Mercato: la scheda di Riccardo Meggiorini, l’ex baby prodigio dell’Inter che si è fatto le ossa in Serie B

Mercato: la scheda di Riccardo Meggiorini, l’ex baby prodigio dell’Inter che si è fatto le ossa in Serie B

Sui campi della Serie A ha mosso i primi passi già nel 2004, era il 14 novembre e si giocava uno spumeggiante Cagliari-Inter finito 3-3. Roberto Mancini lo fece entrare per dare il cambio ad.

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Sui campi della Serie A ha mosso i primi passi già nel 2004, era il 14 novembre e si giocava uno spumeggiante Cagliari-Inter finito 3-3. Roberto Mancini lo fece entrare per dare il cambio ad un mostro sacro come Gabriel Batistuta, da allora Riccardo Meggiorini ha dovuto darsi da fare nelle categorie inferiori per riuscire a tornare nel palcoscenico che lo aveva visto esordire. Niente scorciatoie per lui, niente carriera subito al top come succede spesso ai giovani che hanno la fortuna di affermarsi nelle giovanili dei club più prestigiosi di Inghilterra o Spagna. In Italia funziona così, se si vuole sfondare qualche stagione tra C e B è d’obbligo. Per cominciare Meggiorini va in Liguria, dove ottiene 10 presenze e nessuna rete allo Spezia. Non un inizio indimenticabile in effetti, ma i problemi societari e le difficoltà di classifica non hanno certo aiutato un giovane come lui ad affermarsi. L’anno successivo va già meglio, gioca altre 10 partite e realizza i suoi primi 3 gol da professionista con la maglia del Cittadella. Sembra pronto a fare il salto di qualità, ma a Pavia le cose vanno male, si ritrova ancora a secco dopo un intero anno. Il giovane Meggiorini decide allora di tornare dove era riuscito ad esprimersi al meglio, a Padova, ancora col Cittadella. Finalmente le cose tornano a girare per il meglio: Meggiorini trova spazio, fiducia e una caterva di reti tra il 2006 e il 2009, 33 in 79 partite tra Serie C e Serie B. Soprattutto lultima annata tra i cadetti, quella 2008-09, è particolarmente proficua, 18 gol senza calci di rigore e lInter che decide di riscattare per intero il suo cartellino. La maglia nerazzurra però Meggiorini non la vestirà più. Quella stessa estate i campioni d’Italia lo girano al Genoa nelloperazione Milito-Thiago Motta, e a sua volta il Grifone cede la metà del suo cartellino al Bari. Con i galletti di Puglia l’attaccante fa il suo vero esordio in massima serie, dopo la fugace parentesi con l’Inter. Gli inizi sono certamente promettenti, va a segno nella terza giornata e poi ancora nella quinta. Poi rientra Barreto, inarrestabile nell’annata della promozione dei baresi, e Meggiorini perde spazio e minuti. Un infortunio al polpaccio poco prima delle vacanze natalizie gli da il colpo di grazia. Da quel momento Megggiorini non ha praticamente più giocato da titolare, ma la stagione 2009-10 si è comunque conclusa per lui con l’onorevole bottino di 5 reti in 28 match con la maglia dei pugliesi. Meggiorini è un attaccante moderno. Non ha il fisico del centravanti, ma si muove tantissimo, torna spesso a difendere e non si stanca davvero mai. La sua tecnica è più che discreta, ha un dribbling secco e un controllo di palla che non sarà da brasiliano ma gli permette comunque di giocare a testa alta e senza guardare il pallone. Si tratta di un giocatore fisicamente abbastanza normodotato, alto 183 cm per 75 kg, ma qualora riuscisse a ritrovare il giusto feeling col gol immaginiamo che qualunque allenatore sarebbe ben disposto a dimenticarsene. Il paragone più calzante forse è quello col laziale Rocchi, anche se in chiave rosanero qualcuno lo definisce più un misto tra Miccoli e Cavani: veloce e ficcante come il numero 10, generoso e un po’ sprecone sotto porta come l’uruguaiano. Con la giusta dose di carattere potrebbe essere lerede di Cavani? Mariano Calò

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