Solita distrazione dei media nazionali Un’impresa straordinaria non celebrata quanto meritava

Solita distrazione dei media nazionali Un’impresa straordinaria non celebrata quanto meritava

di Basilio Milatos Ieri, quasi ancora a caldo, l’ho definito “il più bel Palermo dell’era Zamparini”; oggi, a freddo… non lascio anzi raddoppio: una delle.

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di Basilio Milatos Ieri, quasi ancora a caldo, l’ho definito “il più bel Palermo dell’era Zamparini”; oggi, a freddo… non lascio anzi raddoppio: una delle più belle partite del Palermo non solo della storia recente, ma di sempre. Eppure… a guardare i media nazionali e a leggere i quotidiani “specializzati”, la domanda sorge spontanea: ha (stra)vinto il Palermo oppure ha perso il Milan?? Chi c’era, chi ha visto la partita, ha pochi dubbi: a prescindere dai problemi dei rossoneri, il Palermo ha giocato un calcio di livello davvero eccezionale. Infatti, domenica sera, sia su Sky che in Rai, i meriti del Palermo venivano evidenziati almeno quanto i demeriti del Milan. Poi però, in fase di commento e “analisi” a freddo, i rosa sono via via andati scomparendo dalla discussione, che invece è rimasta incentrata pressoché solo sul Milan. Basti guardare la pagelle, di cui si parla compiutamente in altro pezzo di Mediagol.it. Secondo qualcuno addirittura, Moris Carrozzieri è appena da sufficienza: peccato che il Braveheart rosanero sia stato semplicemente monumentale, tanto che comincia a non essere più azzardata l’ipotesi di una sua convocazione in nazionale. Naturale, per carità, che la “sacra triade” Inter-Juve-Milan (con la Roma appena dopo) calamiti le attenzioni più di chiunque altro, per una questione di audience e di marketing comunicazionale; non per nulla, la stessa cosa, grosso modo, era accaduto dopo la vittoria dei rosanero in casa della Juve. Tuttavia, un pizzico di maggiore “apertura” anche verso il resto dell’universo calcistico non sarebbe male. Gioverebbe oltretutto alla crescita di una più sana cultura sportiva, una cultura che non guardi solo in casa dei più forti e dei più potenti. Domenica sera lo stesso tecnico rossonero, Carlo Ancellotti, persona peraltro di indubbia signorilità e correttezza, ha avuto la poco simpatica tendenza a incentrare l’analisi della partita solo sulla “serata no” dei suoi uomini. Il Palermo? Sapevo che avrebbe giocato in questo modo, così ha liquidato l’avversario. Più sportivo è stato oggi – intervenendo a Mediagol.it su Radio Azzurra – una delle voci storiche del giornalismo rossonero, Tiziano Crudeli, che se da un lato ha analizzato criticamente gli aspetti negativi emersi domenica in casa Milan, dall’altro però ha riconosciuto i grandissimi meriti della prestazione dei rosanero, ricordando tra l’altro Ballardini nelle vesti di allenatore delle giovanili del Milan, ruolo in cui, a suo dire, già emergevano le grandi qualità del tecnico romagnolo. Altra domanda: se al posto del Milan, questo Palermo, con queste motivazioni e questa carica, avesse incontrato qualsiasi altra squadra, anche delle più quotate, non l’avrebbe messa comunque in grande difficoltà, aldilà di come sarebbe finita la partita? Non esistono controprove a un quesito puramente virtuale, ma la risposta non può che essere affermativa. E qui si apre l’altra questione aperta, a maggior ragione dopo avere visto di cosa può essere capace questa squadra: la continuità. Lunedì, quando è intervenuto a Radio Anch’io lo Sport, Maurizio Zamparini è sembrato meno entusiasta di quanto ci si potesse aspettare: Contro le grandi è facile avere grandi stimoli, ma io voglio vedere la stessa carica contro avversari di seconda fascia. In questo senso, come dice il mio allenatore, dobbiamo crescere, d’altra parte la squadra è nuova. Insomma, il presidente era contento, ma –ovviamente- non basta esser grandi con le grandi, serve la stessa intensità anche con avversarie meno prestigiose. Il concetto è stato ripreso oggi in conferenza da Davide Ballardini, che ha sottolineato come il Palermo abbia fatto ottime prestazioni anche al di fuori dei confronti con le big (Reggina e Chievo per esempio), ma ha anche ammesso che bisogna crescere in intensità e affrontare tutte le partite allo stesso modo. Maggiormente entusiasta, quasi emozionato, è sembrato invece Walter Sabatini, ieri a Mediagol.it, dove ha rimarcato la soddisfazione e l’orgoglio per una prestazione della squadra come quella di domenica. Da qui al tema mercato il passo è breve: sollecitato sull’argomento (anche oggi a Radio Kiss Kiss), il Ds, tra le altre cose, ha confermato l’intenzione della società di intervenire sul mercato di gennaio, ma al contempo ha lasciato intendere che c’è la massima attenzione verso i calciatori che attualmente sono parte dell’organico. Tema fondamentale questo, che sicuramente sarà oggetto di confronto nel summit previsto per oggi a casa Zamparini con lo stesso Ds. Sulla questione attaccante, ad esempio, Sabatini ha giustamente sottolineato lo straordinario gesto tecnico e atletico di Edinson Cavani sul secondo gol al Milan e in più generale ha esaltato le qualità della coppia che il sudamericano forma con Miccoli. Una coppia che è difficile pensare di dividere o di mettere in discussione, benché la questione “punta di peso”, in attesa di Budan, indubbiamente rimane di attualità. Il rischio di intaccare equilibri consolidati e che funzionano esiste e –giustamente- in società si cerca di scongiurarlo. Un ragazzo di 21 anni come Cavani, in grande crescita e comunque di straordinaria utilità in tutte le parti del campo e non solo in attacco, merita di continuare a godere della fiducia di tutti; lo stesso Fabrizio Miccoli ha più volte affermato che sentirsi importante, come sta accadendo quest’anno, lo carica al massimo e lo responsabilizza. E se i risultati sono questi… Ad ogni modo, per il mercato c’è ancora tempo. Adesso sarà bene concentrarsi sui prossimi avversari, Cagliari e Siena, guarda caso due banchi di prova ideali per cercare e trovare la famosa continuità e per scalare posizioni in classifica. Perché –a ben vedere- il Palermo è “solamente” decimo, ma i punti che lo separano dal gruppo a ridosso del vertice sono pochi. Ha pienamente ragione Ballardini: domenica a Cagliari, sua ex squadra e teatro di un autentico miracolo sportivo,sarà durissima. Ma il Palermo che ha annichilito il Milan deve pensare soprattutto a se stesso e a riproporsi, possibilmente sugli stessi livelli.

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