Premier League e calciomercato: ecco cosa cambierà con la Brexit

Premier League e calciomercato: ecco cosa cambierà con la Brexit

Dopo la vittoria del “Leave” nel referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Europa, in futuro possono cambiare gli scenari di mercato in Premier League.

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È il giorno della Brexit. Dopo la vittoria del “Leave” al referendum, la Gran Bretagna si prepara ad uscire dall’Unione Europea.

Le conseguenze ci saranno, è chiaro, ma saranno certamente graduali. E i cambiamenti interesseranno anche la Premier League.

Nei giorni scorsi, l’amministratore delegato del massimo campionato inglese – Richard Scudamore – si era dichiarato a favore del “Remain”, temendo vere e proprie ripercussioni negative sul torneo. Preoccupazioni fondate, considerato il crollo (prevedibile) odierno della sterlina. Tutto questo, per i club di Premier League, potrebbe voler dire un aumento secco di circa il 20% del prezzo dei calciatori targati UE. Ma non solo. L’esito del referendum potrebbe anche costringere i club inglesi a revocare i contratti di circa 400 giocatori che militano nei campionati britannici; calciatori che non potranno beneficiare più del principio della libera circolazione dei lavoratori con passaporto europeo. Le società in questione, insomma, dovrebbero rispettare prossimamente le norme sull’immigrazione; norme che avrebbero vietato a giocatori del calibro di Payet, Kanté o Martial il permesso di soggiorno. Sì, perché le norme attuali prevedono che i giocatori extracomunitari per ottenere un permesso di lavoro devono aver giocato tra il 30% e il 75% delle partite con la propria Nazionale negli ultimi due anni, a seconda della loro posizione nel ranking della FIFA. Problematiche simili si presenterebbero anche per quelle squadre di club in cui militano giocatori britannici, come nel caso di Gareth Bale con il Real Madrid.

Uno scenario che resta comunque in divenire, perché allo stato attuale non si ha ancora alcuna certezza sul mantenimento o meno dello status quo.

Il punto cruciale della Brexit, per quanto concerne il calcio o lo sport in generale, riguarderebbe i giovani tra i 16 e i 18 anni. Giovani che non potrebbero più essere ingaggiati dalle squadre inglesi, così come fatto finora da club quali Manchester United e Arsenal. L’articolo 19 della Fifa, infatti, vieta i trasferimenti internazionali di giocatori di età inferiore ai 18 anni. Non si applica, però, per quei calciatori che vengono trasferiti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo (SEE).

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