BASTA PROMESSE E I TIFOSI NON SARANNO PIU “CATASTROFICI”. CAPITAN MICCOLI RIPORTA ALLA DURA REALTA.

BASTA PROMESSE E I TIFOSI NON SARANNO PIU “CATASTROFICI”. CAPITAN MICCOLI RIPORTA ALLA DURA REALTA.

di Mariano Calò Non abbiamo fatto in tempo a digerire la dose massiccia di onestà e realismo somministrataci da Giuseppe Sannino nella scorsa conferenza stampa che Fabrizio Miccoli ha.

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di Mariano Calò Non abbiamo fatto in tempo a digerire la dose massiccia di onestà e realismo somministrataci da Giuseppe Sannino nella scorsa conferenza stampa che Fabrizio Miccoli ha offerto un bis dalla portata ancora superiore. Eravamo così abituati a sentirci dire che la squadra dellanno scorso era la più forte di tutti i tempi, che quella di questanno non è da meno, che essere riportati alla dura e cruda realtà ha un effetto un po stordente. Miccoli ha voluto anche lui mettersi dalla parte di chi dice le cose come stanno. Non che non sia uno abituato a farlo, ce lo ricordiamo bene lanno scorso, quando dal ritiro di Malles era stato forse lunico a fiutare che non sarebbe stata una stagione facile e lo aveva detto chiaro e tondo in conferenza stampa. Ma fa un certo effetto sentire parole così esplicite sul potenziale di questo Palermo e ci fa piacere che, come avevamo detto dopo la conferenza stampa di Sannino, anche altri esponenti importanti del club rosanero comincino a parlare con sincerità e onestà ai tifosi, senza promettergli la luna. “Il tifoso, in particolare quello palermitano, ormai lo conosco – ha detto Miccoli -. Le persone vogliono lonestà, la chiarezza. Ho sentito dire che questa squadra è come quella dellanno scorso. Invece non è così, perché se un giocatore (Silvestre, ndr) è andato allInter, uno (Balzaretti, ndr) alla Roma e due (Viviano e Migliaccio, ndr) alla Fiorentina, non può mai essere che non abbiamo perso niente. Questanno abbiamo perso giocatori importanti anche fuori dal campo, gente che qui dava tutto a 360 gradi e non solo nei 90 minuti. Critiche al presidente? Non mi permetto di parlare della gestione, però bisogna essere più onesti con le persone. Si è fatto lesempio dellUdinese che ha perso 5 partite di seguito e poi è andata in Champions League. Però nessuno dalle loro parti ha detto che devono andare in Champions, ogni anno parlano sempre di salvezza, poi partita dopo partita hanno fregato tante squadre arrivando in Champions League. Però è giusto essere onesti con i tifosi”. E vero, spezza il cuore sentir dire al capitano della squadra che sono finiti i tempi in cui il Palermo poteva competere con Lazio e Napoli, ma questa presa di posizione è forse il miglior modo per ripartire. Di squadre blasonate finite in Serie B è piena la storia del calcio italiano, non sarà lultima la Sampdoria che a inizio stagione aveva giocato i preliminari di Champions League. Essere già consapevoli alla terza giornata che lunico vero obiettivo potrà essere la salvezza darà senza dubbio dei vantaggi più avanti, quando le distanze dalla zona retrocessione non saranno così ampie come qualche anno fa. Senza unadeguata preparazione psicologica diventa facile andare nel panico e crollare contro squadre che invece sanno di doversi giocare la categoria domenica dopo domenica. Durante il disastroso campionato 2010-2011 i tifosi del Bari cantavano senza sosta “Che importa se sta arrivando la retrocessione, cosa vuoi che sia, in ogni categoria, magico Bari io non vivo senza te”. Una dichiarazione damore che va oltre i risultati e le difficoltà di una squadra poi tristemente retrocessa e il cui destino sembrava segnato già prima del giro di boa. Fino a qualche settimana fa non riuscivamo a immaginare uno scenario del genere a Palermo, ma la colpa oggi non ci appare più dei tifosi, forse come qualcuno dice troppo “catastrofici”, magari viziati da anni di tifo a metà tra le grandi del calcio italiano e una maglia rosanero cominciata in molti casi ad amare solo da quando lotta per risultati importanti. Forse mancava lonestà di dire per cosa si stava lottando, mancava qualcuno che ammettesse che perdendo ogni anno i pezzi pregiati la situazione non poteva non cambiare in peggio. Non è sbagliato ridimensionare le proprie ambizioni in un momento economico così difficile per il paese, il delitto è negarlo fino allinverosimile. Non si tratta solo di voler essere pessimisti, perché niente vieta a questa squadra di compattarsi e di arrivare nella prima metà della classifica, cominciare a costruire un futuro importante che con la competenza e la programmazione porti agli antichi fasti, ma darlo per scontato è un errore clamoroso: le promesse, nel calcio come nella vita, o non le fai oppure le mantieni.

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