IL PALERMO NON VINCE MAI I ROSANERO ACCIUFFANO NEL FINALE IL PESCARA. SALVEZZA ANCORA POSSIBILE, MA STRADA IN SALITA

IL PALERMO NON VINCE MAI I ROSANERO ACCIUFFANO NEL FINALE IL PESCARA. SALVEZZA ANCORA POSSIBILE, MA STRADA IN SALITA

di Fabio Corrao Tutto cambia, nulla cambia. Nonostante lennesima rivoluzione, tecnica e dirigenziale, il Palermo non riesce ancora a vincere i suoi limiti e le sue paure e in quello che era un vero.

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di Fabio Corrao Tutto cambia, nulla cambia. Nonostante lennesima rivoluzione, tecnica e dirigenziale, il Palermo non riesce ancora a vincere i suoi limiti e le sue paure e in quello che era un vero e proprio spareggio non riesce ad andare oltre il pari, peraltro raggiunto affannosamente nel finale, contro il Pescara. E se non ci avesse pensato lottimo Fabbrini il biglietto per linferno sarebbe già stato staccato; il gol del piccolo trequartista tiene in vita le speranze, seppur flebili, dei rosanero, che non vincono una partita da tempo immemore e di vittorie ne hanno addirittura racimolate solo tre in tutto il torneo. Era la prima di Malesani sulla sua nuova panchina. Il tecnico veneto ha optato per una scelta discutibile ma comprensibile, cioè quella di fare affidamento sul cosiddetto “usato sicuro”, con Donati restituito al suo ruolo di playmaker con ai fianchi Barreto e Rios: un centrocampo muscolare sì, ma poco dinamico e con pochissime idee, che non è mai riuscito ad aprire spazi per gli esterni e per le punte. E qui si apre un altro capitolo dolente, forse quello che ha lasciati più perplessi, ovvero la scelta di affiancare a Fabbrini un Dybala che in versione prima punta era già stato bocciato più volte. Il giovane argentino ama muoversi negli spazi, e non può battagliare da solo contro le retroguardie avversarie, non ne ha caratteristiche né fisico. E una concetto già più volte espresso, ma non è mai inutile ribadirlo. In questo senso il peso di Boselli sarebbe stato forse più efficace sin dallinizio, in un match in cui ci si aspettava un Pescara arroccato dietro la linea della palla, che ha invece, con tutta la sua modestia tecnica, affrontato i rosanero a viso aperto e cercando la vittoria, eccezion fatta per gli ultimi minuti in cui ha cercato di difendere senza riuscirci il preziosissimo vantaggio. Una ulteriore testimonianza, come aveva già dimostrato il Genoa nel lunch match a Parma, che in serie A chi gioca per non perdere spesso le becca. Per la prima volta in dieci anni, in quella che fin qui era stata una lunga storia damore, gran parte del pubblico ha contestato apertamente il presidente Zamparini, dopo le ben note vicende della settimana appena trascorsa. Non entrando nel merito, e nella più che comprensibile frustrazione dei sostenitori, sconcertati da prestazioni che via via si sono trasformate da mediocri a quasi inguardabili, bisogna tuttavia sottolineare che il Palermo non è ancora in serie B, e che quei quattro punti che oggi sembrano un Everest da scalare possono ancora essere recuperati. Arriverà con le sue condanne e le sue assoluzioni il tempo dei processi, ma sarebbe il caso, per il bene del Palermo, che questi si facessero quando i giochi, nel bene o nel male, saranno fatti. La squadra dopo il mercato di gennaio è e rimarrà questa, ed è su questi giocatori che si dovrà far leva affinché il Palermo, e non solo il presidente, non torni nel mesto purgatorio della serie B.

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