“Spillo” Altobelli a Mediagol: “Tifosi, aspettate i nuovi”

“Spillo” Altobelli a Mediagol: “Tifosi, aspettate i nuovi”

“Il campionato inizia un po’ in ritardo per lo sciopero dei calciatori, si parte e alla partenza più o meno tutte le forze si equivalgono, anche se l’Inter, senza dubbio, ha.

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“Il campionato inizia un po’ in ritardo per lo sciopero dei calciatori, si parte e alla partenza più o meno tutte le forze si equivalgono, anche se l’Inter, senza dubbio, ha qualcosa in più del Palermo. Per Palermo è un po’ l’anno zero, squadra in ricostruzione. Penso che tutti i tifosi rosanero siano ormai abituati a Zamparini, un presidente vulcanico che cambia, compra, vende ed, in linea di massima, ha dato tante soddisfazioni a questa città. Ha preso la società in B e l’ha portata in Europa”. Lo ha dichiarato, intervistato in esclusiva a Mediagol.it, Alessandro “Spillo” Altobelli. Uno degli ‘eroi’ del Mondiale di Spagna del 1982 si è soffermato sull’attuale momento dei rosanero. “Qualcuno rimprovera al presidente di aver venduto qualche giocatore di troppo e di non aver rinforzato la squadra, delle volte però bisogna vedere all’opera i nuovi arrivati. E’ vero che se andiamo a vedere chi è arrivato magari qualcuno può storcere il naso, però io farei attenzione e prima di pronunciarmi vorrei vedere questi giocatori all’opera nel campionato italiano”. Nel corso dellintervista lex giocatore dellInter e della Nazionale ha parlato anche della situazione allenatore in casa Palermo. “Penso che Delio Rossi sia uno di quegli allenatori che riesce a far dare il massimo ad una squadra. Se una squadra può dare il settanta percento, lui riesce a fare esprimere la stessa per il settanta percento. E’ un allenatore esperto, serio, onesto, capisce il calcio, lo sa leggere, ha tanta carica e si fa rispettare dai giocatori così come lui fa con loro. Zamparini ha sbagliato a farlo andare l’anno scorso, poi lo ha ripreso e sono arrivati in finale di Coppa Italia. Ha puntato su un giovane e l’ha cambiato subito, senza fargli iniziare il campionato. Ha fatto bene perché se non hai fiducia è meglio non continuare, ha cercato di richiamare Rossi ma lui ormai era scottato e sa perfettamente che a Palermo può durare un giorno, una settimana, un mese oppure cinque anni. Lui conosce perfettamente Zamparini, in questo momento non ha accettato l’offerta. Ranieri invece potrebbe essere una buona soluzione, però bisogna che Zamparini scelga un allenatore che gli piaccia fin da subito, in modo da poter dare a lui fiducia e qualche anno di tempo per mettere in piedi una formazione che possa dare soddisfazione ai palermitani”. Il primo posticipo del campionato vedrà l’Inter di scena a Palermo. “In questo momento, ho capito il messaggio che ha lanciato Moratti a Gasperini. Secondo me non voleva essere un aut-aut, ma per la serie Pazzini deve giocare, punto. C’è anche Milito che in questi anni ha fatto cose straordinarie. L’Inter è una buona squadra. Ha una buona intelaiatura con degli ottimi giocatori e una grande rosa. Secondo me parte in prima fila insieme al Milan , mentre dietro troviamo Napoli, Juventus, Roma e Lazio. I nerazzurri hanno perso Eto’o, ma è arrivata gente di livello come Forlan e Zarate. Penso che Gasperini abbia l’imbarazzo della scelta sia per il modulo da utilizzare sia sotto il profilo degli uomini”. L’attuale commentatore per “Al Jazeera Sport” ha poi detto la sua sul modulo che dovrebbe adottare Gasperini. “Io schiererei una difesa a quattro e vedrei bene Snejider dietro le punte, ma l’allenatore è lui. Gasperini conosce tanti moduli e sa come fare rendere i giocatori, troverà sicuramente il modo per far coesistere tutti. Questa squadra va messa in campo secondo le proprie caratteristiche. Quattro difensori, quattro centrocampisti a rombo e le due punte. Gasperini può togliersi tante soddisfazioni perché ha l’imbarazzo della scelta su tutto”. C’è stato anche modo per un pronostico riguardo il posticipo della prima giornata di campionato tra Palermo ed Inter. “Mi perdonerà il mio amico Pietro Grasso, ma vincerà l’Inter. Il risultato? Uno a tre”. di Alberto Giambruno

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