Ferraro: “J.Pedro troppo snob, fa male a squadra”

Ferraro: “J.Pedro troppo snob, fa male a squadra”

Intervista del 25 marzo 2011 A margine dell’intervista rilasciata alla redazione di Mediagol.it, il tecnico della Primavera della Reggina Francesco Ferraro ha anche parlato di Joao Pedro,.

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Intervista del 25 marzo 2011 A margine dell’intervista rilasciata alla redazione di Mediagol.it, il tecnico della Primavera della Reggina Francesco Ferraro ha anche parlato di Joao Pedro, talento brasiliano che nella gara di andata di campionato fu tra i grandi protagonisti poco prima di trasferirsi in Portogallo. “Una fortuna che non ce lavremo più contro? Devo dire la verità: è un giocatore importante, anche a Reggio è stato determinante e l’ha dimostrato ma come atteggiamento non mi è piaciuto affatto, mi è sembrato che snobbasse limpegno – ha dichiarato il mister dei calabresi a Mediagol.it – Soprattutto nel campionato primavera per le caratteristiche che certi elementi hanno, possono essere destabilizzanti. Latteggiamento mi è sembrato di un ragazzo non predisposto al sacrificio, un po snob… di un giocatore più vicino alla prima squadra che alla primavera”. Poi Ferraro dice la sua sul regolamento del campionato Primavera. “Io ho unidea un po diversa, quando i giocatori hanno certe qualità penso che debbano giocare in prima squadra. Certo il regolamento consente che ad esempio oggi un ’91 giochi tra i ragazzi, ma secondo me quelli forti che tendono a primeggiare centrano poco con un campionato primavera. Possono non essere un esempio positivo per i ragazzi più giovani e io ritengo che lesempio è fondamentale. Quando mi arriva qualche giocatore dalla prima squadra perché convalescente non è che mi piaccia tanto, preferisco avere il mio gruppo col quale lavorare, magari anche molto giovane, però allinterno del quale si parla tutti lo stesso linguaggio e si abbia uno spirito di condivisione. Non ci deve essere il ragazzo, anche se più bravo, che snobbi gli impegni. Lo ritengo poco positivo allinterno di un gruppo dove ci sono ragazzi più giovani. Ai giovani talenti fa meglio stare tra i più grandi e prendere qualche randellata che stare tra i più piccoli e fare il fenomeno”.

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