FOSCHI: “Ecco come strappai Cavani alle big”

FOSCHI: “Ecco come strappai Cavani alle big”

Quando venne presentato nella sala conferenza dello stadio Barbera era poco più che un ragazzino, con la faccia scavata e lo sguardo smarrito. Impressionato da tanto clamore, abbagliato dagli.

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Quando venne presentato nella sala conferenza dello stadio Barbera era poco più che un ragazzino, con la faccia scavata e lo sguardo smarrito. Impressionato da tanto clamore, abbagliato dagli ossessivi flash dei fotografi, schiacciato da una grandissima responsabilità: rimpiazzare Amauri, fermato da un infortunio al ginocchio un mese prima, a Siena. “Speriamo bene”, sussurrò, mentre il direttore sportivo Rino Foschi se lo coccolava come un trofeo appena conquistato. Era il primo febbraio 2007 ed il giorno dopo sarebbe andato in scena il dramma della follia al Massimino, culminato con l’uccisione dell’ispettore capo della polizia di Stato, Filippo Raciti, durante Catania-Palermo. Per sottrarlo alla concorrenza, Cavani era stato ‘blindato’ da Rino Foschi in una suite del Gran Visconti Palace, l’albergo milanese del Palermo. “Non doveva parlare con nessuno, ne’ farsi vedere, temevo che qualcuno facesse il furbo – ha raccontato l’allora ds rosanero ad Adolfo Fantaccini dell’ANSA -. Seguivamo da tantissimo Edinson, io credevo ciecamente nelle sue qualità, è talento purissimo del calcio sudamericano, che si era messo in mostra al Mondiale Under 20”. Foschi aveva messo il proprio collaboratore Beppe Corti sulle tracce di Cavani che, qualche tempo prima, aveva trascorso una settimana nella Ciudad Deportiva al Paseo de la Castellana di Madrid, sotto lo sguardo di Baldini e Capello. “Su Cavani avevano messo gli occhi anche altri miei colleghi – ricorda Foschi – perché nel Mondiale Under 20 in Paraguay aveva segnato sette reti. Juventus, Milan e Fiorentina lo volevano, io parlai con il suo procuratore Triulzi, una persona seria, un uomo di parola, e lo dirottammo verso Palermo per poco meno di 4 milioni di euro. Un affare”.

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