PALERMO-GENOA: Le pagelle di Mediagol

PALERMO-GENOA: Le pagelle di Mediagol

voti di Francesco Graffagnini PALERMO SIRIGU 6,5 Il giovane estremo difensore del Palermo riesce a mantenere la propria porta inviolata dopo le 5 reti subite contro l’Inter e anche stavolta.

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voti di Francesco Graffagnini PALERMO SIRIGU 6,5 Il giovane estremo difensore del Palermo riesce a mantenere la propria porta inviolata dopo le 5 reti subite contro l’Inter e anche stavolta è protagonista di alcuni interventi decisivi. Nel primo tempo viene chiamato in causa al 36’, da un colpo di testa debole di Palladino, che deve limitarsi a bloccare, e un minuto dopo, quando esce di pugno in maniera un po’avventata, lasciando sguarnita la porta, non inquadrata da Mesto che mette sopra la traversa con un pallonetto. Si riscatta al 42’ con un doppio intervento prima su Palladino e poi su Marco Rossi. Nella ripresa risponde bene anche al subentrato Crespo: chiude bene il suo angolo al 65’ e riesce a deviare con la punta delle dita all 86’. PRONTO CASSANI 6 Dopo la grande prova di “San Siro” nel ruolo di centrocampista esterno, il terzino destro rosanero viene nuovamente schierato nella sua consueta posizione all’interno di una difesa a quattro. Cassani gioca una partita sufficiente, in cui deve innanzitutto coprire a causa delle proiezioni in avanti di avversari veloci come Mesto e Modesto. E costretto, quindi, a limitare le sortite offensive, privando le manovre in attacco del Palermo di un’importante alternativa. SUFFICIENTE BOVO 6 Al ritorno dalla squalifica, che gli ha precluso la partecipazione al match contro l’Inter, deve adattarsi nel ruolo di terzino sinistro, nelle vesti di vice-Balzaretti: come Cassani si segnala più per il lavoro in fase di copertura su Marco Rossi, Papastathopoulos e Palladino, quando l’attaccante genoano si allarga, piuttosto che per il suo contributo in termini di cross per le punte, in avanti. In definitiva riesce a limitare i danni e sfiora ancora una volta un gran gol con una potente conclusione da fuori area che finisce alta sopra la traversa a due minuti dalla fine dell’incontro: di conseguenza non perviene al bis, dopo l’eurogol siglato nell’ultima gara casalinga contro l’Udinese. ATTENTO KJAER 6,5 Il centrale danese torna ai suoi consueti standard elevati, dopo la prova non esaltante di giovedì scorso contro l’Inter: è attento e puntuale negli anticipi e fa valere la sua bravura soprattutto negli interventi aerei. Inoltre, è protagonista di molti lanci in avanti, caratterizzati da una percentuale di precisione abbastanza alta, e che risultano essere anche efficaci per sfruttare la velocità e i dribbling di Miccoli negli uno contro uno con i difensori del Grifone. Al 9’ riesce a mettere una pezza in una ripartenza originata da un dribbling vincente di Mesto su Cassani, al 32’ contrasta bene Papastathopoulos, mettendo in angolo di testa. In precedenza, al minuto numero 15 aveva cercato vanamente il tiro vincente con un tiro al volo finito fuori. Tra i pochi errori, una mancata chiusura su Crespo che lo salta nettamente all’86’ e poi arriva alla conclusione, deviata da Sirigu. PRECISO MIGLIACCIO 6+ Come Kjaer riscatta la notte di “San Siro” con una prova convincente e attenta: riesce a tenere a bada Floccari e Palladino che non risultano in giornata di grazia e limita i danni anche con Crespo, che però crea al pacchetto arretrato dei padroni di casa qualche difficoltà in più. Al 30’ sbaglia il tempo dell’intervento e, quindi, è autore di un errore su un controllo che appariva facile. All’ 83’ è fondamentale grazie a una deviazione al centro dell’area, con cui riesce a risolvere una situazione molto pericolosa, in seguito a un cross dalla sinistra. COMBATTENTE SIMPLICIO 6,5 Gioca ad intermittenza, alternando giocate belle esteticamente ed efficaci a momenti in cui sembra fuori dal vivo della manovra palermitana. I suoi primi minuti sono da incorniciare, più volte, infatti, il centrocampista brasiliano si segnala per alcuni precisi lanci e per l’ordine con cui fa partire le azioni della squadra, palesando delle doti degne del Liverani più ispirato. In particolare è da applausi l’apertura con cui lancia Miccoli a tu per tu con Scarpi al 14’. Al 23’, invece, tenta una “sforbiciata” su assist di testa di Cavani, ma non colpisce bene la sfera, cosicché non centra la porta. Il suo rendimento cala negli ultimi minuti del primo tempo e non è dei migliori fino alla fase centrale della ripresa: nel quarto d’ora finale, però, è tra i più intraprendenti e al 79’ rischia anche di andare in rete, ma Scarpi gli nega la gioia del gol. REGISTA NOCERINO 6- Inizia davvero bene, proponendosi spesso in avanti in virtù di alcune incursioni che mandano in confusione i difensori del Genoa, che vedono sbucare gli avversari da ogni parte. Dopo pochi secondi dall’inizio della partita, inoltre, è autore di un palleggio, con cui salta efficacemente Modesto. La sensazione, però, è che con il passare dei minuti perda smalto e produttività. Si limita, quindi, ad arginare i suoi avversari diretti, mantenendo la sua posizione, senza segnalarsi per la consueta caparbietà e grinta nei contrasti. FRENATO BRESCIANO 6- E’ forse l’unico giocatore rosanero che non partecipa con continuità all’assalto iniziale nell’area del Genoa. Cresce però alla distanza e al 33’ impegna Scarpi in angolo con una conclusione da fuori area. Nella ripresa appare stanco e finisce irrimediabilmente per calare: fa partire solo alcuni contropiedi e cerca di garantire il suo apporto in fase di interdizione, nel momento in cui sono gli ospiti a premere di più per raggiungere la vittoria. STANCO PASTORE 6- Anche il fantasista argentino è protagonista di una prova dai due volti: vivace nella prima frazione di gioco e senza sussulti nei minuti successivi. Al 4’ salta Milanetto con un pregevole tunnel, all’ 11’ apre bene per Miccoli, ma poi perde palla sul seguente rimpallo, al 26’ spreca un pericoloso contropiede, poiché perde troppo tempo e viene fermato dal regista genoano. Successivamente si lascia rubare qualche pallone di troppo e non risulta più incisivo: la sua gara termina al 61’ per la sostituzione con Hernandez. A DUE VELOCITA’ CAVANI 5 L’uruguaiano replica la prestazione non sufficiente di Milano: gioca troppo lontano dalla porta e quando arriva al tiro non è decisivo come lo era stato nelle prime gare di questa stagione. Al 2’, in realtà, va in rete, ma grazie ad un evidente fallo di mano, cosicché Brighi annulla la marcatura e lo ammonisce. Per il resto dei primi quarantacinque minuti non inquadra la porta, nella ripresa riesce nell’impresa con alcune conclusioni dalla distanza deboli che non impensieriscono Scarpi. L’ultima è datata 75’ e causa qualche mugugno tra il pubblico. Due minuti dopo lascia il campo per Budan. OPACO MICCOLI 6,5 E’ il più in palla dei suoi nella prima parte della gara. Salta un paio di volte gli avversari in corsa e cerca con insistenza la via della rete. Al 14’ dopo un invito magistrale di Simplicio, si allarga troppo per saltare Scarpi, che poi devia in corner la sua conclusione. Ci prova allora con un paio di calci piazzati, ma non risulta avere il “piede caldo” come in altre occasioni. Fa ammonire Papastathopoulos (28’) e Biava (52’), che devono ricorrere alle maniere forti per arginarlo. Al 39’ Brighi non fischia un rigore netto a suo favore per intervento del greco e al 92’ lo ammonisce per proteste, quando il “Romario del Salento”, esasperato, protesta per un mancato intervento dellarbitro in occasione di una scorrettezza netta nei suoi confronti ai limiti dellarea ospite. SGUSCIANTE HERNANDEZ 6,5 (entrato al posto di Pastore) L’uruguaiano subentra a Pastore al 16’ della ripresa. Tenta di sfruttare la sua velocità, ma viene chiuso efficacemente dai suoi avversari fino all’82’, quando, in seguito a un preciso lancio di Simplicio, si esibisce in una spettacolare rovesciata che finisce fuori non molto lontana dalla porta difesa da Scarpi. Cinque minuti dopo protegge bene la palla ai limiti dell’area, ma la sua conclusione è centrale e non crea alcun problema all’estremo difensore rossoblù. VIVACE BUDAN 6 (entrato al posto di Cavani) In campo per poco più di un quarto d’ora, considerando anche i cinque minuti di recupero finali. Il suo fisico e la sua altezza si fanno sentire in avanti: il croato, infatti, si segnala per alcuni palloni ben difesi e per un paio di interventi di testa con cui serve i compagni, dopo aver anticipato i difensori liguri. Budan, però, non riesce mai ad andare al tiro e a migliorare il suo score di reti realizzate. PREZIOSO All.Zenga 6 Dopo aver proposto in maniera positiva il 3-4-1-2 torna ad una difesa a quattro, a causa del perdurare dell assenza dellinfortunato Balzaretti e del ritorno di Bovo che gioca al posto dell’ex terzino della Fiorentina. L’unico demerito della sua squadra nel primo tempo è quello di non riuscire ad andare in rete: i rosanero, infatti, partono subito bene, mettendo in difficoltà il Genoa, che però riesce a non subire gol fino all’intervallo. Nella ripresa affiora la stanchezza e, quindi, nonostante l’inserimento della terza punta Hernandez e il cambio tra Cavani e Budan, non arriva la rete della vittoria e anzi il Palermo rischia di perdere immeritatamente. In particolare la sensazione è che ci sia la necessità di recuperare al più presto il numero 7 palermitano, il cui contributo in termini realizzativi sembra essere fondamentale. GENOA Scarpi 7; Papastathopoulos 6-, Biava 6-, Moretti 6, Bocchetti 6+; Rossi 6, Milanetto 6, Modesto 6+; Mesto 6,5 (30’ st Palacio s.v.), Floccari 5 (13’ st Crespo 6,5), Palladino 5 (13’ st Sculli 6-). All.Gasperini 6 Arbitro: Brighi 4 Risulta inspiegabile la decisione di negare il rigore a Miccoli al 39’: il direttore di gara prende decisamente un abbaglio e giudica fuori area il fallo subito dal numero dieci rosanero, nonostante si trovi a pochi passi. Successivamente ingaggia una sorta di duello con il “Romario del Salento”, giustamente innervosito da un provvedimento ingiusto: al 92’ arriva anche l’ammonizione, dopo un fallo ai limiti dellarea invertito e fischiato a favore al Genoa. Per il resto giuste le ammonizioni e, in generale, le altre scelte, ma l’errore è imperdonabile per la posizione favorevole da cui è chiamato a giudicare e per il fatto di aver quasi sicuramente cambiato una gara, che sarebbe potuta essere diversa con il Palermo, probabilmente forte di un gol di vantaggio allintervallo e in condizione di sfruttare al meglio gli spazi lasciati liberi dagli avversari nella ripresa.

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