PALERMO RAGGIUNTO NEL FINALE BUON PRIMO TEMPO DEI ROSANERO, CHE SUBISCONO IL RITORNO DELLUDINESE FINO AL PARI DI TORJE A SEI DALLA FINE

PALERMO RAGGIUNTO NEL FINALE BUON PRIMO TEMPO DEI ROSANERO, CHE SUBISCONO IL RITORNO DELLUDINESE FINO AL PARI DI TORJE A SEI DALLA FINE

di Fabio Corrao Pochi minuti hanno separato il Palermo dal ritorno alla vittoria che manca ormai da troppo tempo. Il gol dellUdinese a sei minuti dal termine è stato tutto sommato meritato.

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di Fabio Corrao Pochi minuti hanno separato il Palermo dal ritorno alla vittoria che manca ormai da troppo tempo. Il gol dellUdinese a sei minuti dal termine è stato tutto sommato meritato per la pressione che gli uomini di Guidolin hanno esercitato costantemente per tutta la ripresa, contro un avversario fin troppo attento a difendere e rinunciatario ai limiti del masochismo. Il sabato notte del consueto Barbera degli ultimi tempi, semivuoto e quasi indifferente, comincia sotto una pioggia leggera e fitta, e nemmeno il ricordo dellonta dello scorso anno anima più di tanto gli spalti. Mutti opta, come già fatto a Lecce, per uno schieramento quasi omologo a quello dei friulani, con la conferma di Labrin e linserimento a sorpresa dellottimo esordiente assoluto Milanovic, ragazzo che ha sciorinato una sicurezza e un senso della posizione che lasciano ben sperare. Altra mossa studiata e azzeccata, almeno inizialmente, dal tecnico bergamasco, è lavanzamento di Barreto nel ruolo di guastatore e finto trequartista, un po alla Perrotta nella Roma di Spalletti, o per chi ha memoria più lunga come Mutarelli nel Palermo di qualche anno fa. Nel primo tempo è quasi solo Palermo. I bianconeri fanno girare la palla ma non trovano mai la profondità, mentre i rosanero aggrediscono con cattiveria e si rendono pericolosi più volte fino a trovare il gol del vantaggio. E nella ripresa che qualcosa non gira a dovere, perché il doppio cambio operato da Guidolin su entrambe le fasce, con Pereyra e Armero in luogo degli spenti Pasquale e Basta fa cambiare passo ai friulani, che assediano il fortino rosanero fino al gol del pareggio finale. Questa fase della gara offre diversi spunti. Mutti non ha saputo leggere con sufficiente tempismo la difficoltà in cui era entrata la sua squadra, e quando ha operato il primo cambio ha tolto un volenteroso e positivo Hernandez per fare entrare un Ilicic assolutamente irritante. Lo sloveno è ormai oggetto di studio: sbaglia le prime giocate in modo quasi insultante, viene ripreso dai compagni a più riprese, ma quando riesce finalmente in una grande giocata pensa bene, solo davanti ad Handanovic, di andare per le terre prendendosi un meritatissimo cartellino giallo. Quello che ci si chiede è se un calciatore che vive un tale momento di fragilità emotiva sia attualmente utile per le sorti di una squadra annaspante e in evidente crisi di risultati. E troppo facile, col senno del poi, dire che sarebbe stata più utile la prestanza di un Budan in grado di far salire la squadra, o di un Vazquez sapiente gestore di palloni a metà campo, ma è lallenatore che segue i suoi calciatori durante la settimana. Ci si avvia verso un finale di stagione triste, sottile e fine come la pioggia che ha battuto Palermo in questo sabato sera primaverile. Il pareggio con lUdinese è un risultato da non buttar via, in questo momento storico, avvicina di un altro passetto la fatidica quota quaranta, ha offerto anche delle indicazioni incoraggianti e delle conferme di livello, ma quello che ci si attendeva da questo Palermo probabilmente era ben altro che la pura sopravvivenza. E certo che non basteranno i semplici due innesti annunciati dal presidente per far fare il salto di qualità ad una squadra che si attesta sui canoni di una dignitosa mediocrità.

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