VIDEO, brano con parodia tedesca di Luca Toni

VIDEO, brano con parodia tedesca di Luca Toni

Lintento dellautore del brano è chiaro: farne il tormentone delle radio e delle discoteche tedesche in vista del carnevale. Lui, Matthias “Matze” Knop, ha tutti i numeri per realizzarlo:.

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Lintento dellautore del brano è chiaro: farne il tormentone delle radio e delle discoteche tedesche in vista del carnevale. Lui, Matthias “Matze” Knop, ha tutti i numeri per realizzarlo: attore, conduttore televisivo e comico, ha già spopolato in Germania con alcune canzoni satiriche e imitazioni, comprese quelle di Franz Beckenbauer e Juergen Klinsmann. Stavolta, poi, prende di mira uno che in campo ci sta ancora, ed è un personaggio decisamente popolare: si tratta di Luca Toni. DISSACRAZIONE – Il brano imperversa già su Internet sotto forma di video, in cui Matze appare abbigliato e truccato alla Toni, e a breve comparirà nei negozi di dischi sotto il titolo “Numero Uno”. Il tutto, per carità, con un apprezzabile intento dissacrante, se è vero che il centravanti del Bayern e della nazionale azzurra è da un anno e mezzo sistematicamente osannato per i gol che segna e per il sex appeal che sprigiona. Alla canzone va anche riconosciuta unimmediata orecchiabilità (sempre però sullorlo del banale) e una facile ballabilità, fatta sostanzialmente – stando almeno al video – di saltelli e della classica mano roteante vicino allorecchio. LUOGHI COMUNI – Ma appunto, la voglia di sfondare nelletere, in pista e negli incassi appare proprio tanta. E così “Matze” infarcisce il suo pezzo di una raffica di luoghi comuni sullitalianità, di quelli che tanto piacciono al di là delle Alpi. Luca Toni fa subito rima con cannelloni, “pepperoni”, Berlusconi e, ovviamente, “simulazzioni”. Immancabili i vari “bela dona”, “mama mia” e “ammore mmio”, e poi mozzarella, mortadella, tortellini, cappuccini… Ancora, un bel “siaamo campiooni del moondo”, con quello stereotipo delle vocali strascicate che in realtà non si è mai sentito entro i nostri confini. Infine, tra le poche parole tedesche, ecco gli “Schwarze Haare”, i capelli neri (nostro carattere distintivo? visto che si parla di nazionali, chi è più “nero” tra Lippi e il suo collega tedesco Loew?). Comunque, tantè: il successo del brano è scontato. Un po come il brano stesso.

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