A tutto Ballardini: “Io una testa di c… e Zamparini lo sa. Ho formato Pepito Rossi, Dybala il futuro. Vazquez? Dal vivo ancora meglio”

A tutto Ballardini: “Io una testa di c… e Zamparini lo sa. Ho formato Pepito Rossi, Dybala il futuro. Vazquez? Dal vivo ancora meglio”

L’intervista per intero rilasciata dal tecnico del Palermo

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“Quando ho visto comparire il numero del presidente Zamparini sul cellulare, ho risposto con piacere. Da lì è nata una proposta che ho accettato con entusiasmo. E ora rieccomi a Palermo, sei anni dopo”. Racconta così, Davide Ballardini, l’approccio alla nuova realtà… che poi è anche quella vecchia. “Come ho ritrovato Zamparini? Presente, attivo. Quanto è diversa la squadra di allora da questa? I giocatori sono cambiati tutti, non c’è più quel Cavani che trasformai in centravanti. Questo è un gruppo più giovane, ma possiede talento e prospettiva come l’altro. Abbiamo ragazzi veramente bravi – ha aggiunto a Tuttosport -. E grazie a gente come Sorrentino, Maresca e Gilardino, hanno la possibilità di crescere nel modo giusto. Non è corretto fare nomi“.

Romagnolo testardo, una testa di… – “Alcuni dicono che sono stato scelto per schierare i giocatori che vuole Zamparini? Se fosse vero, Zamparini dovrebbe cacciarmi via subito. Penso che non piaccia neppure a lui un tecnico che si limiti a eseguire quello che dice. Al presidente piace il confronto, ma poi, come è giusto che sia, vuole un allenatore che si prenda la responsabilità di scegliere e decidere. E poi… Zamparini mi conosce, sa che sono un romagnolo testardo. Per non dire proprio testa di c…”.

Legame con Iachini – “Vazquez e Maresca si sono esposti pubblicamente in favore di Iachini? In realtà per me è stato facile entrare e farmi apprezzare all’interno dello spogliatoio: ho a che fare con uomini seri, legati a una persona da cui hanno avuto tanto. E’ stato tutto molto logico”.

Svedesi decisivi – “Hiljemark ha qualità, forza, gamba, resistenza. Ed è intelligente: ha i mezzi e la testa per diventare ancora più bravo. Mia moglie è svedese? Sì, ma in svedese so dire solo ‘jag alskar dig’, cioè ‘ti amo’. Non mi sembra il caso di dirlo a Hiljemark… (ride, ndr). I miei figli hanno il doppio passaporto. Si sentono italiani, ma chi non vorrebbe giocare con Ibrahimovic o con Buffon?!

Mudo impressionante – “Com’è Vazquez dal vivo? Ancora più forte di quello che sembra in tv: ha un bagaglio tecnico impressionante”.

Dybala è il futuro – “A Palermo non sono arrivato in tempo per godermi Dybala? Giocatore straordinario e qui a Palermo mi dicono che sia un ragazzo fuori dal normale per atteggiamenti e serietà. Dybala è un esempio. E se Messi vede in Paulo il futuro, sono d’accordo con lui. Non sono sorpreso del fatto che giochi nella Juventus. Perché? Perché è la società di A più all’avanguardia, l’unica in grado di competere con le superpotenze europee – prosegue il tecnico di Ravenna -. E’ la locomotiva del calcio italiano. Hanno costruito un’ottima struttura: lo dimostra la bravura nella scelta dei giocatori. I loro acquisti sono un mix di qualità tecniche, testa giusta e voglia di emergere”.

Roma, mi è dispiaciuto – “Se per un allenatore è meglio vedere un gol come il secondo del Barcellona contro la Roma, con 10 giocatori che toccano il pallone, o avere semplicemente Messi dalla propria parte? Il massimo è vedere le idee trasmesse alla squadra, sviluppate in campo. Certo, se hai Messi e Neymar è un po’ più facile. Mi è dispiaciuto vedere una squadra italiana così in difficoltà, anche perché la Roma possiede molti giocatori di valore. ‘Guardiolismo’ al ‘Sarrismo’? Sono mode create dai media. Una verità non c’è, ogni caso è diverso. No, non invidio Sarri e nessun altro per il semplice fatto che mi sento privilegiato a svolgere questo mestiere a questo livello. Nel periodo (un anno, ndr) in cui non ho allenato, ho osservato molto Bielsa, fonte di ispirazione anche per Guardiola. Cosa ha di speciale? A me piacciono le sue idee, il modo in cui le trasmette e come coinvolge i giocatori. Sedute brevi, intense, varie. Comunque da ogni allenatore si impara qualcosa”.

Formato Pepito – “L’etichetta di ‘subentrante’ non è veritiera. Perché ho fatto 15 anni di settore giovanile programmando, vincendo titoli italiani con Cesena, Parma, Milan. E formando giocatori: Ambrosini, Pepito Rossi (qui la verità sui rumors dei giorni scorsi), Antonelli, Rosina, Cigarini… E’ vero che in serie A sono subentrato tante volte. Ma a fine stagione a volte me sono andato io e altre no, come a Genova, dove avevamo disputato un campionato straordinario. Alex Sandro? Lo seguivo già al Porto. Mi è sempre piaciuto perché rispecchia la mia idea di calcio: abilità tecnica, spensieratezza, qualità, forza. Non mi stupisce che sia esploso, anzi… Ma la Juve ha un sacco di campioni: Dybala, Morata, Buffon, Pogba. Hanno tutto per competere per lo scudetto e per la Champions”.

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