PALERMO DI GASP COME LA FERRARI DI ALONSONON BASTA UN BRAVO PILOTA SE LAUTO NON VA

PALERMO DI GASP COME LA FERRARI DI ALONSONON BASTA UN BRAVO PILOTA SE LAUTO NON VA

di Mariano Calò Difficile dire quale dei due quesiti abbia origini più antiche. Da sempre nel mondo del calcio come in quello dellautomobilismo ci si interroga su come ripartire i.

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di Mariano Calò Difficile dire quale dei due quesiti abbia origini più antiche. Da sempre nel mondo del calcio come in quello dellautomobilismo ci si interroga su come ripartire i meriti e i demeriti tra le varie componenti. Se per le quattro ruote ci si chiede quanto conti la vettura e quanto il pilota, nel mondo del calcio quanto lallenatore incida sui risultati di una squadra. Solo due domeniche fa si è concluso il mondiale di Formula 1 2012, con la vittoria di Sebastian Vettel che ha ottenuto il titolo dopo una lunga lotta con Fernando Alonso. Lo spagnolo ci ha provato a spingere al massimo la sua monoposto, ha dato battaglia, ha colto qualche bel risultato, ma alla fine ha ceduto il passo al pilota con il mezzo migliore. Tra gli applausi, certo, ma ha perso. Il talento di Alonso risalta ancora di più se paragonato a quello del compagno di squadra, Felipe Massa, settimo in classifica generale e capace di salire soltanto due volte sul podio in tutta la stagione. Alonso ha spremuto fino al limite la sua vettura, ma alla fine dei giochi lobiettivo del mondiale è comunque sfumato. La Palermo del calcio sta vivendo una situazione simile. Si sapeva fin dallinizio della stagione che la rosa non sarebbe stata competitiva, eppure ci si è ostinati a conservare il gruppo che lanno precedente si era salvato a fatica. La società sperava che il pilota di turno riuscisse a sovvertire i pronostici, ma la partenza è stata disastrosa, così non potendo più potenziare il motore si è cambiato luomo alla guida. Da Sannino si è passati a Gasperini e dobbiamo dare atto alla società di aver scelto forse il numero uno sul mercato dei piloti-allenatori. I miglioramenti si sono visti, le gare sono diventate più avvincenti, ma alla fine anche il più pilota più bravo deve arrendersi quello con la macchina più veloce. E così, come alla fine Alonso è stato superato da Vettel, il Palermo ha perso con lInter, con la Juventus, con lAtalanta. Sempre di un gol, sempre rischiando di rimanere davanti, dimenandosi e combattendo, ma finendo puntualmente dietro. Il Palermo di oggi dà la sensazione di essere unautomobile spinta al massimo delle proprie possibilità, spesso anche oltre, proprio come la Ferrari di Alonso. Gasperini è stato bravissimo a dare un gioco a una squadre che però rimane troppo modesta per raggiungere lobiettivo di una salvezza tranquilla. Ci ha persino stupiti Gasperini per come ha saputo dare unidentità ad un gruppo che sembrava allo sbando. Ma la situazione di classifica è cambiata poco, il Palermo rimane in zona retrocessione e il calendario difficilissimo fa presagire pochi cambiamenti. E allora lunico rimedio è potenziare il motore quando sarà possibile, mettere dentro qualche nuova componente e sperare che le cose migliorino. Gennaio sarà un bivio cruciale per lesito del campionato. Pietro Lo Monaco ha fatto un po tutto nel mondo del calcio: giocatore, allenatore, patron, osservatore, amministratore delegato. Stavolta dovrà inventarsi addirittura meccanico e progettista per dare qualcosa in più ad un auto che ha mostrato di avere dei limiti evidenti. Non intervenire, o farlo marginalmente, significherebbe quasi certamente affondare in fondo al gruppo.

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