IL NAPOLI PASSEGGIA SUL PALERMO DOPO UN PRIMO TEMPO DISCRETO I ROSANERO CROLLANO SOTTO I COLPI DEI CAMPANI

IL NAPOLI PASSEGGIA SUL PALERMO DOPO UN PRIMO TEMPO DISCRETO I ROSANERO CROLLANO SOTTO I COLPI DEI CAMPANI

di Fabio Corrao E’ nerissimo l’ingresso del Palermo nel 2012. La squadra di Mutti ha ceduto al Napoli, subendo una dura lezione da parte dei partenopei che hanno dominato senza trovare.

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di Fabio Corrao E’ nerissimo l’ingresso del Palermo nel 2012. La squadra di Mutti ha ceduto al Napoli, subendo una dura lezione da parte dei partenopei che hanno dominato senza trovare resistenza alcuna dopo essere passati in vantaggio dopo la mezzora. I rosanero si sono sciolti in modo imbarazzante, e dopo la perla dell’ex Cavani, applaudito da tutto lo stadio per la prodezza, hanno completamente smesso di giocare, lanciando così un segnale molto, molto allarmante sulla tenuta fisica e mentale di questa squadra. In avvio il tecnico bergamasco, che tornava a sedere sulla panchina che era stata sua dieci anni fa, presenta da subito il nuovo arrivato Vazquez, complici l’infortunio di Zahavi e la squalifica di Ilicic, e propone un 4-3-1-2 quasi abituale per il Palermo degli ultimi anni. Ma si capisce da subito che non tira una buona aria, perché in mediana Inler e Gargano fanno ballare i centrocampisti rosanero, che la vedono raramente, malgrado l’impegno e qualche buona intuizione del trequartista argentino. Fino alla sciocchezza che porta al primo gol la gara è anche equilibrata, con occasioni da ambo le parti. I rosanero hanno però il torto di sprecare le tre ottime palle gol capitate sui piedi di Budan, Miccoli e lo stesso Vazquez. E’ probabilmente in avvio di ripresa, con dei cambi rivelatisi completamente errati, che la partita prende definitivamente la via di Napoli. Il tecnico del Palermo cambia, toglie il neoacquisto, e passa ad un 4-4-2 per nulla convincente sin da subito. Alvarez non sfonda, Acquah, piazzato largo a destra, tende ad accentrarsi e sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, Migliaccio e Barreto assistono impotenti al palleggio partenopeo. Ed è così che quello che si avvertiva nell’aria si materializza con il già citato gol dell’ex attaccante rosanero. Partita finita e rischio di goleada, se non fosse che con ancora mezzora da giocare entra in scena una sorta di gentlemen’s agreement, e di fatto nessuno gioca più. Se c’è un aspetto che sconcerta oltre gli altri, che davvero disorienta, è proprio questa resa perfino imbarazzante, questa sensazione di impotenza che ha attanagliato il Palermo, che ha smesso di lottare, forse per paura di essere seppellito di gol. Tacendo del gioco che latita, della difesa tornata ballerina, se si rinuncia anche al coraggio e al carattere il problema diventa davvero serio. Mai si era assistito ad un simile spettacolo al Barbera in questo campionato, e bisogna anzi proprio benedire il bottino di punti conquistati da Mangia all’ombra di Monte Pellegrino. Perché già da questa sera, se non fosse stato chiaro prima, si è capito benissimo qual è l’obiettivo di questo Palermo in campionato, ed è bene che ci si metta in testa quanto prima che c’è poco da scherzare, perché questo è un torneo durissimo. A margine, c’è da dire che questi sono tre squilli lanciati in un momento in cui ai tanti errori fatti si può in parte rimediare, con il calciomercato aperto per altre tre settimane. Questa è una squadra che va migliorata, rinforzata sul serio. E’ il campo che parla.

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