LAZIO-PALERMO 3-0LE PAGELLE DI MEDIAGOL

LAZIO-PALERMO 3-0LE PAGELLE DI MEDIAGOL

di Leandro Ficarra Ujkani – 5 Non trasmette sicurezza ad un reparto già di suo deficitario. Sbaglia il tempo delle uscite, si mostra incerto e poco reattivo, anche nell’esecuzione di.

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di Leandro Ficarra Ujkani – 5 Non trasmette sicurezza ad un reparto già di suo deficitario. Sbaglia il tempo delle uscite, si mostra incerto e poco reattivo, anche nell’esecuzione di interventi relativamente semplici. Non esente da responsabilità sul raddoppio laziale: Candreva trova una notevole soluzione balistica ma nell’occasione l’estremo difensore rosa appare goffo ed in netto ritardo sulla sfera. Pisano – 5 Soffre Lulic e Mauri che spingono molto dalle sue parti. Generoso quanto impreciso, non lesina chilometri e sudore ma il suo apporto in fase di spinta è praticamente minimo e povero di qualità. Vorrei ma non posso, la sua prova è specchio fedele dell’ attuale momento della squadra di Sannino. Von Bergen – 4,5 L’ ingenuità con la quale si fa beffare dal pregevole stop di petto di Klose, in occasione del tris biancoceleste, è disarmante per chi, come lui, avrebbe quantomeno dovuto conferire esperienza e personalità alla retroguardia rosa. Sovrastato dal panzer tedesco nel gioco aereo, è spesso falloso e in ritardo quando cerca l’anticipo. Intesa nulla coi compagni di reparto, gravi errori di posizione. Cetto – 4,5 Era partito benino, con un paio di interventi di buon tempismo ed un salvataggio sulla linea su Konko. Poi si addormenta sul vantaggio laziale: prima sbaglia il rinvio di testa, quindi lascia due metri a Klose in piena area di rigore. Distrazione letale per il match del Palermo, fatale per il suo disastroso prosieguo di gara. Crolla nella ripresa, passivo e vagante nei sedici metri nell’azione del tris biancoceleste. Garcia – 5,5 Il migliore del suo reparto. Nel primo tempo regge l’urto del treno Konko-Candreva sulla sua corsia con chiusure attente e vigorose. Ai chiari limiti tecnici, il ragazzo sopperisce con carattere e grande applicazione. Macchia la sua onesta partita con l’indecisione nell’azione che sblocca il match, indugiando e perdendo la posizione su Gonzalez dal cui piede parte l’assist per Klose. Chiude le diagonali e presidia la sua zona senza fronzoli, nonostante la Lazio straripi non perde la bussola. Difficile chiedergli di più. Bertolo – 4,5 Sannino lo ripropone nel 4-4-2 come esterno alto di sinistra , nell’auspicio che possa dare sfogo alla sua forza propulsiva con le spalle coperte da Garcia. Purtroppo la sua partita è il consueto mix di caos ed evanescenza. Impreciso, arruffone, corre tanto ma male. Involuto. Barreto – 4,5 Che fosse un onesto interditore di centrocampo era cosa nota a tutti. Non si pretendono da lui verticalizzazioni geniali o cambi di gioco millimetrici ma risulta davvero incomprensibile come un calciatore della massima serie possa sbagliare il dosaggio di tutti gli appoggi, anche i più elementari. Corre, pressa ma la sfera non la vede davvero mai. Esce tardi su Candreva che lo salta facile e sigla il raddoppio. Kurtic – 5 Sannino gli concede una chance, lui non la gioca certo al meglio. Naufraga con il resto dei compagni, non conferisce alla linea mediana quell’ordine e quelle geometrie utili a ripartire e ad allentare il forcing laziale. Non morde in fase di pressing, fatica a trovare distanze e posizione in campo. Dopo un’ora anonima lascia il campo a metà ripresa. Hernandez – 5,5 Segnali di vitalità quando la gara è ormai compromessa. Si piazza largo a sinistra in un inedito tridente e crea qualche grattacapo alla difesa laziale. Prova il sinistro, ben servito da Dybala, ma non centra la porta. Dialoga bene con l’argentino e regala un minimo di profondità e vivacità alla squadra. Dybala – 6 Non fa moltissimo, ma all’esordio nel calcio italiano lascia intravedere tecnica e personalità. Tratta la sfera con dolcezza e maestria, attacca bene lo spazio, cerca il dialogo con Abel ed Ilicic. Propizia con un dribbling secco ed un cross sottomisura una grande palla gol, poi sprecata da Ilicic. Raggio di luce in un abisso di mediocrità. Giorgi – 4,5 Catapultato in campo a due giorni dal suo arrivo, mostra il fisiologico imbarazzo del primo giorno di scuola. In affanno sulla corsia di destra, non è un fattore in nessuna delle due fasi. Un suo rinvio sbilenco da il là al primo gol biancoceleste. Si sbatte ma non ha i tempi e l’intesa coi compagni. Non entra in partita, è chiaramente un corpo estraneo e non potrebbe essere diversamente. Da rivedere. Rios – 5 Palesemente fuori condizione fisica, non ci sembra l’uomo in grado di velocizzare la farraginosa manovra nel la zona nevralgica del campo. I compagni lo cercano eleggendolo a riferimento, lui fraseggia con ordine e semplicità, ma sempre in orizzontale. All momento non garantisce nerbo neanche in fase di interdizione, stende Hernanes e si prende un giallo. Ilicic – 5 La squadra si schiaccia troppo negli ultimi trenta metri in fase di non possesso e non accompagna le rare ripartenze offensive. Lo sloveno lotta, prova ad accorciare ed a venire incontro , ma pare come mortificato dalla remissività dei suoi. Non è particolarmente ispirato , non si intende con Miccoli e non incide sbattendo sempre sui difensori laziali. Calcia debolmente la palla del possibile 1-2, meglio nel 4-3-3 finale quando può dialogare con Abel e Dybala. Miccoli – 5,5 Soffre tanto il capitano. Abbandonato al suo destino da una squadra arroccata nella sua metà campo, regala un paio di lampi nel primo tempo con un fregio balistico che lo libera in area laziale ed uno splendido taglio a premiare l’inserimento di Bertolo. Oasi nel deserto, non riceve un solo pallone giocabile e finisce con l’indispettirsi. Becca un’ammonizione e lascia il posto a Dybala.

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