PALERMO: nel bilancio spunta paura della Serie B

PALERMO: nel bilancio spunta paura della Serie B

Mediagol.it vi propone larticolo pubblicato oggi da Repubblica sul bilancio del Palermo Calcio. Nellarticolo si evidenzia come nelle ultime relazioni dei bilanci venga contemplata lidea di.

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Mediagol.it vi propone larticolo pubblicato oggi da Repubblica sul bilancio del Palermo Calcio. Nellarticolo si evidenzia come nelle ultime relazioni dei bilanci venga contemplata lidea di retrocedere. Ecco il pezzo di Valerio Tripi nella sua versione integrale: Un piano operativo nella malaugurata ipotesi di una retrocessione in serie B. È quanto ormai da due anni il presidente del Palermo Maurizio Zamparini inserisce nella sua relazione sull’andamento di gestione al consiglio di amministrazione in occasione dell’approvazione del bilancio. Nella riunione del cda del 27 settembre scorso alla voce “Informazioni relative ai rischi e alle incertezze” si parla di politiche «attuate per ridurne al minimo le eventuali conseguenze». «La retrocessione in serie B — si legge tra i verbali della riunione — rappresenta il fattore di rischio finanziario principale. La forte contrazione dei ricavi che ne deriva è in grado di generare potenziale tensione finanziaria in ogni club. Le risorse per fronteggiare tale eventualità si potranno recuperare dalla commercializzazione dei diritti alle prestazioni sportive di alcuni dei giovani talenti di cui è ricca la rosa della prima squadra». In parole povere, in caso di retrocessione, finirebbero sul mercato i pezzi migliori della rosa. Parole che sembrano in contrasto con quanto dichiarato in questi giorni da Zamparini: «In caso di retrocessione perderemmo valore — ha detto lunedì — ma non farei nessuna smobilitazione ». Ma se il piano previsto in caso di retrocessione è ricorrente già nelle relazioni degli ultimi due bilanci, è un’altra dichiarazione a fare capire che la situazione sia peggiorata rispetto al passato. Alla voce “Evoluzione prevedibile della gestione”, nel bilancio approvato il 27 ottobre 2011 si scriveva che «l’esercizio non sarà caratterizzato da eventi particolarmente rilevanti», in quello approvato nel settembre scorso invece le cose suonano in modo diverso. «Il consistente incremento del patrimonio calciatori — si legge — ha creato per l’esercizio 2012/2013 un maggior fabbisogno finanziario. La società si sta già attivando per ottimizzare le risorse esistenti e reperire nuovi finanziamenti anche presso terzi investitori. L’obiettivo del Palermo è anche quello di ridurre la rosa dei calciatori, così da contenere i costi per gli stipendi con immediato riflesso positivo sulla situazione finanziaria». Un fabbisogno economico crescente che però cozza con le ultime delibere che riguardano i compensi per il cda. Il nuovo consiglio insediato il primo l luglio del 2011, che era formato da otto membri, si è attribuito uno stipendio da 111 mila euro lordi complessivi. Nella riunione del 27 settembre 2012, a fronte della riduzione del consiglio a sette persone e l’ingresso tra i membri dell’amministratore delegato Pietro Lo Monaco, si è deliberato di aumentare il compenso a 375 mila euro netti per l’esercizio 2012/2013 e a 500 mila euro netti per gli esercizi successivi. Incongruenze che possono avere alimentato le voci relative a quello che ormai lo stesso presidente definisce complotto Zamparini-Lo Monaco. «Vorrei chiarire una cosa — precisa in proposito Lo Monaco — non ho preso soldi, né tantomeno comprato il dieci per cento del club. Avrei potuto comprarlo nel tempo, cosa che non ho mai ratificato. Questa volontà di diventare il proprietario del Palermo non c’è mai stata. Ho letto dell’obiettivo di mandare la squadra in B per poi acquistarla a due soldi. È demenziale e fuori luogo, in 40 anni di calcio non sono mai retrocesso ed ero sicuro che non lo avrei fatto nemmeno stavolta».

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