UN ANNO DOPO LESODO DEI 40.000 NON ESISTE PIÙ. ECCO I POSSIBILI COLPEVOLI

UN ANNO DOPO LESODO DEI 40.000 NON ESISTE PIÙ. ECCO I POSSIBILI COLPEVOLI

di Mariano Calò Ieri, a due giorni dalla finale di Coppa Italia 2012, vi abbiamo fornito un interessante dato riguardante il contorno dellevento: secondo le ultime stime le tifoserie di.

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di Mariano Calò Ieri, a due giorni dalla finale di Coppa Italia 2012, vi abbiamo fornito un interessante dato riguardante il contorno dellevento: secondo le ultime stime le tifoserie di Juventus e Napoli, che stanno vivendo momenti tra i più positivi della loro storia recente, non supereranno il numero di presenze fatto segnare lanno scorso dal Palermo. I tifosi rosanero secondo calcoli ufficiosi portarono sugli spalti circa 40mila supporter, mentre Napoli e Juventus dovrebbero spartirsi quasi equamente lo Stadio Olimpico sfiorando al massimo i 30-35mila sostenitori a testa. Cogliamo allora questo spunto per fare un resoconto sul termometro della passione rosanero un anno dopo un evento indimenticabile per la tifoseria e la società rosanero. 40.000 infatti non è solo un numero. E diventato un simbolo. “Ecco cosa può fare il tifo rosanero quando viene stimolato a dovere – dicono alcuni dei nostri lettori -, invece la società sta strozzando questo grande attaccamento”. In effetti le proporzioni di quellesodo sono indimenticabili e incontestabili. Eppure in molti mettono in discussione la purezza di questo sentimento. “Non si può tifare Palermo solo quando cè la finale di Coppa Italia, altrimenti non è vero amore”. Dove sta la verità? Per fare un po il punto abbiamo raccolto gli aspetti salienti di questi due punti di vista spulciando tra i tanti commenti presenti sulle pagine di Mediagol.it e cercando di sintetizzare le due prospettive: LA COLPA È DELLA SOCIETÀ PERCHÉ… Tanti tifosi provano un senso di grande sconforto ricordando quello splendido viaggio: il paragone con la situazione attuale evidenzia un dislivello enorme tra quello che la città e il suo pubblico possono dare e quello che questa società riesce a stimolare. Il presidente Zamparini ha portato tanto in alto questo club, ma adesso lo sta trattando come una delle sue aziende. Compra e vende senza sosta tenendo il bilancio in perfetta salute. Le casse societarie si svuotano solo per giocatori che poi possono portare ulteriori profitti una volta valorizzati. Nel frattempo i tifosi vedono partire tutti i giocatori che hanno visto diventare grandi: Pastore, Sirigu, Nocerino, Cavani e tanti altri sono dovuti andare via per inseguire ingaggi più alti e prospettive tecniche più allettanti e al loro posto sono arrivate sempre nuove scommesse. La colpa è quindi di Zamparini che dovrebbe agire in maniera diversa. Senza di lui si va in Lega Pro? Ben vengano le retrocessioni, meglio il calcio minore che questa situazione. Zamparini poi sbaglia spesso i modi, illude i tifosi, distrugge progetti su progetti, ha mille difetti e dopo tanti anni la gente non si fida più della sua gestione molto imprenditoriale e poco attenta ai sentimenti. E ovvio che se si vuole che i tifosi vadano allo stadio si devono trattenere i calciatori a cui il pubblico è affezionato, investire di più su giocatori affermati, lottare per traguardi importanti. Non si può accettare di sentire il proprio presidente ammettere candidamente che se il Napoli vuole un giocatore lo si cede riconoscendo implicitamente la maggiore importanza di una squadra rivale. Zamparini dia ai tifosi grande calcio e i colori rosanero invaderanno di nuovo tutti gli stadi dItalia. LA COLPA È DEI TIFOSI PERCHÉ… 40mila tifosi a Roma per la finale di Coppa Italia 2011 potrebbero sembrare una testimonianza di amore incondizionato, eppure qualcosa non torna. Come è possibile che solo 6 mesi dopo, quando ricomincia la manifestazione che aveva fatto sognare tutta la città, allo stadio si presentano solo 6mila persone con le curve in vendita a 5 euro ed un pratico posticipo serale? In effetti, sostengono i critici della tifoseria palermitana, non è mai esistito un vero pubblico rosanero prima dellarrivo di Zamparini. Ultimamente si è diffuso un sentimento di condanna senza mezzi termini verso chi tifa per altre squadre oltre al Palermo. Eppure non neghiamo la realtà: in città fino a pochissimi anni fa il 99% delle persone tifava per unaltra squadra oltre al Palermo (ammesso che dei rosanero gli importasse qualcosa). Oggi il Palermo ha meritatamente ritrovato un vasto pubblico, ma è una tifoseria quasi completamente mezzosangue, che fa in fretta a festeggiare la promozione, ad andare in massa allOlimpico, salvo poi scendere in piazza a festeggiare lo scudetto della Juventus o la Champions League dellInter (ma poi si indigna come se fosse cresciuta su un altro pianeta). Bisogna essere realisti, a meno che non arrivi a Palermo lAbramovic di turno, ci vorranno decenni per cambiare la situazione. In tanti pretendono di essere accomunati ad altre tifoserie come quelle di Roma, Lazio, Napoli ma il paragone non può reggere perché da quelle parti i tifosi doubleface sono un fenomeno ridotto, per la maggior parte esiste solo una squadra, anche quando non si lotta per lo scudetto o la Champions League. Insomma, non si può tifare Palermo solo il giorno della finale di Coppa, se è vero amore si va al Barbera anche quando cè da soffrire, se le cose vanno male, se il presidente spende poco o spende male. Nella buona e nella cattiva sorte, altrimenti è opportunismo. Speriamo con questo articolo di avere interpretato al meglio entrambi i punti di vista e di avere aiutato a fare chiarezza: cosa ne pensano i lettori di Mediagol.it: di chi è la colpa? Dove sono finiti i 40mila?

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