PALERMO-INTER: le pagelle di Mediagol

PALERMO-INTER: le pagelle di Mediagol

voti di Francesco Graffagnini PALERMO SIRIGU 6 Match che non comincia nel migliore dei modi per l’estremo difensore rosanero che viene battuto da Milito con un rigore centrale al 10’..

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voti di Francesco Graffagnini PALERMO SIRIGU 6 Match che non comincia nel migliore dei modi per l’estremo difensore rosanero che viene battuto da Milito con un rigore centrale al 10’. Successivamente l’Inter non lo impegna mai direttamente: le conclusioni dei meneghini, infatti, terminano sempre fuori dallo specchio della sua porta e il portiere sardo deve solo disimpegnarsi in alcune uscite, in cui palesa la solita sicurezza. Per lui poco lavoro anche nella ripresa, durante la quale deve intervenire solo su un tiro al volo, non fortissimo e centrale, di Maicon, figlio di una respinta di testa di Balzaretti. In definitiva, nonostante i pezzi da novanta dell’attacco della compagine di Mourinho, una serata in linea di massima tranquilla. ATTENTO CASSANI 6- Il terzino destro del Palermo inizia con qualche errore in appoggio: l’impressione è, infatti, che sbagli la misura di troppi passaggi, evento abbastanza insolito, considerando i suoi standard. Dalle sue parti, inoltre, agisce il recuperato Santon, che cresce con il passare dei minuti. Il giovane terzino nerazzurro pian piano gli prende le misure e arriva anche al cross, dopo una discesa prepotente, negli ultimi minuti della prima frazione di gioco. L’apporto di Cassani, comunque, cresce nel secondo tempo, quando le sue discese in avanti diventano più continue e mettono in difficoltà Zanetti, retrocesso da Mou in difesa dopo il cambio Santon-Motta. Tra i nei della sua partita un mancato intervento di testa, che libera Eto’o all’alba della seconda frazione di gioco. A SPRAZZI BALZARETTI 6,5 Sul suo out di competenza imperversa Maicon, uno dei terzini più forti e veloci al mondo in questo momento: l’esterno difensivo rosanero, quindi, deve limitare i suoi raid in avanti, privilegiando il mantenimento della posizione in difesa. Proprio in fase di copertura Balzaretti si esibisce in una pronta e decisiva respinta in scivolata all’8’, mettendo in angolo. Venti minuti dopo arriva anche il bis sul giocatore brasiliano, fermato mentre cercava di incunearsi in area. Stesso leit-motiv nei secondi quarantacinque minuti: è autore di alcuni importanti recuperi e si spinge anche in avanti, costituendo un’importante alternativa per lo sviluppo della manovra corale palermitana. In definitiva non riesce a soccombere contro un avversario in giornata, con cui ingaggia una lotta rude, ma sempre all’insegna del fair-play. TRENO KJAER 6+ Come il compagno, ha un avversario di grande rango da fronteggiare: il camerunese Eto’o, che nonostante non incida sul risultato nei novanta minuti, come successo a Londra, contro il Chelsea martedì, sembra particolarmente vispo e ispirato. Il giovane danese limita l’attaccante africano in buona parte delle occasioni in cui i due si trovano uno di fronte all’altro: il primo anticipo dello scandinavo arriva, di testa, già al 4’. Successivamente Kjaer interviene di forza con giusto tempismo anche sull’altro attaccante interista Milito. Al 70’, però, Eto’o lo ubriaca con un paio di finte, ma il cross del nerazzurro viene deviato da Cavani in corner. Colpisce, comunque, la sicurezza dei suoi interventi, che appaiono sempre decisi e puliti in una serata non iniziata nel migliore dei modi dal compagno di reparto Bovo. SICURO BOVO 5,5 Inizio-choc per il centrale romano che prima atterra Lucio in piena area di rigore, provocando il rigore dell’1-0 di Milito e la conseguente ammonizione e poi falcia da dietro lo stesso “Principe”, rischiando una prematura espulsione da parte di Damato, che gli dice chiaramente che da allora in poi non farà più sconti. Nei primi minuti l’argentino sembra sfuggirgli da tutte le parti: in seguito la situazione migliora sia per una spinta dell’Inter che pian piano cala, sia perché Bovo prende le misure e pare entrare, finalmente, in partita. In particolare vive nella ripresa i momenti migliori del suo match e la sensazione è che si riscatti seppur parzialmente: limita gli interventi fallosi e mette un paio di pezze in alcune situazioni, facendosi trovare pronto in occasione di una serie di traversoni nerazzurri. IN RIPRESA NOCERINO 6+ Parte così così alla ricerca della posizione giusta in un centrocampo, orfano dell’infortunato Liverani e rivoluzionato un paio di volte da Delio Rossi durante tutto l’arco del match. Il giocatore campano cresce di minuto in minuto e si segnala soprattutto nel lavoro di interdizione: il suo contributo in avanti, infatti, appare ridotto rispetto alle ultime apparizioni. Anche se c’è da dire che anche stavolta arriva alla conclusione, ma spedisce fuori al minuto numero 29. Precedentemente si era fatto notare per un efficace palleggio sull’argentino Cambiasso. Nella ripresa corre tantissimo, facendo molto lavoro oscuro nell’opera di limitazione della manovra offensiva ospite. GRINTOSO MIGLIACCIO 6,5 Ritorna in campo dopo che la sua assenza si era fatta sentire nella precedente gara del “Friuli” contro l’Udinese. Già dopo una manciata di secondi dall’inizio mostra le sue innate doti da combattente, vincendo un contrasto su Sneijder. Successivamente il suo ardore agonistico appare fondamentale nel lavoro di recupero a centrocampo: si vede, però, poche volte in fase di costruzione, a causa della prudente disposizione tattica del Palermo, propenso ad attendere l’Inter per affondare in contropiede, soprattutto nella ripresa. Al 57’ è prodigioso un suo intervento in scivolata su Santon. Finisce la gara, così come l’aveva iniziata: lottando su ogni pallone e ringhiando sull’esperto Zanetti, anch’esso superato di forza vicino all’out destro rosa, negli ultimi istanti del match. GLADIATORE SIMPLICIO 6+ A differenza di quanto si poteva presumere all’inizio, il centrocampista brasiliano non è impiegato nelle vesti di play-maker come vice-Liverani, ma agisce prevalentemente nel centro-sinistra, dal lato di Balzaretti. Come i suoi compagni di reparto sembra più proiettato a contenere piuttosto che a costruire: un impegno diverso rispetto alla sua natura di giocatore offensivo. Simplicio, però, non demerita, arriva senza fortuna alla conclusione al 27’ (tiro fuori) e si rende protagonista di un buon paio di recuperi. Resta, inoltre, a terra in un paio di circostanze fino alla sostituzione per infortunio, quando è costretto ad abbandonare il campo in seguito a un generoso intervento su Lucio in scivolata, che non gli era riuscito. STOICO PASTORE 6+ Come altri giocatori del Palermo sembra stentare a trovare una posizione e il giusto passo nei primi minuti dell’incontro. “El Flaco”, inoltre, pare anche patire qualche scoria del recente infortunio, che lo ha fatto rendere a mezzo servizio (per solo un tempo) contro l’Udinese. L’argentino è il primo a concludere verso la porta di Julio Cesar, al 14’ e si ripete anche al 31’. Nella prima occasione con una conclusione alta da fuori area e nella seconda con un tiro debole da posizione defilata sulla destra. Al 37’ arriva la prima giocata di “classe”: un dribbling su Lucio a centrocampo, con cui manda fuori tempo il centrale brasiliano. Al 45’, infine, respinge a parti invertite sul sudamericano, che si guadagna l’ammonizione poco dopo proprio per un fallo sul numero sei rosa. Nella ripresa gli spazi si moltiplicano, ma affiora anche una stanchezza generale, Pastore però riesce ugualmente a essere protagonista con uno spunto da urlo vicino all’out destro tra Stankovic e Santon. GENIALE MICCOLI 6+ Se Pastore è il primo a rendersi pericoloso, il “Romario del Salento” è l’ultimo: è suo l’ultimo tiro del Palermo, direttamente su punizione, che viene respinto da Julio Cesar al 91’. Stavolta Miccoli gioca tutta la gara, impreziosita proprio dal suo assist per Cavani che vale l’1-1 al 23’ (il binomio vincente non viene replicato al 50’ quando l’uruguaiano mette fuori). Tra le occasioni di cui si rende artefice, anche un tiro terminato a lato da buona posizione al 40’. In generale, comunque, il numero 10 rosa sembra reattivo, anche se non trova la zampata vincente, così come successo contro le altre “big”, in questa stagione. Appare invece migliorabile la misura di alcuni suoi calci piazzati nel finale. ASSIST-MAN CAVANI 6,5 Dopo la “magia” di Udine l’attaccante uruguaiano va nuovamente in rete, con una marcatura pesante, che porta il Palermo sul pari, dopo un inizio in salita. Come sempre colpisce la generosità del “Matador”, che sovente si ritrova dalle parti di Balzaretti in copertura sul rapido Maicon, su cui raddoppia efficacemente in un paio di frangenti (in particolare al 44’). Al 50’ va vicino al bis di testa, su un cross di Miccoli, deviato leggermente da Samuel, che lo manda fuori tempo. Successivamente spreca letteralmente tre ripartenze per un egoismo che appare eccessivo: al 70’ manda alto, con tre compagni liberi al centro; al 78’ mette fuori, dopo aver saltato Cambiasso e all’84’ è sfortunato quando incespica sullo stesso Samuel, che scivola a terra proprio dal lato in cui si era diretto, in dribbling, il numero 7 della squadra di Rossi. In definitiva consueti pregi e difetti. CROCE E DELIZIA BERTOLO 6,5 (entrato al posto di Simplicio) La saggezza tattica di Simplicio era stata fondamentale, ma “El Cordobes”, subentrato proprio al brasiliano al 53’, in campo sembra metterci l’anima: recupera un numero impressionante di palloni e non ne aggancia uno pericolosissimo su un pregevole spunto di Pastore, dopo appena due giri di lancette dal suo ingresso sul terreno di gioco. Al 58’ Maicon lo sgambetta e viene ammonito. Colpisce, in generale, la sua volontà e la sua vitalità sul centro-sinistra, favorita anche da una freschezza atletica, frutto di un impiego non altissimo fino a questo punto della stagione. La sensazione è che la grinta del sudamericano potrebbe essere un’ulteriore arma in più per il reparto nevralgico del campo palermitano nelle prossime ravvicinate uscite. INDEMONIATO HERNANDEZ S.V. (entrato al posto di Cavani) Manciata di minuti per la “Joya”, che rileva il connazionale Cavani a pochi istanti dal termine: per lui solo un’impressionante progressione in contropiede che, però, non sortisce alcun effetto sul risultato. NON GIUDICABILE All.Rossi 6+ Sente molto il match, cruciale per la lotta per il quarto posto: il suo Palermo, alla fine, guadagna un punto al termine di una gara attenta, caratterizzata da una disposizione tattica prudente e saggia contro un’Inter in grande spolvero dopo la vittoria in Champions League contro il Chelsea. Tra le note liete della serata, iniziata per altro non in maniera eccelsa per il fallo di Bovo su Lucio, la sensazione che sulla crescita di Pastore, che non spreca più un pallone, ci sia l’importante impronta dell’ex tecnico laziale, che vive la gara sempre in apnea, sino all’ultimo istante: alla fine dellincontro agita giustamente le mani come per una vittoria. In precedenza aveva deciso di non cambiare se non per forza maggiore (infortunio di Simplicio), anche quando Mourinho aveva osato il tridente con l’innesto di Pandev. Alla sua esperienza va affidata la vitale gestione fisica e mentale della squadra che già mercoledì si troverà di nuovo il campo contro il Genoa. INTER Julio Cesar 6+; Maicon 6,5, Lucio 6+, Samuel 6, Santon 6+ (dal 20 s.t. T.Motta 6); J. Zanetti 6, Cambiasso 6-, Stankovic 5,5 (dal 20 s.t. Pandev 6)); Sneijder 5,5; Etoo 6+, Milito 6,5. All.Mourinho 6 Arbitro: Damato 6 Conduce un match, in cui si susseguono infiniti contrasti duri ma leali, senza sbavature. Ci può stare l’assegnazione del rigore per l’evidente e ingenua trattenuta di Bovo su Lucio, anche se i due si strattonano vicendevolemente. Giusta, invece, la distribuzione dei cartellini. In particolare, nota di merito, ammonisce Samuel per un intervento a palla lontana sul lanciato Pastore: in precedenza era, però, apparso molto tollerante nei confronti del centrale argentino dell’Inter. Tra i pochi errori una mancata punizione non concessa per evidente fallo su Fabrizio Miccoli nel primo tempo.

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