ILICIC E IL FALSO PROBLEMA DEL GOLÈ GIÀ TORNATO LILICICLONE?

ILICIC E IL FALSO PROBLEMA DEL GOLÈ GIÀ TORNATO LILICICLONE?

di Francesco Caruana Il primo scorcio di stagione permette di tracciare qualche bilancio e tra promossi, bocciati e rimandati, c’è un giocatore che più degli altri sembra aver.

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di Francesco Caruana Il primo scorcio di stagione permette di tracciare qualche bilancio e tra promossi, bocciati e rimandati, c’è un giocatore che più degli altri sembra aver iniziato con il piglio giusto la nuova annata: Josip Ilicic. In un Palermo che non brilla per qualità e piedi buoni, il recupero del talento sloveno non può che essere un buona notizia. Ilicic sa di avere qualcosa da farsi perdonare e sembra intenzionato a riconquistare l’affetto del pubblico del “Barbera”, che aveva imparato ad ammirarlo e ad amarlo due anni fa. Il 24enne nativo di Prijedor è un lontano parente del giocatore svogliato e indolente che la scorsa stagione aveva più volte spazientito i tifosi rosanero con poca disponibilità al sacrificio e all’applicazione e giocate fini a se stesse. Tanto bello il primo anno in Italia di Ilicic, con un girone di andata da urlo e un bottino di 8 gol in 34 presenze, quanto brutto il secondo, in cui la stella dello sloveno ha brillato solo la sera del 13 dicembre 2011, nella sfida di Coppa Italia contro il Siena: l’ex Maribor entra nella storia diventando il primo giocatore del Palermo a realizzare una tripletta nella coppa nazionale, ma non evita ai vice-campioni della Tim Cup una clamorosa eliminazione contro i toscani di Giuseppe Sannino. Ilicic vive il resto della sua seconda stagione in Italia nel più totale anonimato, in piena sintonia con il Palermo: pur essendo il giocatore più utilizzato da Devis Mangia e Bortolo Mutti, lo sloveno chiude con soli due gol all’attivo, contro Bologna e Fiorentina nel girone di andata. Se è certamente vero che in un Palermo pieno di problemi non poteva essere il solo Ilicic a risollevare le sorti della squadra, è altrettanto certo che il mancato apporto dello sloveno non ha aiutato la squadra a togliersi dai bassifondi della classifica. Troppo brusco il passaggio dal calcio champagne di Delio Rossi, in cui Ilicic dialogava a meraviglia con il talento purissimo di Javier Pastore, a quello molto meno spettacolare e più sparagnino di Mangia e soprattutto Mutti. Del “Flaco”, lo sloveno è riuscito a raccogliere sulle proprie spalle solo il numero di maglia, non certo la pesante eredità. Nonostante l’annata negativa, quest’estate le voci di mercato attorno al 24enne fantasista rosanero non hanno accennato a placarsi: Ilicic all’Inter, anzi alla Juventus, anzi all’estero, magari in Inghilterra. Invece Josip è rimasto a Palermo per rilanciarsi e fare ricredere gli scettici, che lo avevano bollato come una delle tante meteore passate dalla Serie A: splendente il primo anno, ma destinata ad eclissarsi con il passare del tempo. Già con Giuseppe Sannino si vedono i primi progressi: il pre-campionato di Ilicic, quasi sempre schierato nel ruolo di seconda punta, è positivo e alla prima uscita ufficiale, in Coppa Italia contro la Cremonese, lo sloveno si mette a disposizione della squadra, si procura il rigore che sblocca la sfida e sigla con una bella rasoiata di sinistro la rete del definitivo 3-1. Dopo aver saltato l’esordio in campionato contro il Napoli per infortunio, Ilicic gioca discretamente ma non riesce a lasciare il segno nelle successive partite contro Lazio e Cagliari, che costano la panchina a Sannino. Con l’arrivo di Gian Piero Gasperini, lo sloveno torna a vedere la luce: nelle due sfortunate trasferte di Bergamo e Pescara, in cui Miccoli parte dalla panchina, è l’unico a dare la sensazione di poter cambiare la partita con una giocata delle sue. L’impegno è encomiabile, la voglia di fare anche, ma Hernandez non riesce a sfruttare le imbeccate del compagno di reparto e il Palermo porta a casa due sconfitte. Nel Miccoli show contro il Chievo, anche Ilicic fa bella figura. I riflettori sono tutti per il “Romario del Salento”, ma è il tecnico Gasperini ad elogiare la prestazione dello sloveno. “Mi è piaciuto, ci ha dato diverse soluzioni in avanti e per tornare ai suoi livelli gli manca solo un pizzico di entusiasmo”. Già, a questo ragazzone sloveno che ha avuto un’infanzia difficile e raramente si vede sorridere negli ultimi dodici mesi sembra essere mancata la gioia di giocare a pallone. Il ritorno al gol, che manca ormai dal 27 novembre 2011, potrebbe essere il primo passo. Contro il Genoa Ilicic, autore dell’assist per l’1-0 di Giorgi, ci è andato vicinissimo. Ma finché gioca a questi livelli il gol può anche aspettare, le sue giocate sono comunque preziose e qualche volta decisive. Contro il Torino, al ritorno dopo la sosta per le Nazionali, Ilicic spera di continuare la striscia di prestazioni positive e magari ritrovare la via del gol. Il “Barbera” non vede l’ora che torni ad abbattersi l’Iliciclone.

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