DYBALA BRUCIA LE TAPPE MA ADESSO OCCHIO A NON BRUCIARE IL RAGAZZINO

DYBALA BRUCIA LE TAPPE MA ADESSO OCCHIO A NON BRUCIARE IL RAGAZZINO

di Alessandro Rubino Con quella faccia un po così, quellespressione un po così, che ti fa pensare a quanto è bello il calcio. Paulo Dybala è la faccia pulita del Palermo,.

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di Alessandro Rubino Con quella faccia un po così, quellespressione un po così, che ti fa pensare a quanto è bello il calcio. Paulo Dybala è la faccia pulita del Palermo, un viso da adolescente per un ragazzo ancora piuttosto giovane capace di rubare la copertina della domenica a diversi campioni già affermati. Già, per una volta leroe non è uno dei soliti noti e tocca al più piccolo di tutti fare esplodere di gioia gli spettatori – pochi, a dire il vero – del “Renzo Barbera”. Quanto è bello il calcio, basta un pallone e un ragazzino può farti sognare. E sognare, si sa, non costa nulla. Se poi a farti sognare è uno che sembra un bambino, uno chiamato ormai da tutti “u picciriddu”, cominci a credere alla magia e che davvero tutto può diventare realtà. Come probabilmente ha fatto lo stesso Dybala, che una domenica come quella contro la Sampdoria lavrà sognata per tanto tempo: un giorno di gloria tra i campioni di una delle leghe calcistiche più importanti del mondo, la Serie A. “Il più bel momento della mia carriera”, infatti, è stato il suo commento a caldo. Diciassette gol in trenta partite nella Primera B Nacional: questo il biglietto di presentazione di Dybala, nato il 15 novembre del 1993 a Laguna Larga, una località a circa sessanta chilometri da Cordoba. Poi il suo primo ritiro in Europa, qualche giornata di studio in panchina e le prime apparizioni: fino allesplosione. Si, di vera esplosione si può parlare dopo quanto fatto vedere dal bambino. Scaltro e sfrontato, Dybala è uno che sa il fatto suo: si comporta da veterano e impara da Miccoli, il suo punto di riferimento. Sta bruciando le tappe il nuovo gioiello rosanero, questo è sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori. Mancino e dalla corporatura minuta, Dybala ricorda i vecchi campioni alla Sivori: quei folletti con largento vivo negli occhi, bravi nel fare innamorare la gente con la semplicità e leducazione. E con gli effetti speciali sul terreno di gioco. Ma cè da dire che il peso dellattacco del Palermo non può essere caricato tutto su di lui e che le aspettative ora non dovranno essere eccessive. Luomo del momento in casa rosanero è solo un ragazzino, ricordiamolo. Tuttavia, spesso i sudamericani sono abituati a giocare e a prendersi sin da giovanissimi le loro responsabilità e quindi il modo di stare in campo del pupillo di Zamparini è del tutto normale. Ciò che colpisce è il rapido adattamento alla realtà italiana e in particolare alla piazza palermitana. Non fu così rapido linserimento di Pastore, per esempio; non lo è stato neanche per Lamela e soci o per lo stesso Cavani, che dopo la meravigliosa rete contro la Fiorentina tornò a fare il “giovane” fino alla definitiva consacrazione arrivata a Napoli. Quanti ragazzini stranieri dimostrano una tale capacità di adattamento ad una nuova realtà? Pochi, bisogna dirlo. Uno di questi fu Pato, che sia col Milan che con lInternacional andò a segno immediatamente e fece subito vedere di che pasta fosse fatto. Quantomeno dal punto di vista tecnico, meglio sorvolare sulle questioni di ordine fisico. Quando si hanno le stimmate del campione, comunque, si vede; ma i giovanissimi in Italia vanno preservati da pressioni inutili, da eventuali critiche ingiuste. Si può sbagliare, anche se si è dotati. E pertanto molto rischioso fare di Dybala il nuovo idolo di Palermo: la cosa potrebbe presto rivelarsi unarma a doppio taglio. Ora come ora, risulta difficile non dire che (forse) è nata una stella; ma il bello viene adesso, la sfida vera sta nel confermarsi. Il piccolo fenomeno rosanero ha qualità, è forte mentalmente ed ha carattere: Gasperini lo sa, glielo legge negli occhi. E il mister in passato ha visto crescere El Shaarawy, uno che oggi fa impazzire il Milan. Possiamo fidarci di Gasp, Dybala è in buone mani: il ragazzino che brucia le tappe, intanto, pensi a crescere ancora…

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