LE PAGELLE DI MEDIAGOL PALERMO-LAZIO 2-2

LE PAGELLE DI MEDIAGOL PALERMO-LAZIO 2-2

di Leandro Ficarra Ujkani – 5,5 Ha tutti gli occhi puntati addosso e si mostra incerto nell’ordinaria amministrazione. Rivedibile in occasione del vantaggio laziale quando rinuncia.

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di Leandro Ficarra Ujkani – 5,5 Ha tutti gli occhi puntati addosso e si mostra incerto nell’ordinaria amministrazione. Rivedibile in occasione del vantaggio laziale quando rinuncia all’uscita facendosi trovare nella terra di nessuno. Intuisce il rigore di Hernanes ma non riesce nel miracolo. Aronica – 5 Complice la staticità della linea difensiva, non legge bene il cross dalla trequarti che consente a Floccari di sbloccare il risultato. Schierato come regista difensivo della linea a tre non riesce a guidare con sufficiente autorevolezza il reparto. Non lesina energie ma è spesso in ritardo sugli avanti laziali, rimedia con l’esperienza e qualche fallo di troppo. Garcia – 5 Il solito generoso, arruffone, limitato apporto alla causa. Encomiabile per impegno ed applicazione cerca di sfruttare la rapidità ed il senso dell’anticipo nel ruolo di terzo centrale di sinistra. Patisce non poco il gap fisico e tecnico con Floccari e compagni, sbaglia numerosi appoggi e rimedia un giallo che gli costerà la squalifica. Munoz – 5 Il rigore su Floccari è una macchia, decisiva, su una ripresa tutto sommato positiva. Con lui la difesa è sembrata più solida. Von Bergen – 5,5 In ritardo su Floccari in occasione del vantaggio laziale. A disagio evidente nel ruolo di centrale di destra. Cresce in rendimento ed autorevolezza quando torna nel suo ruolo guidando il reparto da perno centrale e distinguendosi per puntualità nelle chiusure e buone letture difensive. Morganella – 5 Corsa, corsa, tanta corsa. Poi in verità davvero poco altro. La sua vigoria atletica evapora quando c’è da pensare la giocata, rifinitura o semplice appoggio che sia. Chapeau per la quantità , ma le sue gare sono spesso all’insegna del vorrei ma non posso. Anselmo – 5 Entra quando la gara è nel cuore del suo svolgimento ed il suo approccio desta molte perplessità. Timido, quasi spaesato, sbaglia tempo ed opzione anche in giocate apparentemente elementari. Chiaramente ancora al di fuori dei meccanismi della squadra. Dossena – 6,5 Giocatore vero. Cursore propulsivo e quasi sempre lucido nella giocata. Conferisce sostanza ad una corsia che era un binario morto prima del suo arrivo. L’assenza di una vera prima punta mortifica molti dei suoi invitanti cross, lui capisce l’antifona e nella ripresa sforna palloni tesi e radenti il suolo. Da uno di questi sortisce il pari firmato da Rios. Rios – 6 Il gol del pari sottomisura gli regala la sufficienza. Lotta e morde le caviglie avversarie ma le sue geometrie sono fin troppo scolastiche ed i ritmi esageratamente compassati. Il giocatore visto fin qui non giustifica la corte serrata e le cifre per lui investite dal club in sede di mercato. Kurtic -5,5 In proporzione a ciò che potrebbe dare il suo apporto è impalpabile. Trotterella molle in mezzo al campo, bisbiglia calcio senza mai troppa convinzione. Non una verticalizzazione, una giocata fuori dall’ordinario. Sbaglia il dosaggio di alcuni lanci che per uno con i suoi piedi parrebbero elementari. Le voci di mercato non lo aiutano ma lui fa troppo poco per mutare gli scenari. Ilicic – 6 Primo tempo abulico. Gasperini lo allarga a destra e sceglie la soluzione Dybala elastico per accendere la fase offensiva. Cresce nella ripresa, dal suo piede nascono le azioni che portano all’uno-due rosa sulla Lazio. Stremato e con noie muscolari lascia il campo a Malele nel finale. Malele – 6 Schierato non nel suo ruolo, incide da subito e si getta mentalmente nella mischia con coraggio e personalità. Un paio di buone chiusure sulla corsia di destra, una discreta sgroppata e tanta pressione sui difensori laziali. Da affinare sul piano tecnico ma sembrano discrete le basi su cui lavorare. Dybala – 7 Temi che l’atmosfera pesante possa ingrigire il suo talento cristallino. Invece fin da subito Paulo è l’unico ad accendere la luce. Pronti via, è scaltro a sottrarsi alla morsa dei centrali biancocelesti, viene incontro, flirta con la sfera, salta l’uomo e suggerisce imbucate che fanno a fette la difesa laziale. Stesso copione nella ripresa: assist sprecato da Miccoli, dribbling secchi, ed il gol del sorpasso su invito del capitano. Classe e personalità, bagliori da futuro top-player. Miccoli – 6,5 Quella maglia è per lui ormai una pelle. Lotta, si sbatte, cerca di mettere la sua classe al servizio di una squadra generosa quanto modesta. Più tonico delle ultime uscite, impegna severamente Marchetti, poi serve a Dybala un cioccolatino solo da scartare. Avverte l’aria di tempesta, ma non molla. Spada e scudo di questo gruppo, capitano vero. In preda ai crampi fallisce il match-point proprio allo scadere. Gasperini – 6 Inizialmente la partita non gira come vorrebbe, ma nella ripresa corregge lassetto difensivo sostituendo un incerto Aronica e riportando von Bergen nel suo ruolo naturale. La squadra risponde ed il tecnico per uninezia non trova una sorprendente vittoria.

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