PALERMO, PASSO INDIETROI ROSANERO CADONO A BERGAMO SENZA MAI TIRARE IN PORTA

PALERMO, PASSO INDIETROI ROSANERO CADONO A BERGAMO SENZA MAI TIRARE IN PORTA

di Fabio Corrao Viaggio sulle stelle andata e ritorno in una sola settimana. Dopo la scintillante vittoria del Barbera contro lInter, il Palermo cade a Bergamo, per la quinta volta su cinque gare.

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di Fabio Corrao Viaggio sulle stelle andata e ritorno in una sola settimana. Dopo la scintillante vittoria del Barbera contro lInter, il Palermo cade a Bergamo, per la quinta volta su cinque gare giocate alle 12,30. Parlare di cabala, però, avrebbe poco senso. Verrebbe da dire che i rosanero la sconfitta se la sono cercata, contro un avversario agguerrito ma apparso per niente irresistibile. Il quadro delle conclusioni verso la porta di Consigli è desolante quanto eloquente: zero. Colpa delle punte, certo, ma anche colpa del resto della squadra, che ha giocato in modo confuso e non le ha mai messe in condizione di far male. Il campo pesante è un alibi solo parziale. E vero che in genere favorisce la compagine meno tecnica, ma quando De Marco interrompe la gara i rosanero sono sotto già da un pezzo e fin lì non hanno fatto nulla di concreto per recuperare. La squadra è apparsa fin dallinizio in difficoltà, in special modo sulle corsie esterne, e quando lAtalanta ha fatto gol nel minuto in cui i rosa erano in dieci in attesa di accertare le condizioni di Alvarez, la gara è sembrata segnata. Un simbolo di questa sconfitta potrebbe essere Josip Ilicic. Il calciatore sloveno è lontano perfino dalla copia sbiadita del giocatore che era nello scorso campionato. Non gli riesce mai una giocata, non salta mai luomo, non trova mai lo specchio della porta, calcia angoli e punizioni in modo inguardabile. E una risorsa che in qualche modo va recuperata, perché il vero Ilicic è un gran bel giocatore, ma questo serve davvero pochino alla causa. Il ritorno sulla terra, o sarebbe forse meglio dire sullacqua, non è necessariamente un male. E storia antica che quando questa squadra finisce sotto i riflettori sbaglia lapproccio alla gara successiva. Cambia il tecnico, cambiano i calciatori, ma il risultato è sempre quello, come esistesse un DNA, una identità indipendente e autonoma che veste rosanero e si chiama Palermo. Certo, questa non era diventata una squadra da Champions domenica scorsa, e allo stesso modo non diventa una squadra da lotta per la salvezza dopo Bergamo. E una buona squadra, con tanti calciatori nuovi, in particolare qualcuno da svezzare in fretta alla serie A, come Pisano o lo stesso Tzorvas. Mister Mangia non ha fatto altro che riproporre il copione vincente, come era logico che fosse, solo che questa volta i suoi non sono partiti a mille e non hanno aggredito fino a casa loro gli avversari. Ecco, il problema atavico sta lì, ed è di mentalità. In un campionato ogni partita vale tre punti, e i tre punti devono essere lo stimolo, non il nome dellavversario, perché Atalanta e Inter hanno lo stesso peso specifico, la stessa incidenza sulla classifica. Prima che sugli schemi, bisognerebbe lavorare una volta e per tutte seriamente su questo aspetto.

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