DAL FLOP ALLA GRANDE RISCOSSA: ECCO PERCHÉ IL PALERMO PUÒ ESSERE LA NUOVA UDINESE

DAL FLOP ALLA GRANDE RISCOSSA: ECCO PERCHÉ IL PALERMO PUÒ ESSERE LA NUOVA UDINESE

di Mariano Calò Oggi lUdinese è forse la società più ammirata e invidiata dItalia. La famiglia Pozzo ha inventato un modo di fare calcio straordinario, guadagnando.

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di Mariano Calò Oggi lUdinese è forse la società più ammirata e invidiata dItalia. La famiglia Pozzo ha inventato un modo di fare calcio straordinario, guadagnando vagonate di milioni, scoprendo sempre nuovi campioni pescati in giro per il mondo e ottenendo risultati calcistici straordinari. Anche il Palermo ha un progetto simile, almeno sulla carta, ma se oggi a Udine nessuno si sogna di criticare la dirigenza da queste parti non cè mossa societaria che non venga pesantemente apostrofata dai sempre più scettici tifosi rosanero. Laccostamento tra le due società può sembrare in effetti fuori luogo o addirittura improponibile alla luce dei piazzamenti degli ultimi due anni, ma fino a pochissimo tempo fa i bianconeri erano esattamente nella stessa situazione del Palermo, con tanto di tifosi inviperiti e inviti alla presidenza a lasciare la società. Il campionato 2009-2010 per i friulani si era chiuso con un disastroso 15° posto in coabitazione col Cagliari (vi ricorda qualcosa?). Ecco cosa diceva un utente del forum Udineseclub.net a proposito della situazione della squadra friulana il 22 febbraio 2010: “Dopo una gestione oscena delle problematiche interne (casi DAgostino e Di Natale, vicenda Magro, continue assurde, sparate atte a minare lambiente..), dopo una gestione scandalosa del mercato di gennaio dove alle promesse di rinforzi sono seguite solo le illustri cessioni di Felipe e Candreva…ormai anche i bambini lo hanno capito: Pozzo aspetta solo che il Granada salga di categoria per salutare tutti e andarsene. Quindi Pozzo giochi allo scoperto. Non sopporterei un altro anno di Pozzo in queste condizioni”. Poi un altro utente proponeva – con la certezza assoluta di cui solo certi amanti del complotto a tutti i costi sanno fare – la questione delladdio a tradimento che tanti tifosi palermitani hanno tirato fuori anche a Palermo in attesa che Zamparini finisse il suo centro commerciale. La teoria è che una volta che il Granada, la squadra satellite dei Pozzo nel campionato spagnolo, avesse raggiungo la Liga questi avrebbero salutato Udine e lUdinese: “Probabilmente meglio che ti rassegni a veder partire per lamata Spagna i signori Pozzo e gran parte del patrimonio Udinese. Questo è lepilogo di quanto stanno organizzando e solo chi non vuole vedere non vede. La favoletta che senza Pozzo si va in serie pro fa sorridere, ma ha anche un risvolto serio: Pozzo ci sguazza a fronte di questo tipo di pensiero”. Il tutto concluso da un auspicio: “Prima i Pozzo se ne vanno e meglio sarà per lUdinese ed il Friuli intero”. Di commenti di questo tenore ce ne sono una valanga, anche se qualche utente cerca di stemperare la tensione tra tifosi e società ricordando le trasferte nei campi di provincia affrontate negli anni più bui della società friulana: “Senza i Pozzo si va in Lega Pro, ricordatevelo sempre”. Invece i Pozzo non sono andati via, sono rimasti a Udine e dopo nemmeno 12 mesi erano lì a festeggiare una qualificazione in Champions League arrivata dopo un campionato a dir poco esaltante. Come hanno fatto? E quello che vogliamo raccontarvi in questo articolo. VIA GLI SCONTENTI: Alcuni elementi non volevano restare e sono stati accontentati. In particolare un senatore come DAgostino, che era un po il motore del gioco della squadra lestate precedente era stato trattenuto a forza. Ma anche altri giocatori con qualche richiesta come Pepe e Lukovic hanno trovato spazio altrove. NESSUNA RIVOLUZIONE: i tifosi invocavano a gran voce un completo stravolgimento dellorganico ma la società non volle cambiare più di tanto. Lunico acquisto degno di nota fu, oltre al già citato Benatia, il colombiano Armero. La formazione titolare rimase quasi inalterata. UN GRANDE ALLENATORE IN PANCHINA: se dal punto di vista della rosa non cambiò molto la mossa vincente la società la fece in panchina riportando in Friuli Francesco Guidolin, tuttaltro che la classica minestra riscaldata. PAZIENZA E COERENZA: se Zamparini avesse perso le prime 4 partite di campionato avrebbe certamente cacciato il tecnico. Anzi, con tutta probabilità non sarebbe nemmeno arrivato in panchina alla quarta giornata. I Pozzo hanno tenuto duro ed il risultato è stata una stagione indimenticabile. CESSIONI SÌ, MA NIENTE REGALI: alcuni giocatori avevano richieste importanti come Inler e Asamoah, eppure la società è stata determinata a farli partire solo a prezzi importantissimi. Difficile fare affari con lUdinese, non cè amicizia tra presidenti che tenga. Più che un supermarket lUdinese è una boutique dalta moda. Molti hanno tremato quando hanno sentito Cattani e Zamparini parlare di piccoli ritocchi e di una squadra non proprio da rifondare, eppure lesperienza insegna che spesso basta poco per far girare come una Formula 1 unautomobile che sembrava un catorcio rotto. Abbiamo parlato dellUdinese, ma anche la Lazio 2009-10 fu un disastro e cambiando solo il tecnico e un paio di giocatori ha trovato un pronto riscatto. Quello che il Palermo deve fare adesso è azzeccare la guida tecnica giusta, fare pochi acquisti mirati nei reparti che davvero hanno bisogno di un rinforzo e mantenere la rotta senza continui e improvvisi cambi di direzione. Coerenza, pazienza e voglia di tornare grandi sono tre elementi imprescindibili per aprire un nuovo ciclo, anche se alcuni di questi in città rappresenterebbero qualcosa di inedito.

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