PALERMO, UN TEMPO PER DOMARE IL BARI. E ADESSO IL MILAN

PALERMO, UN TEMPO PER DOMARE IL BARI. E ADESSO IL MILAN

Di Fabio Corrao Che quella contro il Bari non fosse la partita della vita per il Palermo lo si sapeva già ampiamente, in quanto tutto lambiente rosanero è già da giorni.

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Di Fabio Corrao Che quella contro il Bari non fosse la partita della vita per il Palermo lo si sapeva già ampiamente, in quanto tutto lambiente rosanero è già da giorni caricato a pallettoni per la sfida di martedì sera al Milan. Se a ciò si aggiungono le scarse motivazioni di classifica e la formazione quantomeno sperimentale messa in campo da Delio Rossi, si può ben capire come i rosanero siano entrati in campo a dir poco distratti, messi sotto scacco dallorgoglio dei pugliesi, che hanno una volta di più dimostrato di non essere la peggiore squadra di serie A per distacco, come graduatoria e verdetti suggerirebbero. Ma, come sera detto, arrivare agli appuntamenti importanti con delle sconfitte sulle spalle non giova, anzi; al culmine di una annata travagliata in cui momenti di grande calcio si sono alternati a lunghi periodi di incertezza sconcertante, cera il rischio che al gran galà che andrà in onda martedì sera al Barbera il Palermo ci arrivasse con delle inutili scorie nervose non necessarie. E proprio per questo il tecnico del Palermo ha sbraitato come se in palio ci fosse un posto in Champions, ottenend o finalmente una reazione dai suoi che hanno poi vinto abbastanza serenamente la gara, mettendo in evidenza il notevole gap tecnico tra le due compagini. In prospettiva Milan non sono tantissimi i suggerimenti che si sono potuti ricavare dal match contro i galletti. Di sicuro cè un Ilicic ritrovato, che quando è entrato in campo ha ribaltato la partita; Sirigu, dopo unincertezza iniziale, ha sfoderato un paio di parate davvero notevoli, una al limite del miracoloso. In avanti Pinilla si è mosso discretamente, mentre Fabrizio Miccoli, autore del gol del pareggio, ha sbagliato in modo clamoroso il rigore del 3-1 ed è apparso contrariato, quasi indispettito, non si capisce nei confronti di chi e di cosa: il capitano è un giocatore fondamentale di questa squadra, e qualunque sia il turbamento che lo affligge bisogna chiarirlo e ricucirlo in grande fretta. Questa gara, che non passerà agli annali del calcio a Palermo, ha però segnato un ritorno in campo dal gusto speciale. Dopo più di due anni è tornato alla sua vita, cioè al campo, Moris Carrozzieri, accolto da unovazione del pubblico, che è sempre rimasto legato al gigante di Giulianova. Questuomo ha commesso una sciocchezza nel clou della sua carriera, quando gli si stavano aprendo le porte della Nazionale. Ha pagato giustamente, ma forse più duramente di tanti altri; non ha visto il campo per ventiquattro mesi, non ha nemmeno potuto allenarsi con i compagni, ma ha lottato e oggi ha vinto la battaglia contro se stesso. La miglior musica per accompagnare il Palermo nella storica notte del 10 maggio è proprio questa. Bentornato, Moris.

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