Collauto, ex capitano Venezia: “Così finisce il calcio se va via Zamparini”

Collauto, ex capitano Venezia: “Così finisce il calcio se va via Zamparini”

L’ennesima crisi societaria rischia di spazzare via i sogni dei tifosi veneziani. Dopo l’addio di Zamparini non c’è più stata pace per il calcio nella Laguna. Il patron russo Korablin.

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L’ennesima crisi societaria rischia di spazzare via i sogni dei tifosi veneziani. Dopo l’addio di Zamparini non c’è più stata pace per il calcio nella Laguna. Il patron russo Korablin sta seriamente pensando di lasciare il club, così il futuro del club sembra destinato a ripartire ancora una volta dal dilettantismo. Ne ha parlato Mattia Collauto, veneziano doc alla guida del settore giovanile e storico capitano dell’era post-Zamparini. “Sono arrivato nel 2004, poco dopo l’addio del patron friulano, quindi forse sarò io che porto sfortuna – ha dichiarato scherzosamente il dirigente -. Il declino fu la logica conseguenza dell’abbandono di Zamparini, la fine naturale di una caduta iniziata tre anni prima. Io arrivai a novembre, classifica ormai compromessa, via vai di giocatori, purtroppo ci fu anche la “macchia nera” di Genoa-Venezia. Nel 2009 naufragò anche l’ambizioso progetto dei fratelli Poletti? Arrigo non ci nascose mai i problemi, ci mise sempre la faccia, non si nascose. E ha pagato a caro prezzo, in prima persona. Tornare tra i dilettanti? Paradossalmente è la situazione più complicata delle tre. Abbiamo intuito a gennaio delle difficoltà di Korablin, ma non è possibile arrivare a cinque giorni dalla scadenza per mettere in vendita la società. Io spero fino all’ultimo secondo che arrivi una persona seria che ci consenta di salvare la categoria, ma non mi spaventerebbe dover ripartire dalla categoria inferiore con una società solida, una programmazione dettagliata, senza sbandierare proclami di serie A o di serie B. Il calcio veneziano ha bisogno di serenità e tranquillità: tutti attorno al logo, ai colori e al nome della società – ha spiegato a La Nuova -. Questa è la squadra della città di Venezia, nessuno deve mai dimenticarlo. Bisogna ricreare l’entusiasmo tra i tifosi, riportare la squadra tra la gente”.

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