LUIGI GIORGI, IL JOLLY ROSANEROLUOMO IN PIÙ CHE HA SMENTITO GLI SCETTICI

LUIGI GIORGI, IL JOLLY ROSANEROLUOMO IN PIÙ CHE HA SMENTITO GLI SCETTICI

di Alessandro Rubino Alzi la mano chi al momento dellacquisto di Giorgi da parte del Palermo non ha storto il naso rimanendo deluso. Il suo arrivo in Sicilia è stato accolto da uno.

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di Alessandro Rubino Alzi la mano chi al momento dellacquisto di Giorgi da parte del Palermo non ha storto il naso rimanendo deluso. Il suo arrivo in Sicilia è stato accolto da uno scetticismo che non ha risparmiato tifosi e addetti ai lavori: sin dal primo momento il giocatore è stato identificato con letichetta di uomo di Sannino, senza quasi far caso alle sue qualità e al suo background calcistico. Quei pochi che hanno notato le tappe della sua carriera, comunque, hanno soltanto trovato nuova linfa per alimentare i propri dubbi: Ascoli, Foligno, Novara e Siena nel curriculum di Giorgi, non proprio piazze di primo piano. Non a caso lo stesso giocatore, prima di approdare in rosanero, aveva parlato di “salto di qualità” in caso di arrivo a Palermo. E con mister Sannino, poi, avrebbe avuto anche un tecnico pronto ad utilizzarlo da subito in virtù dei comuni trascorsi. Alla fine questo trasferimento si è concretizzato, voluto fortemente da Perinetti: lex dg lo ha preso in prestito con diritto di riscatto. Ma lo scetticismo iniziale che ha accompagnato larrivo del giocatore si è acuito con le prestazioni deludenti del Palermo di inizio stagione e così Giorgi è sembrato a tutti poco più di un oggetto misterioso. Con lesonero di Sannino, inoltre, sono aumentati i dubbi sul futuro di Luigi Giorgi al Palermo: un inizio di stagione senza dubbio complicato, reso più incerto dallallontanamento del suo mentore. E invece no, perché il 25enne originario di Ascoli non si abbatte e reagisce immediatamente alla grande. Con larrivo di Gasperini sulla panchina rosanero si sono azzerate le gerarchie – eccezion fatta per alcuni senatori come Miccoli e Donati, elementi imprescindibili per questa squadra – così Giorgi ha potuto guadagnarsi una maglia da titolare sin dalla partita di Bergamo. Centrocampista abile negli inserimenti senza palla e dotato di una discreta tecnica di base oltre che di un paio di polmoni da olimpionico, il marchigiano è diventato pian piano e in silenzio una pedina quasi inamovibile dello scacchiere di Gasperini. Lodevole ed esemplare per l’impegno mostrato fin qui, con le sue prestazioni Giorgi sta conquistando tutto lambiente, compresa quella parte della tifoseria che ne criticava lacquisto e che adesso lo sta scoprendo giorno dopo giorno. Non si può non affezionarsi ad un giocatore con le sue caratteristiche, uno pronto a dare tutto per la maglia. Esterno di centrocampo, esterno dattacco, trequartista e chi più ne ha più ne metta: a destra oppure a sinistra, alloccorrenza in mezzo alle spalle dellattaccante di riferimento, Giorgi è un vero e proprio jolly prezioso. Luomo che al Palermo mancava; luomo che può davvero fare la fortuna di Gasperini e di questa squadra. Duttile, dinamico e ispirato in zona-gol, volendo fare un paragone Giorgi ricorda a tratti lex genoano Giuseppe Sculli: uno che tanto bene ha fatto col tecnico di Grugliasco, interpretando diverse situazioni di gioco e buttando giù molti luoghi comuni relativi al suo ruolo. Capacità atletiche e forza fisica non gli mancano, il cuore lo mette sempre tutto in campo: Giorgi è quel tipo di giocatore che piace agli allenatori. Se il suo nome non è altisonante, importanti sono le sue prestazioni. Le reti messe a segno contro Chievo e Genoa sono il giusto premio per la dedizione con la quale affronta le partite: se contro i veneti ha fatto molto Miccoli, contro i liguri il capolavoro è stato tutto suo. Inserimento perfetto e avvitamento da attaccante di razza, una rete bellissima. Come la favola del nuovo eroe rosanero, che non ha certo intenzione di fermarsi qui.

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