Lazio: le verità di Mutarelli sulla sua esclusione

Lazio: le verità di Mutarelli sulla sua esclusione

A microfoni, telecamere e registratori rigorosamente spenti, Massimo Mutarelli, dinanzi un gruppetto di giornalisti di carta stampata e non, dopo un lunghissimo periodo di silenzio, in cui ha sentito.

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A microfoni, telecamere e registratori rigorosamente spenti, Massimo Mutarelli, dinanzi un gruppetto di giornalisti di carta stampata e non, dopo un lunghissimo periodo di silenzio, in cui ha sentito e letto sul suo conto tante cose non edificanti, ha voluto dire la sua sulla situazione che sta vivendo da ‘epurato’, che non è partito per il ritiro ed è virtualmente fuori rosa, confrontandosi apertamente con i presenti. Mutarelli, con estrema pacatezza, ha raccontato la sua verità senza accusare nessuno, ma riportando dei fatti. Partiamo dal principio di questa vicenda, allorquando Mutarelli ed altri suoi compagni sono stati esclusi dalla lista dei partenti per il ritiro di Auronzo di Cadore: “Inizialmente figuravo nella lista di chi era stato convocato per il ritiro. C’era la camera pronta per me, poi due ore prima dell’appuntamento per la partenza, ho saputo ufficialmente che non sarei partito. Due o tre giorni prima alcuni miei compagni mi avevano chiesto se avessi ricevuto una lettera di non convocazione, ma a me non era arrivato nulla. Poi ho scoperto la verità il giorno stesso della partenza dopo aver inseguito Lotito per tutta Roma e il presidente mi ha detto che la motivazione era legata a problemi di spogliatoio, per cui qualcuno si era opposto alla mia presenza in ritiro. Poi Manzini a Formello (non spedendola a casa mia), mi ha dato la lettera di revoca della convocazione. Da quel momento fino a tre giorni fa, Lotito mi ha sempre detto quanto io fossi importante per la Lazio, che il tecnico mi considerava un titolare, insomma che lui e Rossi mi volevano in ritiro. Qualcun’altro evidentemente no… So dai giornali che il presidente ha provato a mediare, ma che alcuni giocatori, non credo tutti, si sarebbero opposti al mio reintegro. Se la verità fosse questa, devo dedurre che i giocatori contano più di allenatore e presidente. In caso contrario Lotito mi avrebbe raccontato molte balle. Altra ipotesi: scelta tecnica. Nel caso perché nessuno me l’avrebbe detto? Desidererei solo chiarezza. Mercoledì della scorsa settimana (23 luglio, ndr) Lotito mi aveva assicurato che venerdì avrei raggiunto i compagni ad Auronzo per l’ultima settimana di ritiro, ma non si è fatto neanche sentire. Dopo l’ennesima promessa disattesa, ho deciso che avrei detto la mia alla fine del ritiro e martedì scorso ho avviato una procedura d’urgenza alla Lega per la rescissione del contratto, questa almeno è la prassi. Per il mancato reintegro la Lazio pagherà sicuramente una multa, che varrà da risarcimento danni”. Molta incertezza accompagna questi giorni, visto che Mutarelli non sa assolutamente quale sarà il suo destino: “Ho saputo che domenica riprendono gli allenamenti, ma io non ho ricevuto alcuna comunicazione. Io mi presenterò, al massimo mi rimandano a casa. Sono stato messo fuori e non so perché, ma, a questo punto, l’ipotesi più credibile è che alcuni compagni si siano schierati per non farmi convocare. Fino a ieri ritenevo la situazione ancora non irreparabile, ma come fai a credere a chi ti dice che sei un titolare e poi non ti convoca per il ritiro? Da adesso in poi le cose cambiano, ma le squadre che mi avevano cercato ormai si sono sistemate. Parlo di Udinese, Sampdoria, Fiorentina e della Roma, che, per mezzo di Spalletti aveva fatto un sondaggio. Ora è rimasto il Torino, che ha proposto uno scambio con Barone. Non so quale siano le pretese di Lotito. Il prestito potrebbe essere un’ipotesi. E poi: se dovessi rientrare in gruppo, come avverrebbe? Di sicuro non posso essere trattato come uno degli Allievi, che è alle prime armi. Se ciò dovesse accedere, vorrà dire che prima sarà tutto chiarito. Non voglio che si ripeta quanto avvenuto a Sereni, che è stato ai margini della squadra, vorrei allenarmi con gli altri. Vorremmo capire quali sono le intenzioni della società. Se venissi reintegrato, non pretenderei il posto da titolare, ma esigerei dei chiarimenti, senza i quali i miei rapporti con gli altri sarebbero molto difficili”. Mutarelli non ha ravvisato grossi problemi nello spogliatoio, sebbene ora i compagni si mostrino freddi verso gli esclusi: “Grossi screzi all’interno dello spogliatoio non ce ne sono stati, a meno che qualcuno non si sia legato al dito qualche scambio di vedute anche duro di quelli che in campo o nei dopo partita avvengono spesso. In ogni spogliatoio ci sono dei gruppetti, può darsi che uno di questi si sia imposto per escludere alcuni compagni dalla rosa. Durante l’anno nessuno ha manifestato di avere problemi nei miei confronti, per questo non capisco cosa possa essere successo. Di coloro che sono stati ad Auronzo nessuno ci ha chiamati. Io sentivo solo Mauri, con cui mi lega un rapporto di amicizia. Ho vissuto nella mia carriera in spogliatoi allucinanti, molto peggiori di quello della Lazio. Qui nessuno si è mai messo le mani addosso… Un paio di volte ci siamo confrontati a porte chiuse, ma le cose poi non sono mai veramente cambiate”. Mutarelli è deluso perché Rossi non l’ha mai chiamato in questo tempo: “Rossi mi chiamò alla fine della stagione, dicendomi che ci saremmo risentiti a breve per parlare dell’annata successiva. Da quel momento non l’ho più sentito. Mi lascia perplesso che il tecnico dica ai giornali che lui è sempre il primo a parlare con i giocatori e che le cose le dice in faccia. Perlomeno con noi che siamo rimasti a Formello non l’ha fatto. Se Zauri non fosse andato da lui, molto probabilmente non si sarebbero mai parlati, mentre a me non ha comunicato nulla. Rossi tecnicamente è un buon allenatore, ma, umanamente, sono rimasto deluso dal fatto che non mi abbia fatto neanche una telefonata, visto che in campo avevo sempre dato tutto e che mi inseguiva per farmi giocare, anche quando non stavo bene. A volte sono sceso in campo con delle infiltrazioni. Con l’allenatore ci sono stati degli scambi di vedute di natura tattica. Non ho mai pensato di chiamarlo, perché quello che ho sempre preferito, è parlare sul campo”. Lotito ha sempre sostenuto che gli allenamenti di Auronzo fossero uguali a quelli di Formello: “Non è affatto vero, come dice Lotito, che noi a Formello ci siamo allenati alle stesse condizioni di chi stava su. La verità è che ci ha messi in una situazione ridicola e vergognosa. Tranne a livello atletico, non abbiamo fatto nulla di quanto si faceva su, soprattutto a livello tattico. Il pallone praticamente non l’abbiamo mai visto. Non avevamo neanche un tappetino a testa e la palestra aveva solo cinque macchinari. Dobbiamo ringraziare chi ha accettato comunque e con pazienza di allenarci”. Neanche l’AIC l’ha tutelato: “Sono deluso anche dall’AIC (Associazione Italiana Calciatori, ndr). Mi aspettavo quantomeno una dichiarazione, visto che i giocatori pagano profumatamente le sue prestazioni. Invece l’AIC se n’è completamente disinteressato”. L’unico sorriso glielo strappa il pubblico laziale: “Mi fa molto piacere che il pubblico mi stimi, tanto più che io non sono ruffiano. Evidentemente mi apprezzano per quello che riesco a dare in campo”. La chiosa spetta al suo agente Lorenzo Marronaro: “Quando Massimo sposò il progetto della società, la Lazio era in B e accettò di guadagnare molto meno rispetto a molte altre offerte ricevute, ricevendo la promessa che poi il contratto sarebbe stato adeguato. Lotito ci disse di dare una mano alla Lazio, che era in difficoltà e noi accettammo, convinti anche da mister Rossi. Alla fine di questa stagione pareva volerci riconoscere l’adeguamento contrattuale, ma ha rimandato continuamente, come ha fatto con Ledesma. Fonte: “Noiaquilebiancocelesti.com”

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