.

Alona Barkat, proprietaria del club israeliano dal 2007, ha riportato alla vittoria una squadra che non vinceva da 40 anni, interrompendo così il dominio del Maccabi Tel Aviv. E giovedì sera, sbarcherà in Italia per il match di Europa League in programma a San Siro.

“L’Hapoel Be’er Sheva – formazione d’Israele – è un problema solo a scriverla. Figurarsi a giocarle contro, come capiterà all’Inter in Europa League. Se ne sa poco o niente e le insidie aumentano in quanto la proprietaria è un’illuminata signora, Alona Barkat. Una delle tre al mondo. Le altre plenipotenziarie amministrano il Marsiglia (ancora per poco, arrivano gli americani) e il Southampton. Alona sta in sella dal 2007, quando comprò la società in serie B per meno di un milione e mezzo d’euro. Ora il valore si calcola moltiplicando per dieci. Sposata con un miliardario, fratello del sindaco di Gerusalemme. Ma tipo tosto. In trasferta, va in curva. Ai tifosi ha dato il numero di telefono: ‘Mi piace sapere che cosa pensano’. Non osiamo immaginare quale uso farebbero gli ultras in Italia del cellulare dei suoi colleghi Lotito o Zamparini – scrive ‘L’Eco di Bergamo’ -. Fra tre giorni, giovedì sera, new entry a San Siro. Fresca del terzo scudetto della sua storia, ma quasi debuttante in campo internazionale, l’Hapoel che squadra è? Stando alla carta, indicazioni interessanti. Già tredici partite ufficiali, otto vittorie. In campionato, denominato Ligat ha’Al, sette punti alla terza giornata, sabato successo con inattesa tripletta del nigeriano Nwakaeme, una carriera in Romania senza mai brillare. L’organico però suggerisce più tranquillizzanti sensazioni. Tutta gente senza referenze”, o quasi.

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  1. Antonino Di Giovanni - 2 settimane fa

    vafanculo zanparini lascici in pace

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  2. Salvatore Geraci - 2 settimane fa

    Facciamo una prova!

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  3. Stefano Ralli - 2 settimane fa

    Dovremmo lasciare lo stadio vuoto ma il Palermitano mulo con l’anello al naso ( non soltanto nel calcio ) che mai protesta non vuol sentir ragione! Ecco perchè i palermitani se la prendono sempre in quel posto, siamo sudditi nel dna !

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  4. Salvatore Maestri - 2 settimane fa

    Alla luce di quanto detto da te correttamente, l’unico segnale visibile sarebbe quello di non andare allo stadio lasciandolo vuoto. Quel silenzio farebbe molto rumore. Questo non significherebbe non amare la squadra. Ma si ama in due, l’amore deve essere ricambiato. Massimo rispetto per la storia, per la tradizione, per i colori. Ma rispetto per noi tifosi ce n’è?
    Io sono profondamente deluso.

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  5. Antonello Provenzano - 2 settimane fa

    mah… conoscendo Palermo (e non usando gli stereotipi dei polentoni bergamaschi, che hanno una delle peggiori tifoserie in Europa), penso che se un tifoso “ultras” del Palermo avesse il telefono di Zamparini, al massimo lo eliminerebbe dalla rubrica.
    I Palermitani sono cinici e disillusi: non sono violenti e beceri. Il massimo della contestazione e la non considerazione

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