PENSIERI E PAROLE IN LIBERTA Le strane scelte di Marcello Lippi

PENSIERI E PAROLE IN LIBERTA Le strane scelte di Marcello Lippi

Forse lo è sempre stato, anche da giocatore e sicuramente lo era già ai tempi della Juve di Moggi, Giraudo e Bettega, ma lo è diventato “ufficialmente” la notte in cui,.

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Forse lo è sempre stato, anche da giocatore e sicuramente lo era già ai tempi della Juve di Moggi, Giraudo e Bettega, ma lo è diventato “ufficialmente” la notte in cui, assieme ai suoi magnifici “azzurri”, nel 2006 ha conquistato la Coppa del Mondo. Ci è nato; poi c’è cresciuto , durante tutto il periodo juventino (appunto) ed infine, vinta la coppa del Mondo in Germania, il titolo gli è stato universalmente riconosciuto: Marcello Lippi, santone del calcio italiano e… buonanotte ai suonatori! Ed in qualità di santone Lippi si permette tutto quello che vuole ed usa la Federazione Italiana Gioco Calcio come il salotto di casa sua: vi entra e ne esce quando gli pare. Dopo la notte magica di Berlino, si dimette, salvo rientrare, dopo il fallimento di Donadoni agli “Europei” del 2008. Esagerato? Non direi e tenterò di spiegare perché. Lippi convoca gente (con tutto il rispetto) come Bocchetti, Maggio, Bonucci e Pepe e lascia a casa autentici campioni come Cassano e Balotelli, per non parlare di Miccoli, protagonista di un campionato a dir poco strepitoso e mai considerato dal CT, neppure per una convocazione di… straforo. E meno male che il “Romario del Salento” alla fine si è infortunato se no vedi le polemiche che la sua inspiegabile esclusione avrebbe sollevato. Ma non s’è fermato qui il prode CT azzurro perché, dopo aver convocato (bontà sua) i due rosanero Sirigu e Cassani, pur dilaniato dai dubbi, all’ultimo momento li ha rispediti a casa per garantire il posto ai già citati, Bocchetti, Maggio, Bonucci e Pepe, per non parlare dei “senatori” ormai alla frutta come Cannavaro, Camoranesi e Zambrotta, tutti e tre reduci da un campionato da dimenticare. Ma Lippi può fare tutto ed il contrario di tutto… perché lui può! E se qualcuno, della stampa o comunque tra gli addetti ai lavori, osa criticarlo lui gli mette subito il broncio, ma si guarda bene dal dare spiegazioni, lui non ne dà… perché lui può! Io amo due squadre, le amo senza riserve senza “se” e senza “ma”, ovvero malgrado tutti i “se” e tutti i “ma” del mondo. Le amo fino all’ultimo respiro. Sono il Palermo e la Nazionale. Tutto il resto per me – calcisticamente e non – è noia. Ebbene, Lippi col fatto che “lui può”, ha posto in serio rischio la mia passione “azzurra” perché mandar via uno come Mattia Cassani, protagonista da un paio d’anni di stupendi campionati, per tenersi uno come Bocchetti (sempre con tutto il rispetto) con la scusa che è più duttile, non mi “cala” per niente, mi resta fermo sul groppone. E mi monta su, fino alla cervice, una rabbia che non vi dico. E non parlo solo perché l’uno (Cassani) è un giocatore del “mio” Palermo e l’altro (Bocchetti) gioca in quel Genoa, che, pareggiando coi rosanero al 95’ in pratica tolse loro il diritto ai preliminari di Champions. Credetemi, non lo dico per questo o, almeno, non solo per questo. Ma lo dico perché Lippi, per una volta così “buono” da spiegare a noi comuni mortali della stampa le sue scelte, ha giustificato quella di Cassani per Bocchetti, dicendo che quest’ultimo è più duttile e può, quindi, ricoprire più ruoli. Ma come si può? Mi domando e dico: Bocchetti più duttile, lui che gioca da sempre da centrale in una difesa a tre, quella del Genoa, tant’è vero che quando si infortuna o viene squalificato il titolare della fascia – che è Criscito – Gasperini lo sostituisce con chiunque ma mai con Bocchetti. Cassani, almeno, fa l’esterno di difesa, gioca sia a destra che a sinistra; due ruoli, insomma, li copre e alla grande, proprio là dove, oltre a Zambrotta, Criscito e Maggio ( che difensore non è, semmai un’ala) Lippi non ha alternative! Sarebbe stato più serio avesse detto la verità e cioè che Bocchetti, Bonucci e Pepe sono in procinto di passare alla Juve e quindi… Già, la verità: che è quella che ha spifferato alla stampa, di destra e di sinistra, del nord e del sud, insomma a tutti, quel solito ciarliero senza freni che è Zamparini. Che, più o meno, ha detto : “Il Palermo politicamente conta ben poco, ecco perché Cassani è stato rimandato a casa!” E poi ha aggiunto, rivolto al suo giocatore: “Mattia, sta’ su, ché l’anno prossimo Prandelli ti restituirà il maltolto. E pure con gli interessi!”. Magari Zamparini esagera nei modi e nell’uso spregiudicato di aggettivi e… avverbi (“politicamente”), ma come dargli torto? Il Palermo viene ignorato dal CT malgrado il grande campionato disputato e la Champions svanita, solo sul filo di lana, anche perché un arbitro “monitorato” come il mondiale Rosetti ferma Hernandez, solo davanti al gol, per un fuorigioco inesistente, a due minuti dal 90’. E poi, che seccatura dev’essere questo Zamparini per i “padroni” del pallone col fatto che parla sempre, che parla a vanvera, che non si adatta al potere, che non subisce, che non china la testa, che dice sempre quello che pensa. Ma come osa? E dalli, dunque, al fedifrago! Come? Ignorando i suoi giocatori, anche dopo un campionato eccellente, come Nocerino, Balzaretti, Migliaccio: mai convocati, mai degnati d’attenzione, forse mai neppure visionati. Come se non esistessero ed invece esistono, solo che giocano nella squadra sbagliata.

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