DISFATTA PALERMO NEL DERBY IL CATANIA DILAGA, ROSA ANCORA NEL BARATRO

DISFATTA PALERMO NEL DERBY IL CATANIA DILAGA, ROSA ANCORA NEL BARATRO

di Fabio Corrao Se Serse Cosmi aveva individuato nel Palermo loccasione più grande della sua carriera, al “Massimino” purtroppo le sue brevi speranze si sono infrante al culmine.

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di Fabio Corrao Se Serse Cosmi aveva individuato nel Palermo loccasione più grande della sua carriera, al “Massimino” purtroppo le sue brevi speranze si sono infrante al culmine dellennesima prestazione sconcertante del 2011. Ancora una volta il derby di Catania è risultato stregato per i rosanero, seppelliti nel gioco e dai gol da una squadra che correva il doppio e che è stata abilissima a sfruttare le incomprensibili amnesie di una difesa sciagurata. I calciatori rosanero, a parte un paio di eccezioni, hanno giocato un primo tempo da squadra oratoriale, badando a non prenderle, e una ripresa pessima in cui non sono praticamente scesi in campo; ma il tecnico perugino ci ha messo del suo, lasciando in panca gli uomini più talentuosi e rappresentativi del Palermo, Javier Pastore e il capitano Fabrizio Miccoli. Se i segnali contano qualcosa, in una settimana in cui si è parlato di motivazioni differenti, la lettura della formazioni ha lasciato sbigottiti e soddisfatti i sostenitori etnei, che pregustavano una partita, come poi è stata, tutta in discesa per i catanesi. E innegabile che questa squadra non riesce più a ritrovare se stessa, e che qualcosa sembra essersi rotto irreparabilmente. Questi calciatori, che fino a qualche mese fa incantavano per corsa, determinazione e giocate, appaiono adesso lontane ombre di un periodo bello quanto distante nella memoria dei lodevolmente pazienti fans rosanero. Sono in grado di offrire qualche raro sprazzo degno degli antichi fasti, come in occasione della vittoria sul Milan, salvo poi ripiombare in un grigio torpore imbarazzante. I numeri della gestione tecnica di mister Cosmi sono purtroppo impietosi: quattro partite e tre punti frutto di tre sconfitte e una vittoria, un solo gol segnato, peraltro da un difensore e sugli sviluppi di calcio da fermo, e sette reti incassate. E del tutto evidente che il problema non è di difesa a tre o a quattro, ma di attenzione e qualità. Questa squadra ha sempre imbarcato grappoli di gol, ma aveva almeno la capacità di segnare a raffica, e spesso il risultato le dava ragione. Adesso pare davvero difficile, semifinale di Coppa Italia a parte, capire cosa ci sia da chiedere ad una stagione al termine della quale probabilmente si assisterà allennesima rifondazione.

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