Repubblica: Inter solo pari con il Palermo

Repubblica: Inter solo pari con il Palermo

Fabrizio Bocca analizza per Repubblica la sfida di campionato tra Palermo e Inter sottolineando il finale di marca rosanero ma anche le difficoltà in campionato dei nerazzurri. “Adesso tocca.

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Fabrizio Bocca analizza per Repubblica la sfida di campionato tra Palermo e Inter sottolineando il finale di marca rosanero ma anche le difficoltà in campionato dei nerazzurri. “Adesso tocca al Milan, il sorpasso è in mano sua. Se oggi contro il Napoli non sprecherà il rigore di cui dispone, non si sa chi dovrà ringraziare di più: il bel Palermo di Delio Rossi o piuttosto l’Inter stessa che nel ritorno ha infilato ben 6 pareggi, mangiandosi tutto il vantaggio di cui godeva. L’1-1 di Palermo – per altro partita bellissima e divertente che l’Inter ha affrontato spremendo fino in fondo le sue forze – chiude, al momento, la fase trionfale della Champions e apre quella del batticuore scudetto, a testimonianza che è difficile andare a tutta velocità su entrambi i binari. Nelle ultime 7 partite (8 punti) l’Inter ha vinto una volta sola, nei suoi due viaggi siciliani tra Catania e Palermo ha rimediato appena un punto: un salasso. Ridicolo attaccarsi agli arbitraggi favorevoli agli altri. Quanto a gioco – dopo i due gol nel primo tempo di Milito su rigore e di Cavani – il Palermo ha rischiato addirittura di vincere nella ripresa, colpendo i nerazzurri ripetutamente in contropiede con Miccoli e Cavani che hanno rischiato il clamoroso 2-1. A prova delle infinite Inter che Mourinho può inventarsi, il portoghese ha scelto una squadra diversa da quella iperoffensiva di Londra e tatticamente identica invece (4-3-1-2 con Santon in difesa) a quella battuta a Catania. Alla fine la differenza sostanziale col successo in Champions è solo un Pandev in meno in attacco – ma comunque sempre con Sneijder dietro Eto’o e Milito – però è chiaro che il messaggio dato è stato diverso. Come a dire: beh, mica potete pretendere un’impresa ogni quattro giorni. Tanto è vero che con due cambi nel secondo tempo – Pandev per Stankovic e Motta per Santon – Mourinho ha riproposto la stessa identica combinazione di Stamford Bridge. Ma il risultato non è stato lo stesso. Anche per Mou insomma è difficile accendere e spegnere l’interruttore a comando. L’Inter infatti ha cominciato bene approfittando di un Palermo un po’ intimorito dall’evento e dallo stadio Barbera in festa, presentando Milito almeno tre volte pericoloso davanti a Sirigu. In quel quarto d’ora l’Inter, pur senza andare a cento all’ora, ha rimediato un palo e un rigore dell’argentino per uno scriteriato intervento di Bovo su Lucio. Ma da quel momento in poi il Palermo ha cominciato a dare senso alla sua partita e a muovere l’attacco di classe che si ritrova e disposto a triangolo – Pastore dietro Miccoli e Cavani – né più né meno come l’Inter. La differenza è che mentre l’attacco dell’Inter è di sostanza e di potenza, quello del Palermo è tutto dribblatori. Tanto che Miccoli con una piroetta e un assist di sinistro ha servito Cavani che a corridoio lasciato libero da Lucio ha infilato dentro di destro uno 1-1 molto bello per esecuzione. Da quel momento in poi il Palermo ha preso fiducia e nel secondo tempo ha avuto con Miccoli, Pastore e Cavani, persino più occasioni degli altri. Il furbo Mou si è reso conto una volta di più che il calcio italiano è infido: puoi sorprendere Ancelotti, però ti capita pure di vedere un Delio Rossi uscire felicissimo dal campo a pugni alzati”.

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