SCONFITTA IMMERITATA ANCORA UN GOL IN EXTREMIS CONDANNA UN BUON PALERMO, IN DIECI PER PIÙ DI UN TEMPO

SCONFITTA IMMERITATA ANCORA UN GOL IN EXTREMIS CONDANNA UN BUON PALERMO, IN DIECI PER PIÙ DI UN TEMPO

di Fabio Corrao Non ne gira davvero una. Gasperini, in poco più di una settimana, è riuscito nel non semplice compito di far giocare al calcio una squadra con mille difficoltà.

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di Fabio Corrao Non ne gira davvero una. Gasperini, in poco più di una settimana, è riuscito nel non semplice compito di far giocare al calcio una squadra con mille difficoltà che però ha comunque rimediato due sconfitte, entrambe (e per la terza volta consecutiva) a tre minuti dal termine. Ma questa, paradossalmente, è la sconfitta che fa meno male, perché il Palermo ha giocato, contro un Pescara benedetto dal capolavoro di Weiss, una buonissima gara, con lunica pecca dellingenuità. I rosanero sono arrivati al minuto trentacinque, quello dellespulsione evitabilissima di Von Bergen, sullo 0-0 e non su uno 0-2 che sarebbe stato indiscutibile per quanto visto in campo fino a quel momento. E un fatto, il Palermo non segna. Ci si era abituati negli anni ad una squadra che prendeva secchiate di gol ma ne faceva a raffica. Adesso gli avversari il golletto lo trovano sempre, e i rosanero mai. Anche trovandosi quattro volte faccia a faccia con il portiere avversario. Per chi si affida alla superstizione segnali orribili, per chi crede alla forza del lavoro sirene di incoraggiamento. Stiamo a discernere su una squadra costruita male, non trascendentale, che ha iniziato il campionato che peggio non si sarebbe potuto. Ma adesso gioca un calcio gradevole, offensivo, perfino tecnico. E poi perde. La cosa peggiore che si potrebbe fare in questo momento sarebbe quella di sentirsi sfortunati, attaccati da un destino avverso a priori. Il Palermo di Gasperini, quello delle ultime due giornate, non è quanto di peggio si è visto in serie A. I numeri sono tragici, certificano un ultimo posto in classifica che lascia sgomenti, ma la strada intrapresa non sembra senza speranza. Non cè altra soluzione che sostenere questa squadra, che avrà mille difetti ma che sta cercando un percorso di rinascita. Se si prosegue sulla strada delle facili ironie, del disincanto incattivito, si certifica in itinere una retrocessione che invece è per nulla scontata sul campo. Il Palermo, tralasciando bilanci, accordi con le tv satellitari, stramberie societarie, rimane un bene della città, della provincia intera. La serie A è di tutti, e a tutti viene chiesto un impegno, uno sforzo aggiuntivo, anche malgrado tutto, anche alzando il sopracciglio, anche soffrendo un po di più.

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