CATANIA-PALERMO: le pagelle di Mediagol

CATANIA-PALERMO: le pagelle di Mediagol

voti di Giuseppe La Barbera PALERMO SIRIGU 6+ La sensazione è che se il Palermo non esce con un passivo peggiore dal “Massimino”, buona parte del merito è del giovane.

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voti di Giuseppe La Barbera PALERMO SIRIGU 6+ La sensazione è che se il Palermo non esce con un passivo peggiore dal “Massimino”, buona parte del merito è del giovane portiere sardo, che con un paio di interventi evita un tracollo peggiore di quello registrato a fine gara. Battuto, con colpe quasi nulle, da Maxi Lopez al 13’ e al 31’ dopo gli errori rispettivamente di Goian e Liverani, precedentemente si era opposto a un tiro-cross Mascara (4’) e in seguito mette in angolo per due volte su altrettante conclusioni dello scatenato argentino, l’ultima a dieci minuti dal termine del primo tempo. Nella seconda frazione di gioco para centralmente su Ricchiuti al minuto 59 e poco dopo interviene di piede dopo l’ennesimo svarione del rumeno. ATTENTO CASSANI 5,5 Dal suo lato gioca Capuano, che forse anche a causa dei recenti problemi fisici non sfodera la solita prova della vita contro l’ex squadra, e si allarga spesso Mascara, che limita il suo raggio d’azione e il suo conseguente apporto in fase offensiva. Il terzino rosanero, comunque, risulta ugualmente tra i più intraprendenti, anche se si rende protagonista spesso di alcune errate valutazioni, che lo portano a sbagliare alcuni stop e appoggi di lieve difficoltà. Il suo merito è quello di spingere fino alla fine, nonostante il risultato sia ampiamente compromesso: al 91’ proprio il suo diretto avversario, originario di Caltagirone, gli nega la gioia del gol con un intervento sulla linea. In generale sembra pagare un periodo di non brillante condizione fisica, causato anche dal fatto di aver giocato praticamente sempre nelle vesti di titolare. STANCO BALZARETTI 5 Rientra in campo dopo la squalifica che lo aveva messo fuori contro il Bologna, regalando l’esordio al giovane Calderoni: anche lui non pare avere lo smalto e la dinamicità dei tempi migliori, come l’altro esterno difensivo rosa Cassani. Dalle sue parti gravita alle volte lo scatenato Maxi Lopez, che neppure il terzino sinistro palermitano riesce ad arginare: emblematica a tal proposito l’azione con cui il sudamericano si libera di lui, intervenuto in ultima battuta, e spara in porta intorno al 35’. Al 21’ Tagliavento gli aveva mostrato il cartellino giallo dopo un intervento falloso su Alvarez, al quale per tutta la gara non riesce a contrapporre la solita carica agonistica. Nella seconda frazione tenta anche la via della rete senza fortuna al 55’ (conclusione da fuori area a lato) e al 78’ (tiro-cross che ha il medesimo epilogo). FRENATO GOIAN 4 Se contro il Bologna era stato autore di una grande prova, figlia di un netto miglioramento rispetto alle altre apparizioni, a Catania segna indelebilmente la gara con un vero e proprio harakiri che indirizza la gara del Palermo sui binari sbagliati dopo poco più di 10 minuti di gara: cerca infatti di servire Sirigu con un retropassaggio dando le spalle a Maxi Lopez, che ne intuisce le intenzioni e vola verso l’1-0. E un autentico regalo del rumeno. Lo choc sembra permearlo del tutto e la sensazione è che anche i compagni evitino l’appoggio verso il frastornato difensore centrale, che al 31’ lascia un’autostrada a Martinez, che si infortuna ma riesce ugualmente a mettere al centro per il 2-0 dell’argentino. Precedentemente (18’) sempre Lopez gli era sfuggito e Sirigu aveva mandato in corner. Nella ripresa sbaglia pure un facile intervento al volo (ma l’estremo difensore rosa rimedia) e si oppone a col corpo a due tiri avversari. DISASTRO KJAER 5,5 Le amnesie di Goian, che appaiono frequenti, rendono ancora più difficile il suo compito al centro della difesa ospite: Kjaer cerca di limitare con esperienza, ma con risultati non sufficienti Maxi Lopez, Mascara e Martinez, ma sembra spesso pagare il gap in termini di velocità contro i tre etnei. Presente in alcuni interventi di testa al centro dell’area di rigore rosanero e in attacco dove non trova il tocco vincente, la sensazione globale è che anche lui abbia vissuto giornate decisamente migliori. NON SUFFICIENTE LIVERANI 4,5 Si “macchia” di un passaggio sconsiderato al centro, che bissa l’errore precedente di Goian e permette a Martinez di confezionare in coppia con Maxi Lopez, su cui non riesce a chiudere in seguito, il 2-0. In precedenza il suo contributo alla gara era apparso molle in fase di costruzione del gioco, a causa del dinamismo del centrocampo catanese, ma soprattutto in termini di copertura: troppo spesso, infatti, gli avversari avevano tentato l’incursione centrale senza trovare eccessiva opposizione da parte sua. Cerca di riparare con alcune punizioni, che si contende con l’altro specialista Miccoli: al 31’ manda debolmente tra le braccia di Andujar, poco dopo falcia l’argentino e si fa ammonire. Rossi lo richiama in panchina al 61’ per inserire il più dinamico Bertolo. Come il compagno rumeno, con cui condivide buona parte delle colpe per la sconfitta, dà origine a un prova decisamente sottotono, dopo aver brillato contro il Bologna al “Barbera”. LENTO NOCERINO 5+ Inizio positivo e particolarmente propositivo sulla falsariga delle buone prestazioni delle ultime gare: pian piano, però, l’impressione è che il centrocampista campano si spenga e che venga anch’esso travolto dal trend negativo impresso all’incontro dagli errori dei suoi compagni. Soffre il dinamismo di Izco e Biagianti e non riesce né ad aiutare Balzaretti nella sua metà campo né a servire palloni preziosi in avanti. Inoltre, sbaglia anche lui qualche facile passaggio dalle fasce verso il centro, replicando i tragici copioni proposti da Goian e Liverani: il Catania però non ne approfitta. Dopo l’uscita di Liverani viene proposto nelle vesti di play-maker, ma non incide. POCO DINAMICO MIGLIACCIO 5,5 Il migliore di un centrocampo che deve alzare bandiera bianca al termine di un match, in cui è l’intero team a non brillare. Migliaccio ha però il merito di mostrare la solita caparbietà e generosità, che lo rendono in grado di recuperare un buon numero di palloni. Anche lui, però, patisce la giornata no dei suoi compagni di reparto e finisce per non sfruttare al meglio la sua grinta, a servizio della squadra. Chiude un paio di volte con efficacia su Mascara, ma nel momento in cui l’andazzo della gara richiederebbe il suo appoggio alla manovra d’attacco sembra poco presente, anche in virtù delle sue note e diverse caratteristiche. GRINTOSO PASTORE 5 Poche luci e tante ombre per “El Flaco”, che al “Massimino” inizia nel peggiore dei modi, riportando alla mente, a tratti, le sue prime prestazioni con la maglia del Palermo: perde molti palloni, si vede poco nel vivo dell’azione e va poche volte alla conclusione. Il suo unico acuto in un primo tempo che appare opaco è datato 12’, ma la sua conclusione al volo finisce alta (poco dopo salta Martinez con un tunnel). Nella ripresa sembra parzialmente rigenerato e inizia con maggiore piglio e intraprendenza: al 55’ manda fuori tempo Silvestre e lo salta in dribbling. Successivamente si rende autore di alcune giocate di classe, che però non incidono sul risultato e che, in generale, non riscattano in pieno il suo mancato apporto in termini di fantasia a una manovra offensiva, che risulta poco produttiva anche a causa sua. Esce all’88’ quando già stanno scorrendo i titoli di coda di uno spettacolo poco gratificante offerto dal Palermo. SPENTO MICCOLI 5,5 Torna sulla terra dopo aver fatto volare il Palermo con la decisiva tripletta contro il Bologna: a Catania, infatti, il “Romario del Salento” non dimostra di avere nuovamente il “piedino caldo” e non finisce nel tabellino dei marcatori. Già al 1’ ci tenta, ma la sua conclusione viene “smorzata” e finisce debole tra le mani di Andujar. Dopo spara sulla barriera alcune punizioni da buona posizione e non impensierisce il portiere sudamericano dalla bandierina: i suoi cross, infatti, sono quasi sempre centrali e di conseguenza innocui. Al 52’ la migliore occasione: ma anche stavolta la palla termina fuori, dopo un suo sinistro velenoso. Esce al 68’ per Hernandez in mezzo ai fischi del “Massimino”. SPUNTATO CAVANI 6- Anche il suo approccio nelle prime fasi del derby appare eccessivamente “leggero”: non controlla un paio di facili palloni e il suo movimento continuo produce poco. Al 28’, inoltre, colpisce di testa, ma non inquadra la porta e la sfera termina fuori. Cinque giri di lancette dopo Silvestre lo stende e viene ammonito. Nel finale impegna Andujar. Il suo primo tempo, quindi, ha un doppio volto: va meglio nella ripresa, durante la quale va vicino al gol al 1’, dopo un grande stop (parata dell’argentino) e, in generale, si rende più pericoloso. Al minuto 85 tira addosso all’ex estremo difensore del Palermo, non sfruttando un grande spunto del connazionale Hernandez. IMPRECISO BERTOLO 6 (entrato al posto di Liverani) Rileva Liverani e si piazza sul centro-sinistra, mentre Nocerino viene spostato in mezzo: rispetto all’ex capitano rosanero si mostra più dinamico e intraprendente. Ingaggia, infatti, un paio di duelli a centrocampo da cui esce vincitore e in particolare si rende protagonista di un pregevole sfondamento centrale con cui si libera di un paio di avversari, ma in seguito spedisce sopra alla traversa (il cronometro segna il 79). In definitiva non compie sfracelli, ma la sua grinta appare come oro colato in una serata in cui la squadra appare sottotono dal punto di vista fisico e poco propositiva. SUFFICIENTE HERNANDEZ 6+ (entrato al posto di Miccoli) Basta poco alla “Joya”, in campo dal 68’ per Miccoli, per entrare in gara: colpisce la volontà con cui si cala in un match ampiamente compromesso al suo ingresso sul terreno di gioco. Dopo qualche tocco pregevole, all’84’ fulmina Terlizzi in velocità e manda con un colpo di tacco al centro un pallone che sembrava destinato sul fondo. Sessanta secondi dopo fornisce un grande assist a Cavani, che il numero 7 rosa non sfrutta. Infine, nel primo minuto di recupero dimostra che la porta di Andujar è stregata, mandando fuori da buona posizione, dopo un precedente salvataggio di Mascara sulla linea, in seguito a un tiro di Cassani. ESTROSO BUDAN S.V. (entrato al posto di Pastore) Scampoli di gara per il croato, in campo per Pastore a due minuti dal 90, quando la gara è già segnata. SENZA VOTO All.Rossi 5 Non va bene il suo primo derby siciliano, a un giro di boa, dopo il suo avvento su quella panchina che Walter Zenga aveva perso dopo lo scialbo 1-1 casalingo nella stracittadina di andata. Il Palermo odierno non entra mai in gara, appare troppo “guardingo” e poco propositivo fin dalle prime battute, successivamente viene letteralmente piegato dagli errori di Goian (la cui presenza è obbligatoria per il forfait di Bovo) e Liverani. Col senno di poi, vedendo la grande verve di Hernandez, la sensazione è che l’ingresso dell’uruguaiano avrebbe potuto essere anticipato all’inizio della ripresa, anche in virtù della scarsa vena palesata da Pastore nei primi quarantacinque minuti. Stavolta, quindi, la sorte non lo assiste e la sua squadra viene raggiunta al quarto posto dalla Samp, in attesa di Udinese-Juventus. CATANIA Andujar 6,5; Alvarez 6,5, Silvestre 6, Terlizzi 6 (89’ Spolli s.v.), Capuano 6-; Izco 7, Biagianti 6+, Ricchiuti 6,5 (72’ Sciacca s.v.); Martinez 7 (79’ Ledesma s.v.), Lopez 8, Mascara 6. All. Marcolin 6,5 Arbitro: Tagliavento 6,5 Direzione lineare e senza sbavature per il direttore di gara di Catania-Palermo, che interviene con tempestività e decisione, mantenendo il controllo del match dall’inizio alla fine. Giusti i gialli a Balzaretti, Silvestre e Liverani. Dubbi su un tocco di mano in area per parte, ma in entrambi i casi la sensazione è che abbia fatto bene a non intervenire.

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