SORRENTINO: “COME ANDARE IN SERIE A”

SORRENTINO: “COME ANDARE IN SERIE A”

di Claudio Scaglione
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di Claudio Scaglione

Insieme al Latina il Palermo rappresenta la difesa meno battuta del campionato: venti i gol incassati dai rosanero in 27 partite. Un dato significativo che evidenzia l’ottimo lavoro della linea difensiva ma anche degli estremi difensori, sia Stefano Sorrentino che Samir Ujkani. Il primo ha addirittura instaurato un record di imbattibilità: 641 minuti senza subire reti, primato interrotto nel match contro lo Spezia, in cui Scozzarella uscì dal cilindro quella perfetta punizione.

Cosa ne pensi di questo record, Stefano?

“Appena avevamo cominciato a parlarne di questa imbattibilità ho subito preso gol. Appena mi hanno detto che avevo superato i 600 minuti subito dopo ha segnato lo Spezia. Non so se nella storia del Palermo c’erano stati casi del genere, poi se ci aggiungiamo i tanti minuti di recupero. Per me comunque la cosa più importante è vincere il campionato, l’imbattibilità è importante perché aiuta la squadra”.

A proposito di gol incassati, credi di aver potuto fare di più nei due gol subiti tra Spezia e Bari? “

Non credo. L’unica cosa che dico è che abbiamo sbagliato, non siamo stati abbastanza furbi con lo Spezia a non fare arrivare la barriera a 5 metri come è successo a Maresca in alcuni casi. Ci potrebbero essere tanti ‘se’ e tanti ‘ma’, io preferisco essere più concreto”. Parliamo di campionato e della prossima sfida contro la Juve Stabia.

Quali le insidie?

“Loro hanno pochissimi punti e ci danno tutti vittoriosi, però sappiate che andare a giocare a Castellammare, dove ho giocato per sei mesi tanti anni fa, in un campo sintetico non bellissimo può essere davvero dura. Però dobbiamo essere consapevoli del fatto che se siamo primi in classifica lo siamo per merito, perché finora siamo stati i più forti”. Si gioca con la Juve Stabia, un girone dopo l’arrivo di Iachini.

Stefano Sorrentino, portiere del Palermo

In queste venti partite hai imparato a conoscerlo: quali sono le tue impressioni?

Lo conoscevo, sapevo che era una garanzia. Però quando cambi allenatore è sempre un punto interrogativo. Con Gattuso stentavamo un po’, però nessuno di noi si è mai tirato indietro, nemmeno in un allenamento. Se oggi siamo primi in classifica un decimo di merito va anche a Gattuso che ha trovato una squadra retrocessa, con gente che doveva andare e gente che doveva arrivare. Dobbiamo merito a lui di aver creato delle basi solide, anche se i risultati non gli hanno dato ragione. Da 21 partite c’è Iachini e vediamo che si tratta di una garanzia. Non vinci tre campionati per caso, come non arrivi al primo posto in così poche giornate per caso. L’impatto con la squadra è stato importante, tutti lo abbiamo subito seguito e i risultati sono stati molto buoni. Dobbiamo continuare a seguire il mister”. Seguire il mister. Quanto ai tifosi invece non sembra che vi stiano sempre seguendo allo stadio … “A noi chiaramente dispiace tantissimo. Io da avversario sono venuto a giocare a Palermo, anche se è vero che eravamo in Serie A, però non si può tifare solo quando si vince, altrimenti esisterebbero solo i tifosi della Juve. Giochi bene o giochi male siamo primi in classifiche da tanto tempo. Potevo capire che all’inizio eravamo in difficoltà, c’era l’effetto retrocessione, ma ora non so cosa possiamo fare di più. Dispiace perché per come è fatto lo stadio sarebbe un’arma importante per noi. Ringrazio i 7-8mila spettatori che ci sono sempre, con la pioggia o col sole. Bisogna chiedere a chi non va allo stadio il perché. Capisco che Palermo-Juventus dia più stimoli, però per arrivare a giocare quelle partite bisogna arrivarci in Serie A”.

Ti senti di fare un appello ai tifosi?

“Non ne faccio perché li ho fatti l’anno scorso e siamo retrocessi. Però ho un carattere forte e vedere lo stadio pieno a maggio dopo un campionato con lo stadio vuoto, beh, non dico cosa, ma mi rode parecchio. Ci sono state alcune partite in cui la gente è venuta allo stadio, come nel derby, e la differenza si è vista. E’ una cosa che ti aiuta, non c’è niente da fare. Siamo primi in classifica, ne parliamo nello spogliatoio, chiediamo quanti biglietti venduti ci sono: è come se stasera fanno in tv il film di Sorrentino che ha vinto l’Oscar e nessuno lo guarda. Si dice che non giochiamo un buon calcio, ma io sfido qualcuno a trovare buon calcio sia in Serie B che in Serie A. Per vedere una partita gradevole ho visto Atletico-Real”.

Atletico-Real Madrid di cui è stato protagonista il direttore Giorgio Perinetti: proprio in questi giorni lui ha parlato di interventi intimidatori nei confronti dei giocatori del Palermo.Tu che ne pensi?

È normale che chi è primo in classifica possa essere menato più delle altre squadre. Venire a giocare al Barbera, in uno stadio di Serie A, spesso per la prima volta in carriera è un sogno. Si finisce sui giornali nazionali per una settimana. È come quando in Serie A vai a giocare contro la Juventus o il Milan. Essendo i primi della classe i giocatori e il singolo cerca di dare qualcosa in più”.

Dare qualcosa in più: è questa anche la prerogativa di Iachini il quale non vuole che voi abbassiate la concentrazione. A parer tuo quanti punti mancano per evitare i Play-Off e approdare direttamente in Serie A?

Io penso che con dieci vittorie sei in Serie A. Io nemmeno li guardo i playoff. Se fai un bel filotto, e dentro c’è qualche pareggio comunque guadagni tanto margine. Io guardo solo quello che facciamo noi adesso che sono primo. Guardavo agli altri quando inseguivamo”. Dieci vittorie a cominciare da Castellamare di Stabia e dal sintetico di Romeo Menti.

A proposito del sintetico, è vero che i portieri hanno più insidie sul sintetico?

Per me giocare sul sintetico non è giocare a calcio. Per me serve il profumo dell’erba per giocare, è quello il gioco del calcio. Tornavo a casa da piccolo coi pantaloncini strisciati di verde. Poi quello è un campo velocissimo e durissimo, la palla rimbalza diversamente, bisogna stare molto attenti. Il sintetico anche a livello muscolare e tendineo ti sfonda. Bisogna arrivare preparati al meglio alla gara. Deve esserci più concentrazione, più voglia di vincere. Non è semplice giocare in un campo così”. Chiosa finale sui complimenti che hai fatto al regista tuo omonimo che l’altro ieri ha vinto l’’Oscar per il miglior film straniero. “Ho fatto i complimenti a Sorrentino per aver vinto l’Oscar, è diventato famoso grazie a me (ride). Abbiamo anche fatto quel fotomontaggio spettacolare in cui sembra che io abbia vinto davvero l’Oscar. Mi sembrava un modo giusto per rendere omaggio a un grande regista. Per noi italiani deve essere un grande orgoglio. Mi farebbe piacere poterlo incontrare. Io regalerò la maglia e lui mi farà toccare la statuetta. Basta che dica quando e dove mi farebbe molto piacere. Stasera vedrò il film, figlie permettendo”.

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