IL PALERMO LOTTA MA CADE ANCORA A GENOVA IL QUINTO KO CONSECUTIVO

IL PALERMO LOTTA MA CADE ANCORA A GENOVA IL QUINTO KO CONSECUTIVO

di Fabio Corrao Ci sono periodi, nella vita sportiva e non, in cui gli episodi che incroci sul cammino decidono tutti di seguire la scia del vento e non ne vogliono sapere di deviare dalla strada.

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di Fabio Corrao Ci sono periodi, nella vita sportiva e non, in cui gli episodi che incroci sul cammino decidono tutti di seguire la scia del vento e non ne vogliono sapere di deviare dalla strada tracciata. E un po quello che sta succedendo al Palermo, che a Marassi lancia timidi segnali di risveglio giocando una partita ordinata e perfino combattiva, niente di trascendentale ma qualcosa in più rispetto al torpore dellultimo mese, ma finisce ancora con il perdere a poco più di dieci dalla fine con un gol viziato da un fallo di Marco Rossi che porta avanti la palla con il braccio e da un fuorigioco di Palacio, che va a contrastare Sirigu nel flipper che spalancherà la via della vittoria a Floro Flores, che questa partita non avrebbe dovuto nemmeno giocarla se non gli fosse stata ridotta la squalifica. E che il destino abbia scelto da che parte stare lo si capisce subito dopo, quando Pinilla, appena entrato, raccoglie uno dei pochi lampi di Pastore e invece di appoggiare la palla in rete, ad Eduardo battuto, alza di un niente sopra la traversa. Così è il Genoa di Ballardini a festeggiare, mentre i rosanero continuano a leccarsi le ferite, nel pieno di una tremenda emorragia di sconfitte. Eppure la gara è stata abbastanza piacevole ed equilibrata, con le due compagini che hanno cercato di superarsi giocando a tratti un calcio gradevole. Cosmi propone un buon Migliaccio in difesa e Pastore dietro Miccoli ed Hernandez, un trio offensivo che la scorsa primavera fece volare il Palermo, ma perde subito Cassani, sostituito da un Darmian che parte bene ma si spegne con il passare dei minuti. E a centrocampo che gli uomini di Cosmi soffrono un po troppo, a causa della giornata altalenante di Bacinovic, che non riesce più a ritrovare le geometrie di inizio campionato. I rosanero ci hanno provato, e hanno comunque mostrato una reazione, se proprio da qualche parte va trovato un segnale positivo. La sensazione è però che questa squadra abbia difficoltà enormi a verticalizzare: contro i rossoblù ha esibito un possesso palla costante ma orizzontale, privo di profondità, e quello che era un punto di forza è diventato adesso un tallone dAchille, forse ancor più delle amnesie difensive. La cura non ha ancora prodotto i risultati sperati. Si dirà che è presto e che la squadra ha bisogno di metabolizzare nuovi assetti e nuove tipologie di lavoro; si dirà che la ricostruzione psicologica di un morale sotto lo zero è processo lento e difficile. Tutto vero, ma la stagione è ormai quasi andata via e si sta incanalando su binari di anonima mediocrità, e non può essere una consolazione che una Juventus in piena crisi quasi quanto i rosanero sia nonostante tutto ancora distante due punti. Ci auguriamo che questo periodo sia propedeutico ad una attenta preparazione per le due semifinali di Coppa Italia, ormai unico credibile obiettivo stagionale.

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