ESCLUSIVA – PARLA “COACH Z”“Zamparini, fai come Pulvirenti: fidati di Mangia! Derby? Emozionante, ma non tiferò per…”

ESCLUSIVA – PARLA “COACH Z”“Zamparini, fai come Pulvirenti: fidati di Mangia! Derby? Emozionante, ma non tiferò per…”

E’ il giorno del Derby di Sicilia: Mediagol.it ha intervistato l’ex allenatore di Catania e Palermo Walter Zenga. Lex “uomo ragno” si racconta, tra i ricordi delle due esperienze siciliane.

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E’ il giorno del Derby di Sicilia: Mediagol.it ha intervistato l’ex allenatore di Catania e Palermo Walter Zenga. Lex “uomo ragno” si racconta, tra i ricordi delle due esperienze siciliane ed i progetti futuri … “Palermo, i ko ci possono anche stare. Brichetto…” “Nel complesso l’avvio di stagione è stato buono e le ultime sconfitte ci stanno. Ho visto in tv l’ultima gara di Coppa Italia finita 4-4 e l’impegno infrasettimanale ti obbliga ad un po’ di turn over tra infortuni e squalifiche, a volte bastano degli episodi per cambiare delle partite. Sono stato contento di vedere giocare un ragazzo che in due anni e mezzo di Palermo non aveva mai giocato una partita ufficiale e mi riferisco a Brichetto, che ha fatto il suo dovere. Queste sono soddisfazioni significative – ha spiegato Zenga – che un allenatore percepisce anche seguendo la partita dalla televisione, poi non si può andare dietro ai risultati, o meglio, capisco che in città si va dietro a quelli e si iniziano a sottolineare le due sconfitte consecutive, ma una squadra si giudica nel medio-lungo periodo compatibilmente alle risorse tecniche che ha a disposizione. Quindi le sconfitte si prendono come gli altri risultati e si va avanti”. “MANGIA, TI STIMO. ECCO PERCHÈ” Nel corso dell’intervista concessa in esclusiva alla redazione di Mediagol.it, l’ex allenatore del Palermo Walter Zenga, attualmente alla guida dell’Al Nasr, ha speso parole di elogio per il collega Devis Mangia. “Le due recenti sconfitte casalinghe non mi fanno affatto cambiare opinione. Al coach rosanero vanno fatti i complimenti perché ha fatto un lavoro straordinario ed è la dimostrazione che anche un allenatore senza esperienza, diciamo così, può tranquillamente allenare in Serie A e portare le sue idee, a lui vanno i miei complimenti personali. Ha dimostrato di essere una persona in gamba e soprattutto un uomo in grado di gestire situazioni che a lui erano sconosciute fino a pochi mesi fa. Poi ha due cose fondamentali che mi piacciono: è milanese ed è ex un portiere come me, quindi ha tutto il mio sostegno (ride, ndr). Tra l’altro ho letto una sua intervista in cui ha detto che per lui il giorno della partita di A è come se durasse 72 ore e non 24, e ha ragione, per le pressioni che ci sono in Italia”. “Zamparini, fai come Catania. Fidati del tuo coach” “La differenza sostanziale che esiste tra Catania e Palermo è che dall’altra parte della Sicilia, l’allenatore viene sostenuto incondizionatamente, a parte Giampaolo che è stato credo un singolo episodio. Ricordo anche quando ero io a Palermo e a Catania c’era Atzori che la società l’ha sostenuto fino all’inverosimile, a Palermo, invece, dipende da come il presidente si sveglia la mattina, da quello che il patron pensa in quel momento – ha spiegato con un filo di ironia Coach Z – Se si punta su un giovane come Mangia, adeguandogli e prolungandogli anche il contratto, non si può andare dietro a due partite perse. Spero proprio che una volta tanto non si vada dietro queste due sconfitte. Zamparini per adesso dice che Mangia non rischia? Il presidente lo conosco bene… ma io non so se lui ascolta molto i suoi collaboratori, se vede le partite o meno perché ai miei tempi le partite non le vedeva o al massimo le vedeva in differita. Anche questo era un motivo di discussione tra me e lui, dipende da chi gli riporta le cose. Io ho avuto delle esperienze con persone che non vedevano le partite e che poi a fine gara ti dicevano ‘a, b e c’. Ma la cosa divertente è che mi chiedevo come mai venivano a raccontarmi certe cose se la partita non l’avevano neanche vista in diretta. Diciamo che è sempre il tramite, quindi, il punto di riferimento. Per questo bisogna vedere chi dice le cose, come le racconta e come vengono recepite”. “Catania ha progetto e presidente ideale” Intervistato in esclusiva dalla redazione di Mediagol.it, Walter Zenga, ha poi detto la sua sul progetto del Catania. “Negli anni sono cresciuti tanto. Vorrei ricordare che quando io sono arrivato in rossoazzurro, la squadra era reduce l’anno precedente da una salvezza con Marino all’ultima giornata di campionato contro il Chievo. Con me nelle ultime otto partite ci siamo salvati a cinque minuti dalla fine della stagione e l’anno dopo, nella famosa stagione del doppio derby vinto sia al ‘Massimino’ che al ‘Barbera’, il Catania con me si salvò a sette partite dalla fine – ha spiegato Coach Z a Mediagol.it – da quel momento hanno sempre fatto campionati assolutamente tranquilli e sono andati avanti con un progetto ben definito. Loro, oltretutto, hanno la forza che sta in un centro di allenamento che hanno definito ultimamente che è davvero fantastico. Diciamo che sono cresciuti a piccoli passi e poi credo che la persona più importante in quella società è il presidente Pulvirenti. Il patron è una grande persona, uno che ti dà tantissimo sostegno, è uno che non appare mai ma è sempre presente, uno che non ti critica mai ma se ti deve dire le cose lo fa. Sinceramente è una persona che a livello personale adoro”. “I MIEI DERBY DI SICILIA, QUANTA PRESSIONE…” Oggi negli Emirati Arabi alla guida tecnica dell’Al Nasr, Zenga è uno dei pochi allenatori ad aver vissuto la sentita sfida tra le due compagini siciliane, sia da una parte che dall’altra. “Io di derby ne ho vissuti ben quattro. Il primo l’ho perso con gol di Miccoli, accidenti a lui, con gol su punizione nel finale. Non vi nascondo che quando poi passai al Palermo per scherzare lo massacravo sempre su questa cosa – ha raccontato Zenga ai microfoni di Mediagol.it – poi ho vissuto chiaramente i due derby dell’anno dopo e poi quello giocato sulla panchina rosanero. So che è sempre una partita molto più sentita di tutte le altre. Io mi ricordo che il primo derby che giocammo a Catania in campionato, nella settimana precedente, ho davvero fatto fatica a tenere la squadra lontano da qualsiasi tipo di stress e pressione. Ed anche a Palermo quando affrontammo il Catania all’inverso fu la stessa cosa. Questo la dice lunga sulle pressioni che si accumulano in giorni come questi”. “No pronostico per derby ma vince chi arriva più tranquillo” “Secondo me molto dipenderà da chi tra le due arriverà più tranquilla e senza pressioni alla partita. Il Catania ha deciso di mantenere i suoi calciatori in silenzio? E’ un classico, mi ci sarei giocato qualsiasi cosa che veniva presa questa decisione ma non è una scelta del presidente, ne sono assolutamente convinto. In ogni caso mi risulta difficile stabilire un favorito perché Catania e Palermo sono due squadre che ho dentro di me per vari motivi, 14 mesi a Catania non li ho voluti mai dimenticare, non li cancellerò e non li dimenticherò mai. Mentre i 5 mesi di Palermo hanno avuto intensità talmente tanto alta che possono corrispondere ad una vita – ha spiegato l’ex “uomo ragno” in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it – ho avuto un buonissimo rapporto sia nell’una che nell’altra piazza con tutti, con chiunque adesso ci continuiamo a sentire con grande serenità. Nell’organico attuale del Catania ci sono forse solo Potenza e Biagianti tra quelli che ho allenato, gli altri sono quasi tutti nuovi. In rosa ho ancora diverse persone che con me sono stati dei signori con le quali mantengo un rapporto forte e sincero come Migliaccio e capitan Miccoli e tanti altri. Si tende a citare sempre dei calciatori ma io ricordo molte figure dietro le quinte con le quali ho avuto un grandissimo feeling come i magazzinieri e i dottori, tutta gente meravigliosa. Quindi mi astengo dal fare qualsiasi tipo di pronostico, guarderò la partita sicuramente perché anche per me è una sfida particolare”. “Domenica per me emozionante ma non posso fare il tifo” Ha vissuto esperienze emotivamente intense, professionalmente molto diverse. Catania e Palermo rimarranno comunque per sempre due tappe molto significative nella carriera di tecnico di Walter Zenga. Intervistato in esclusiva dalla redazione di Mediagol.it, l’ex portiere dell’Inter e della Nazionale preferisce non sbilanciarsi in partigianeria in vista del l’atteso derby siciliano in programma domenica prossima al “Massimino”. “Non dico per chi tifo? Non posso fare il tifo per una o per l’altra squadra per rispetto delle persone con le quali ho lavorato, da una parte e dall’altra e non parlo solo dei calciatori ma di tutte le persone all’interno del lavoro, dai magazzinieri ai massaggiatori passando anche per i tifosi stessi che durante la settimana mi fermavano e mi dicevano ‘mi raccomando mister, la partita’ o che quando ero a Palermo mi esortavano accoratamente a vincere il derby, non è carino – ha raccontato Coach Z ai microfoni di Mediagol.it – È una partita che guarderò con grandissima emozione perché rappresenta i miei 19 mesi d’Italia, anche perché poi non ho allenato nessun altro club nazionale. La guarderò con emozione perché il cuore l’ho lasciato davvero in Sicilia. Ma non chiedetemi un pronostico perché altrimenti dopo mi chiama Miccoli o Biagianti che si lamenta (ride, ndr), non lo potrei fare”. “Mercato? Rosa no poca qualità, Silvestre…” Gli affari di mercato tra Catania e Palermo sono stati diversi nel recente passato. Ultima operazione in ordine di tempo ma non certo per importanza è quella che ha portato il centrale difensivo argentino Matias Silvestre a vestire la maglia rosanero dopo stagioni importanti con il club etneo. Walter Zenga, doppio ex della sfida di domenica prossima tra rosanero e rossoazzurri, tesse le lodi di un giocatore che avendo allenato conosce alla perfezione. “Silvestre ha avuto la definitiva consacrazione con me alla guida del Catania in Serie A , si è proprio lanciato definitivamente nel massimo campionato giocando nel mio anno tutte le partite. Ed è uno di quei calciatori che per serietà applicazione determinazione fanno la fortuna di ogni allenatore”. Il centrale argentino è stata un po’ la perla di un mercato che i tifosi rosanero giudicano deficitario e che vorrebbero riveduto e corretto nella prossima finestra di Gennaio. “Centrocampo e attacco, i reparti da rinforzare nel Palermo a gennaio? C’è un allenatore molto bravo e capace sa quello che deve fare – ha aggiunto Zenga in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it – sa che sua squadra deve giocare in un certo modo. Userà le sue metodologie e bravura per far sì che la partita vada per il meglio, di sicuro una squadra che vince sei partite di fila in casa non può avere poca qualità. Anche se i numeri nascondono sempre tante cose. Se hai un problema di organico come ce l’ avevo io quando sono arrivato a Palermo che c’era Liverani fuori, da introdurre Pastore da spostare Simplicio dalla posizione in cui aveva fatto grandissime cose, ad un certo punto della stagione la batosta dell’infortunio di Balzaretti, quelli sono problemi che effettivamente alla lunga possono essere pagati se non hai una panchina adeguata e i giusti ricambi. Oggi il Palermo con 20 punti, pur avendo forse meno qualità, non ha bisogno di rivoluzioni mantenendo questa media faccio 60 punti va bene uguale!”. “Riporterò mia figlia in Sicilia e gli farò vedere derby” La Sicilia lo ha stregato, non solo perché ha segnato i primi passi della sua carriera di allenatore ma soprattutto perché gli ha regalato la più incommensurabile delle gioie umane. Walter Zenga, infatti, durante la sua esperienza sulla panchina del Palermo è diventato papà della splendida Samira, circostanza che ricorda con piacere nel corso dell’intervista esclusiva concessa alla redazione di Mediagol.it. “Mia figlia è nata a Palermo ma è stata concepita a Catania, quindi può ritenersi una siciliana al 100%. Vi dirò di più, un giorno mi piacerebbe venire a vedere questo derby con mia figlia, sarebbe una cosa bellissima e sicuramente lo farò perché voglio mostrare a mia figlia l’isola dove è nata, una terra assolutamente meravigliosa come la sua gente. Un giorno però, se ci sarà modo di organizzare una partita a scopo benefico tra le rappresentative di Palermo e Catania, mi candido volentieri per il ruolo di allenatore!”. “Io, Emirati e Bresciano, mio futuro e Inter…” A margine della lunga intervista concessa in esclusiva alla redazione di Mediagol.it, l’ex tecnico di Catania e Palermo Walter Zenga, attualmente alla guida dell’Al Nasr, ha anche parlato della sua esperienza lontano dall’Italia. “Qui negli Emirati Arabi va tutto bene. Si va avanti come normalmente accade nel mondo del calcio, a volte vinci ed a volte perdi ma i programmi sono quelli di inizio stagione”. La squadra di Coach Z, negli ultimi periodi, è stata trascinata da uno straripante Mark Bresciano, più volte in gol e osannato dai tifosi locali. “Mark è sempre stato uno che ha fatto i suoi gol. Oltretutto è un professionista serio che anche qui ha portato la sua esperienza e la sua voglia di giocare – ha aggiunto Zenga – veniva da un anno dove non aveva giocato tantissimo e all’inizio l’ha un po’ pagato, ma queste sono cose normali”. Poi Zenga risponde anche a qualche domanda sul suo futuro. “Quando tornerò in Italia? Intanto sono felice per quello che sto facendo e sono contento di quello che ho, non penso a niente. Penso solo a fare bene il mio lavoro oggi, domani, la prossima partita e poi vedremo – spiega – Di sicuro non saranno mancate le telefonate dei dirigenti e presidenti italiani? Anche voi adesso mi avete chiamato! Ogni tanto qualcuno dall’Italia lo sento (ride, ndr). E’ tutto tranquillo e non ci sono problemi”. Chiosa sulla “sua” Inter, in ripresa dopo un avvio stentato. “È il classico esempio di squadra che quando recupera tutti i suoi giocatori, fisicamente messi bene senza infortuni e complicazioni, è una compagine che può tranquillamente fare la sua figura. Inoltre ha un turno piuttosto facile in Champions quindi arriverà di sicuro agli ottavi e andrà avanti recuperando tutti i pezzi importanti, ritengo l’Inter ancora una squadra di spessore. Poi da qui a dire se vincerà il campionato e lotterà per lo scudetto è dura, ma mai dire mai! Ci può stare tutto nella vita. Poi parlate con uno che aveva parlato di scudetto a Palermo”, conclude ridendo Coach Z.

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