Incontro ultrà-politici, vedova Raciti: “È pazzesco, ora il Senato inviti me e i poliziotti”

Incontro ultrà-politici, vedova Raciti: “È pazzesco, ora il Senato inviti me e i poliziotti”

Le parole della signora Marisa Grasso.

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Non era mai accaduto prima.

Mercoledì pomeriggio – dentro una sala del Senato della Repubblica – senatori e deputati si sono confrontati con i rappresentanti di venticinque gruppi ultrà italiani, per lo più riconducibili a squadre di calcio, ma non solo. Un incontro che non è stato visto di buon ovvio da Marisa Grasso, vedova dell’ispettore Filippo Raciti, rimasto ucciso durante gli scontri tra ultrà del Catania e forze di polizia dopo un derby con il Palermo. “Ho scoperto dai giornali la vicenda degli ultrà in Senato. Quanta amarezza, questo Paese non cambia mai. Ma del resto siamo in campagna elettorale…”, le prime parole della donna. “Sono vicina a tutti gli agenti e ai sindacati di polizia che giustamente sono rimasti amareggiati. Mi chiedo come sia possibile che un’istituzione come il Senato abbia potuto ospitare al suo interno un dibattito sulle norme di sicurezza a uso e consumo degli ultrà di mezza Italia, tra cui – ho letto – anche quel ‘signore’ (Claudio Galimberti, detto Bocia, leader della tifoseria atalantina, ndr) condannato e sottoposto a sorveglianza speciale. Ed è pazzesco – ha dichiarato la signora Grasso, secondo quanto riportato da ‘La Gazzetta dello Sport’ – che il tutto sia stato fatto con la complicità di parlamentari e senza coinvolgere i rappresentanti delle forze dell’ordine. A questo punto, chiedo ufficialmente agli onorevoli che hanno ospitato gli ultrà di invitare me e i sindacati di polizia a parlare in un altro dibattito delle stesse norme di sicurezza che quelli contestano, così magari ne capiscono l’importanza”.

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