C.d.Sport: “A Verona 0-0 che sa di acqua e anice”

C.d.Sport: “A Verona 0-0 che sa di acqua e anice”

E un bicchiere dacqua e anice secondo il Corriere dello Sport la metafora che più esprime il sapore del match di campionato tra Chievo e Palermo. Secondo Andrea Santoni il rigore non concesso.

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E un bicchiere dacqua e anice secondo il Corriere dello Sport la metafora che più esprime il sapore del match di campionato tra Chievo e Palermo. Secondo Andrea Santoni il rigore non concesso da Peruzzo poteva certamente cambiare la partita. “Nel bicchiere di acqua e ani­ce del Bentegodi il Palermo trova un pun­to pieno di polemiche. Lo 0-0 con il Chie­vo è segnato da un episodio, avvenuto a inizio ripresa (8) che avrebbe potuto cambiare l’equilibrio dell’incontro: un netto fallo in area di Rigoni ai danni di Pastore non rilevato dall’arbitro Peruz­zo. In più la squadra di Pioli è rimasta in 11, dato che il suo centrocampista, già ammonito, avrebbe dovuto essere espul­so, per doppio giallo. Insomma un fatto decisivo all’interno di 90 minuti comunque di discreta inten­sità. Particolarmente nervoso, nel dopo partita, Rossi, unico tecnico a non avere ancora avuto un rigore a favore ( ma 5 contro). Nonostante tutto il suo Palermo gira a metà torneo a quota 31, suo record personale ( ultima stagione alla Lazio) eguagliato e seconda prestazione di sem­pre nella storia del club rosanero ( un punto in più rispetto allo scorso torneo, firmato Zenga-Rossi). Una posizione a ri­dosso delle Big che conferma le legitti­me aspirazioni europee di tutto l’ambien­te siciliano. Per contro, al di là del non ri­gore, il Chievo, oggi salvo, ha conferma­to le sue qualità, che gli hanno permesso in casa di battere l’Inter, e di fermare Ro­ma e Juve, prima del Palermo, con un Bo­gliacino ispiratissimo sulla trequarti, ie­ri anche il più insidioso tiratore verone­se. Detto dello 0 che pe­sa in casa palermitana, c’è invece un da­to importante nell’economia della cresci­ta della squadra di Rossi: per la prima volta in questa stagione il Palermo non incassa gol in 180. Merito, come già det­to, di Sirigu, sempre più maturo, ma an­che della crescita del reparto, con Balza­retti deciso a voler restare (con ragione) nel giro della nazionale di Prandelli, e con Munoz (non dimentichiamolo, classe ‘90!) a nostro avviso destinato a diventa­re uno dei nuovi gioielli mercato di Zam­parini, visto la costante crescita dal suo arrivo in Italia”.

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